Come si guida una Fat Bike

È il trend della stagione. Ogni stazione sciistica che si conviene deve avere noleggi, percorsi e maestri di “Fat Bike“, la MTB con la ruote grasse – anzi, grassissime – per pedalare sulla neve. Ci si diverte? È facile? Si cade spesso? Si possono usare anche d’estate? Noi siamo andati a provarle a Folgaria, in Trentino, il paradiso delle Fat Bike (e non solo) dove ci sono oltre 30 km di piste battute, preparate e segnate nelle varie aree di Passo Coe, Serrada e del Forte Cherle.

Il nostro referente è uno dei nomi più noti della Fat Bike nel nostro paese – Michele Leitempergher, cognome cimbro, maestro di MTB, noleggiatore (info@folgariabikerent.com) e organizzatore di tutta l’attività della fat bike a Folgaria.

In cosa la fat è diversa dalla MTB?
“Il telaio è lo stesso con un carro più largo per ospitare le gomme più larghe, anche più del doppio rispetto a quelle normali. Vanno da una larghezza minima di 3.8 pollici invece dei classici 2.3 pollici delle MTB. La pressione? Vanno tenute a 0.5 atmosfere per pedalare sulla neve e a 0.8 atmosfere per lo sterrato estivo su terreno asciutto. Tutte le Fat hanno freni a disco (e anche per questo il primo prezzo parte dagli 800 euro circa), pesano poco (quella che abbiamo usato noi era sugli 11 kg, ndr)  e sono polivalenti. Si usano anche d’estate in qualsiasi occasione. Io in discesa sull’asfalto ho toccato i 70 km/h”.

Come ci si veste per la fat? “Anche nel caso raro in cui si esca sotto la neve, l’importante è sempre essere vestiti poco. Pedalare scalda moltissimo. L’ideale è ovviamente indossare l’abbigliamento tecnico da bici invernale. Male che vada, sarebbe bene vestirsi come per lo sci da fondo e mai come per lo sci da discesa”.
Ecco, poi finalmente l’abbiamo provata.

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“Michele, ascolta, facciamo un giretto tranquillo, vero?”… e Michele parte in salita – una vera salita – per allontanarsi dalla località Costa, proprio davanti alle piste da sci, dove fa base d’inverno. La strada sale decisa e i rapporti (alcune bici settate per l’inverno possono avere solo la corona piccola davanti) sono tali per cui salgo senza fatica. Ma soprattutto senza  sgommare, sbandare, slittare… “L’aderenza è incredibile, vero? E la stabilità ancora di più”, continua Michele senza alcun problema di fiato.

Svolto a sinistra entrando in un vicoletto largo un metro e mezzo che costeggia una vecchia chiesa in pietra. Credo che nessuno ci passi da qualche settimana perché per terra c’è uno strato di 15 cm di ghiaccio azzurro. Michele davanti pedala in leggera salita sul ghiaccio. Io dietro ci provo e, ad ogni pedalata, mi sorprendo di stare i piedi e di avanzare senza troppi problemi. Mi sforzo di tenere un ritmo costante per non dare strattoni sul ghiaccio. Mi irrigidisco un po’ per il timore di cadere ma arrivo in fondo. Mi spiegano che non esistono Fat con le ruote chiodate. “Come vedi, non servono”.

Come si pedala su una fat? “Devi pedalare con lo stesso criterio con cui fai sci fuoripista. Devi stare leggero, col peso bene indietro, quasi galleggiando. In curva tieni il corpo rigido e inclina solo l’attrezzo. La guida è diversa da quella che avresti su una bici da strada, ovviamente. Su una Fat senti il manubrio più pesante, magari meno preciso ma certamente più stabile”.

Sembra impossibile cadere, grazie anche – ovviamente – alle basse velocità. Entriamo in neve fresca su un sentiero che sale in quota: “Si riesce a pedalare anche in 30 cm di neve fresca, sia in salita che in discesa. Quando, il giorno dopo una nevicata, si crea la crosta ghiacciata sopra la neve allora diventa impossibile”.

La bici sale, il fiato è corto ma non cortissimo, il problema per noi principianti è indirizzare la ruota davanti perfettamente nel solco lasciato nelle neve alta. Appena esci metti il piede a terra – anzi, in 30 cm di fresca – e poi è un problema ripartire: “Vuoi un consiglio? Bisogna ripartire da seduti, cioè con un piede a terra e il sedere appoggiato, e darsi spinta senza saltare sulla sella sbilanciandosi”.

L’errore più classico del principiante? “Affrontare la discesa con il sedere sulla sella. E invece bisogna sempre scendere in piedi sui pedali con il peso bene all’indietro”.

E tornati alla base, al termine della nostra prima (e non ultima) esperienza sulla Fat, chiediamo ancora a Michele quali sono i posti migliori per pedalare: “Le località di montagna più evolute organizzano dei veri e propri percorsi dedicati alle Fat Bike. Bisogna preferire i sentieri battuti per le ciaspole. Quelli lavorati dai gatti o dalle motoslitte non sono i più adatti perché i cingoli alzano la neve e si finisce per affondare”.

E concludiamo con il prezzo: quanto costa un uscita con la fat-bike? “Le uscite sono necessariamente accompagnate da una guida e costano 35 euro, noleggio incluso, per circa un’ora e mezza di escursione (anche in notturna) la cui difficoltà è in funzione della preparazione atletica e tecnica del cliente”.

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Credit Folgaria Bike Rent

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