Prima di GPS, radar e satelliti, un marinaio in difficoltà aveva un solo alleato nella notte: il fascio di luce che ruotava lento sull’orizzonte.
Il faro più potente al mondo non è un primato tecnico astratto, ma il risultato di secoli di battaglie contro tempeste, scogli e oscurità.
Qui parliamo dei fari tradizionali più alti (oltre i 60 metri di struttura), quelli costruiti apposta per guidare le navi e non per altri scopi a cui è stata aggiunta in seguito una luce, escludendo quindi costruzioni ibride come certi monumenti o torri portuali riconvertite.
Sono torri di pietra, ghisa e calcestruzzo che ancora oggi, nell’era digitale, restano accese — per sicurezza, per tradizione, o semplicemente perché qualcuno non ha ancora trovato il coraggio di spegnerle.
Il faro più pericoloso al mondo: dove il mare non perdona
Il titolo di faro più pericoloso del mondo spetta tradizionalmente al Faro di Ar-Men, (o Armen) arroccato su uno scoglio al largo della Bretagna francese, nella zona nota come la chaussée de Sein — una lingua di scogli sommersi che i marinai bretoni chiamano semplicemente “il corridoio della morte”.
La sua costruzione durò quattordici anni, dal 1867 al 1881, perché le condizioni meteo permettevano ai lavoratori di posare pietra su pietra soltanto pochi giorni all’anno.
Le onde che lo investono d’inverno raggiungono facilmente i 20-25 metri, e le foto scattate dai guardiani — ora automatizzato dal 1990 — sono diventate iconiche in tutto il mondo.
Ar-Men non è il più alto né il più potente, ma è quello che ha costato di più in termini di vite, tempo e resistenza umana.
Thridarangar: davvero il faro più solitario del pianeta?
Þrídrangar — in italiano traslitterato come Thridarangar — è una formazione di tre scogli basaltici che emergono dall’Oceano Atlantico al largo delle Isole Westman, in Islanda. Lo vedi nella foto principale di questo articolo, mentre qui sotto c’è uno scorcio delle ‘impossibili’ isole islandesi.
Il faro che vi sorge sopra, costruito nel 1939, è considerato il più isolato del mondo: per arrivarci serviva un elicottero anche ai tempi del suo guardiano fisso, e l’elicottero era un lusso che il meteo islandese non sempre concedeva.
Automatizzato negli anni Settanta, oggi è abitato soltanto dai puffin — i fraternule artiche — che nidificano tra le crepe della roccia.
La sua immagine, con la torre bianca incuneata in cima a uno scoglio verticale, è probabilmente la fotografia di un faro più condivisa su internet negli ultimi vent’anni. La risposta breve alla domanda è sì, quasi certamente il più solitario. Quello più raggiungibile è già un’altra storia.
Il faro più famoso del mondo: un nome che tutti conoscono
Se si chiede in giro quale sia il faro più famoso, la risposta più frequente è il Faro di Capo Finisterre, oppure — soprattutto fuori dall’Europa — il Cape Hatteras Lighthouse in North Carolina (qui sotto), con i suoi 59 metri di mattoni a strisce bianche e nere. Eccoli uno daop l’altro.

Il vero titolo di “più famoso” spetta però con ogni probabilità al Faro di Alessandria d’Egitto, il Faro di Pharos, costruito nel III secolo a.C. sull’isola omonima di fronte alla città.Era alto tra i 120 e i 140 metri (un grattacielo per l’epoca) e il suo fuoco era visibile a decine di chilometri di distanza grazie a un sistema di specchi.
Annoverato tra le Sette Meraviglie del Mondo Antico, è crollato progressivamente tra il X e il XIV secolo a causa di una serie di terremoti.
Il nome “faro” in italiano, in spagnolo (faro), in francese (phare) e in molte altre lingue deriva proprio da quell’isola egiziana, un’eredità linguistica che dura da oltre duemila anni.
Il faro più grande d’Europa: la Torre d’Ercole in Galizia
Sulla punta nord-occidentale della Spagna, a La Coruña, si erge la Torre d’Ercole, il faro più antico del mondo ancora in funzione e il più grande d’Europa per storia e simbolismo. Risale all’epoca romana, probabilmente al I-II secolo d.C, ed è rimasto attivo, con vari adattamenti, per quasi duemila anni consecutivi. L’aspetto attuale, in stile neoclassico con la torre quadrata che raggiunge i 68 metri, è frutto di un restauro settecentesco.
Il nome viene da una leggenda: si dice che Ercole, dopo aver sconfitto il gigante Gerione, ne seppellì la testa proprio qui, su Punta Herminia, e costruì una torre sul luogo della sepoltura.
Nel 2009 l’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità, e l’anno prima era già stata gemellata con la Statua della Libertà di New York — un accostamento che dice molto su come la Spagna percepisca questo faro, non come un reperto, ma come un simbolo vivo.
Per chi si spinge fino alla Galizia, la Torre d’Ercole si visita con relativa facilità: dista pochi chilometri dal centro di La Coruña ed è circondata da un parco costiero dove il vento atlantico non fa sconti nemmeno in luglio.
Vale la deviazione anche solo per stare un momento sulla scogliera e guardare il mare che Ercole, secondo la leggenda, aveva già visto.
Vale la pena citare anche il Faro di Kõpu, in Estonia, sull’isola di Hiiumaa: costruito nel 1531, è il terzo faro più antico al mondo ancora operativo.
Si presenta come un parallelepipedo di granito grigio che sembra più un fortino medievale che un ausilio alla navigazione, eppure ha guidato i marinai del Baltico per quasi cinque secoli senza interruzione.
Chi ama le strutture straordinarie costruite dall’uomo in luoghi estremi troverà molto in comune tra i grandi fari e le dighe alpine italiane che si visitano in escursione: la stessa logica di resistenza, la stessa presenza fisica imponente in paesaggi che non invitano alla comodità.
I fari più alti e potenti del mondo non sono musei — molti sono ancora accesi ogni notte. La loro luce non guida più navi come un tempo, ma continua a girare: forse perché qualcuno, da qualche parte, potrebbe ancora averne bisogno.
Info pratiche
Dove: Torre d’Ercole, Paseo del Faro s/n, La Coruña, Galizia, Spagna.
Come arrivare: In aereo fino a La Coruña o Santiago de Compostela (circa 70 km); da La Coruña il faro è raggiungibile in taxi, autobus urbano (linea 3A) o a piedi dal lungomare in circa 40 minuti.
Quando: Tutto l’anno; primavera e inizio autunno per evitare la folla estiva e godere della luce radente sulla costa atlantica.
Orari: Il parco circostante è sempre accessibile; la torre è visitabile con visite guidate (verificare aggiornamenti sul sito del Comune di La Coruña).
Biglietto: Ingresso al parco gratuito; la visita alla torre può prevedere un contributo ridotto.
Da abbinare: Il casco antico di La Coruña e la passeggiata marittima (Paseo Marítimo), una delle più lunghe d’Europa; in Galizia vale la pena proseguire verso Capo Finisterre, altri 90 km a sudovest.
Consiglio: Arriva al tramonto: la luce atlantica che colpisce la torre in controluce è la versione reale di ogni fotografia che hai già visto online — e le supera tutte.
Foto Canva, voilier.evidence@gma…, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59816559
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