Pietre, minareti e moussaka: Argirocastro, la città ottomana nascosta tra le montagne del’Albania

Nel sud dell'Albania, arroccata su un crinale di pietra grigia, Gjirokastër è una delle città storiche meglio conservate dei Balcani. Patrimonio UNESCO e crocevia di culture: un luogo che sorprende quanto più lo si conosce.

Gjirokastër, o Argirocastro, nel sud dell’Albania, è una città speciale: tetti in ardesia grigia che riflettono il cielo nuvoloso, vicoli lastricati su cui rimbalza l’eco dei passi, un castello che domina la valle del Drino come se non avesse mai smesso di tenere d’occhio qualcosa.

Panorama di Gjirokastër con tetti in ardesia grigia e il castello ottomano sullo sfondoA pochi chilometri dal confine greco, questa città di pietra è inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ed è considerata uno degli esempi meglio conservati di architettura ottomana nei Balcani.
Non è una meta facile da inquadrare. Non è solo storia, non è solo paesaggio, non è il solito borgo da weekend. È tutto questo insieme, con l’aggiunta di una certa densità dell’aria, una lentezza ostinata che le strade strette sembrano imporre.

Un pezzo di Oriente incastonato nei Balcani

L’Albania si trova nella penisola balcanica, nella parte sud-occidentale dell’Europa, affacciata sull’Adriatico a ovest e sullo Ionio a sud-ovest. Confina con Montenegro, Kosovo, Macedonia del Nord e Grecia.
Una posizione geografica che ne ha fatto, nei secoli, un crocevia tra mondo latino, ortodosso e ottomano, e Gjirokastër ne è la testimonianza più visibile.Gjirokastra_Albania_2

La città si sviluppa su un costone ripido sopra la valle, con case-torre a più piani costruite in pietra calcarea locale.
Le abitazioni storiche, molte delle quali oggi ospitano piccoli hotel o musei privati, seguono una logica verticale dettata dall’orografia. Si sale sempre, ci si appoggia alla montagna, si guarda giù sul fiume.

Il Bazar di Gjirokastër è il cuore pulsante della città vecchia. Qui i negozi di artigianato coesistono con i caffè, i mercanti di spezie con i laboratori di restauro.
Le botteghe si incastrano tra archi di pietra e portali consunti dal tempo, in un equilibrio che non ha l’aria di essere stato messo in scena per i turisti. Il centro storico ha ancora quella patina ruvida delle città che vivono prima di tutto per sé stesse.Vicolo del bazar di Gjirokastër con botteghe artigianali e lastricato in pietra

Sopra tutto domina il Castello di Argirocastro, raggiungibile a piedi con una salita impegnativa ma ricompensata da una vista a 360° sulla valle e sulle montagne circostanti.
All’interno del castello si trovano cannoni di epoche diverse, un aereo militare americano degli anni Cinquanta e i resti di una prigione ottomana. L’ingresso è a pagamento e gli orari variano con la stagione, quindi vale la pena verificare prima di salire.

Da Bari a Tirana, e poi verso sud: come arrivare

Dall’Italia si raggiunge l’Albania in tre modi principali. Il più romantico è il traghetto: da Bari o Ancona si arriva a Durazzo (Durrës) in circa sette-nove ore, con partenze quasi quotidiane.
È un’opzione comoda se si viaggia in auto, perché permette di muoversi liberamente poi sul territorio.

Chi preferisce l’aereo può volare su Tirana, l’Aeroporto Internazionale Madre Teresa è collegato con diversi aeroporti italiani, e da lì prendere un autobus o noleggiare un’auto.
Gjirokastër dista circa 230 km dalla capitale, ovvero tre ore buone di strada attraverso un paesaggio che cambia rapidamente man mano che si scende verso sud.
La terza possibilità è entrare via terra dalla Grecia, attraverso il valico di Kakavijë, per chi sta già viaggiando nell’area balcanica.
Per chi vuole combinare la visita con altre mete albanesi, Himara e le sue spiagge ioniche distano meno di due ore: un percorso lungo la costa che merita una tappa a sé.

Autunno, la stagione giusta

L’Albania ha un clima mediterraneo lungo la costa e più continentale nell’entroterra. Gjirokastër, che si trova a circa 300 metri di altitudine, risente di entrambe le influenze, con estati calde e secche e inverni freddi con possibilità di neve.
La primavera è la stagione migliore per visitarla: le temperature sono miti, la vegetazione è lussureggiante e la luce del pomeriggio sui tetti di ardesia è di una qualità rara.Gjirokastër_Mosque_-_Mosques_in_Albania

L’autunno, da settembre a novembre, è la seconda finestra ideale. Il caldo estivo si attenua, i visitatori diminuiscono e la città riprende i suoi ritmi lenti.
L’estate è invece la stagione dei festival, tra cui il celebre Festival Nazionale del Folclore che si tiene qui ogni cinque anni, ma porta con sé il caldo più intenso, che rende la salita al castello un po’ meno piacevole.Piatto di qifqi, tipiche polpette di riso albanesi, su tavolo di ristorante tradizionale
A tavola, nel Vecchio Bazar e nei ristoranti che vi si affacciano, si trovano alcune delle specialità più caratteristiche della cucina locale.
Tra queste spicca il qifqi, la polpetta di riso al forno con uova, menta e pepe che è la vera firma culinaria della città, insieme a una versione della moussaka che si discosta dall’originale greco con qualche variante tutta gjirocastriota.

Quando qui si parlava italiano

C’è una parentesi storica che pochi viaggiatori conoscono e che rende Gjirokastër ancora più stratificata. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia fascista occupò l’Albania tra il 1939 e il 1943, dopo averla annessa con una mossa militare che trovò scarsa resistenza iniziale.
Il paese fu incorporato come protettorato sotto la corona italiana, e per anni le istituzioni, la burocrazia e l’istruzione funzionarono, almeno in parte, in italiano.
Argirocastro, come la chiamavano allora, fu una delle città in cui questa presenza si fece sentire più concretamente.

Edifici amministrativi, infrastrutture, tracce toponomastiche: alcuni di questi segni sono ancora leggibili, per chi sa dove guardare.
Con l’armistizio del settembre 1943, l’occupazione italiana cedette il passo a quella tedesca, e poi alla Resistenza che avrebbe portato alla presa del potere da parte di Enver Hoxha, proprio natale di Gjirokastër. La sua casa natale è ancora visitabile in città.

Casa natale di Enver Hoxha a Gjirokastër, oggi museo etnografico ottomanoQuesta sovrapposizione di strati (ottomano, italiano, comunista, contemporaneo )è forse la cosa più difficile da restituire in poche parole.
Si capisce meglio camminando, leggendo le targhe, guardando le facciate che cambiano materiale a ogni piano come se ogni epoca avesse aggiunto la sua firma.

Chi vuole allargare lo sguardo verso un’altra città di pietra patrimonio UNESCO può abbinare la visita a Berat, la “città delle mille finestre” che si trova poco più a nord, con le sue case ottomane arrampicate sulla collina e la fortezza abitata sulla vetta.
Gjirokastër non ha la leggerezza di una destinazione balneare né la spettacolarità immediata di un paesaggio naturale. Chiede qualcosa al visitatore: lentezza, curiosità, una certa disponibilità a salire senza sapere esattamente dove si arriva.
In cambio, restituisce la sensazione rara di trovarsi in un posto che non ha ancora deciso di essere un prodotto turistico.

Info pratiche

Dove: Gjirokastër, Albania meridionale, nella valle del Drino, vicino al confine greco.
Quando: Primavera (aprile–giugno) e autunno (settembre–ottobre) per clima ideale. Estate per i festival folkloristici, ma caldo intenso.
Orari: Il castello varia gli orari con la stagione; verificare sul posto o presso l’ufficio turistico locale prima della visita.
Biglietto: Ingresso al Castello di Argirocastro a pagamento (tariffa variabile); la città vecchia e il Bazar sono accessibili liberamente.
Da abbinare: Berat (circa 2 ore a nord, altro sito UNESCO); Himara e la costa ionica (meno di 2 ore a ovest).
Consiglio: Indossare scarpe con suola antiscivolo: le strade in pietra del centro storico diventano insidiose con l’umidità. Meglio salire al castello nel tardo pomeriggio per la luce migliore e il caldo meno aggressivo.

Foto Pexels, Marcos Escudero Olano, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons, Di Diego Galli – originally posted to Flickr as Gjirokastra, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6229707

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