Torri, acque smeraldo e un castello sul mare: Portovenere a ottobre è un altro mondo

Tra le case-torri colorate del "carugio" e le scogliere che Byron sfidò a nuoto, Portovenere è qualcosa di più di un borgo medievale ligure. È un affaccio sul Golfo dei Poeti dove ogni vicolo nasconde una storia e ogni caletta vale una sosta.

Chiesa romanica di San Pietro a Portovenere sul promontorio roccioso a strapiombo sul mare

Pochi chilometri separano La Spezia da Portovenere, eppure la sensazione è quella di entrare in un altgro mondo.
Portovenere, borgo patrimonio UNESCO, si stringe tra il mare e la roccia, percorso da case-torri medievali sulle scogliere, i vicoli che profumano di pesto e fritto. E l’acqua sotto: verde, blu, quasi viola a seconda della luce. Da sola vale il viaggio.

Un mare che cambia colore a ogni ora del giorno

Il mare di Portovenere è tra i più puliti del Levante ligure, e lo si capisce anche solo guardandolo dall’alto, dal sagrato della chiesa di San Pietro.
Il fondale roccioso lo tinge di smeraldo nelle insenature, di blu profondo verso il largo, di quasi-viola quando il cielo si copre prima di sera.

Le spiagge libere sono poche e preziose. La Spiaggia dell’Olivo, nascosta sul lato nord del borgo, è una striscia di ghiaia chiara frequentata soprattutto dai locali.
La Spiaggia Mirella, raggiungibile a piedi lungo il sentiero che costeggia le mura, è più raccolta e spesso più tranquilla, ideale per chi preferisce evitare la folla.

Per chi cerca qualcosa di meno battuto, le spiagge poco affollate in Liguria richiedono spesso un po’ di cammino o un mezzo in acqua — a Portovenere vale la stessa regola.
La stagione balneare si allunga più di quanto si pensi.
In ottobre il borgo sa ancora d’estate, con temperature dell’acqua che reggono fino a fine mese e una luce dorata che al luglio caldissimo molti viaggiatori preferiscono di gran lunga.

Il borgo, il castello e le chiese: il cuore medievale di Portovenere

L’ingresso al centro storico avviene dalla Porta del Borgo, arco in pietra del XII secolo che introduce in un dedalo di vicoli stretti.
Oltre la porta si apre via Capellini — “il carugio” per i locali — strada lunga e sottile dove le case-torri salgono in verticale e al piano terra si alternano friggitorie, enoteche minuscole e botteghe di artigiani.

Barchette di legno dipinto in miniatura, pesto confezionato con basilico ligure e piccoli gioielli in marmo Portoro, la pietra nera venata d’oro estratta per secoli in zona.
Salendo tra scalinate di pietra e archi bassi si raggiunge il Castello Doria, fortificazione genovese che domina l’intero golfo.
La pianta irregolare, con bastioni e cortili interni, racconta il ruolo strategico che il borgo ebbe per la Repubblica di Genova.
Dalle sue terrazze si apre uno dei panorami più completi di tutta la costa, con le Alpi Apuane sullo sfondo, le tre isole davanti al borgo — Palmaria, Tino e Tinetto — e il profilo sinuoso del Golfo dei Poeti in un unico colpo d’occhio.

Sotto il castello, la chiesa di San Lorenzo custodisce un’antica immagine della Madonna Bianca, protagonista di una celebrazione notturna molto sentita dagli abitanti.
Il borgo si illumina di candele e la processione scende verso il mare in un silenzio che contrasta con il rumore quotidiano delle onde sulle scogliere.
Sull’altro lato, aggrappata direttamente alla roccia sul promontorio, la chiesa di San Pietro (nella foto) è forse l’immagine più fotografata del borgo, e forse anche la più onesta. Sta lì da ottocento anni senza abbellirsi né nascondersi.

Il patrono e l’anima spirituale del borgo

Il patrono di Portovenere è San Lorenzo, celebrato il 10 agosto con la festa della Madonna Bianca. La leggenda locale racconta che proprio in quella notte, nel 1204, un’immagine sacra fu ritrovata dal mare e portata in salvo dalla comunità.
Da allora, ogni anno, il borgo si raccoglie intorno a quella storia con candele, preghiere e una processione notturna che trasforma il carrugio in qualcosa di molto intimo per un luogo così frequentato.

La spiritualità di Portovenere va ben oltre una data sul calendario. Il turismo sostenibile che il borgo cerca di praticare,  con attenzione alla mobilità dolce, all’accesso regolato alle aree naturali e alla valorizzazione del patrimonio culturale, nasce anche da un rapporto antico con il territorio,  Un luogo che vuole essere vissuto, non consumato.

Da Portovenere alle Cinque Terre, via mare o via sentiero

Portovenere è il punto di partenza naturale per le Cinque Terre. I traghetti collegano il borgo a Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso durante tutta la stagione turistica, con frequenze quasi quotidiane da aprile a ottobre.
In circa quaranta minuti di navigazione si attraversa uno degli angoli di costa più iconici d’Italia, arrivando a Riomaggiore senza aver messo piede su nessuna strada.Parco nazionale delle Cinque Terre

Chi preferisce i piedi alla prua ha a disposizione il sentiero dell’Alta Via del Golfo, che collega Portovenere al Parco Nazionale delle Cinque Terre attraverso crinali e uliveti.
La difficoltà è reale: il dislivello è significativo e richiede gambe abituate alla salita ligure, quella vera, lontana dalla cartolina.
L’autunno, con la luce bassa e i colori della macchia mediterranea, regala però un’atmosfera nel Golfo dei Poeti difficile da trovare in altri mesi.

I porti della Liguria

La Liguria conta diversi porti importanti lungo la sua costa. Genova è il principale scalo commerciale e crocieristico d’Italia, La Spezia il secondo porto per volumi cargo con una base militare storica, Savona e Imperia servono il Ponente.
Poi ci sono i porti turistici minori — Portofino, Santa Margherita, Lerici — e il piccolo porto di Portovenere, che non ambisce ad alcuna classifica ma ha una sua dignità tranquilla.

Barche da pesca, qualche barca a vela, il traghetto per le isole. 
Il fascino del borgo sta anche in questo equilibrio difficile: abbastanza famoso da avere ristoranti e botteghe, abbastanza piccolo da conservare la propria misura.
Chi arriva in bassa stagione — settembre, ottobre, anche novembre nelle giornate di bonaccia — trova una Portovenere che si racconta senza fretta, tra il rumore del mare e il fumo delle cucine.

Info pratiche

Dove: Portovenere, comune in provincia di La Spezia, sul promontorio che chiude a ovest il Golfo dei Poeti. Patrimonio UNESCO insieme alle Cinque Terre e alle isole Palmaria, Tino e Tinetto.
Come arrivare: In auto da La Spezia si percorrono circa 13 km (SP530); il parcheggio è disponibile fuori dal centro storico, raggiungibile poi a piedi. In alternativa, i traghetti da La Spezia collegano il borgo durante la stagione turistica. Da Genova, circa 110 km in auto o treno fino a La Spezia.
Quando: La stagione balneare va da giugno a ottobre; settembre e ottobre offrono mare ancora caldo e meno folla. L’autunno è particolarmente consigliato per escursioni e visita al borgo.
Orari: Il Castello Doria è aperto con orari variabili a seconda della stagione (verificare sul sito del Comune di Portovenere). La chiesa di San Pietro è sempre visitabile esternamente.Sentiero costiero ligure con vista panoramica sul mare verso le Cinque Terre
Biglietto: Ingresso al Castello Doria a pagamento (circa 5 €); chiesa di San Lorenzo gratuita.
Da abbinare: Traversata in traghetto per l’isola di Palmaria, con la grotta azzurra visitabile via mare. Escursione a Lerici, dall’altro lato del golfo, per chiudere un anello perfetto intorno al Golfo dei Poeti.
Consiglio: Arrivare in settimana e al mattino presto: il carugio con le friggitorie che aprono e i gabbiani che ancora dominano la scena, senza turisti, è un’esperienza che vale l’anticipo della sveglia.

Foto Pexels, Aconcagua, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons, Elio Pallard, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons, Fabio Poggi, CC BY 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/3.0>, via Wikimedia Commons

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