Correre e fumare: 7 cose da sapere

correre e fumare cose da sapere

Correre e fumare è una contraddizione in termini, perché chi corre non dovrebbe fumare (anzi, non dovrebbe farlo nessuno). Però c’è chi corre e fuma da anni, chi comincia a correre per smettere di fumare, chi smette di fumare e, ingrassando, allora decide provare a tenere sotto controllo il peso con la corsa e chi, anche correndo da tempo, si rende conto che il fumo è un problema e allora riduce il numero di sigarette e spesso arriva anche a chiudere per sempre con il tabacco.

Correre e fumare: 7 cose che devi sapere

Ma oltre alle diverse storie di runner fumatori, tra fumo e corsa ci sono tante altre implicazioni (principalmente negative) che è bene sapere

Il fumo riduce le prestazioni sportive

Qualunque attività sportiva necessita di due requisiti, la capacità polmonare, per trasportare l’ossigeno ai muscoli, e quella appunto muscolare: fumare intacca entrambi i meccanismi, riducendo il fiato a disposizione e la capacità di esprimere forza con i muscoli. Il meccanismo è semplice: per utilizzare l’energia i muscoli hanno bisogno di ossigeno, che entra nel nostro corpo dalle vie respiratorie e, una volta nei polmoni, si lega al sangue che lo trasporta ai tessuti, compresi i muscoli. Se la frequenza respiratoria a riposo è dai 12 ai 20 respiri al minuto, durante un’attività come la corsa aumenta normalmente anche fino a 40 ma nei fumatori può raggiungere anche il numero di 60. Fumare 1 sigaretta infatti aumenta di 3 volte le resistenze polmonari, riducendo per oltre 30′ la capacità dei polmoni di introiettare e trasportare ossigeno.

Correre non riduce il rischio di cancro da fumo

Se pensi che correre possa ridurre il rischio di ammalarsi di cancro da fumo, c’è una ricerca condotta dal National Cancer Istitute di Bethesda (USA) che dimostra esattamente il contrario: sono stati monitorati per 10 anni 27 mila uomini, fumatori di almeno 5 sigarette al giorno, per metà sportivi e per metà sedentari, e la percentuale di quanti si sono ammalati di tumore al polmone è risultata identica.

Correre migliora la funzionalità polmonare anche nei fumatori

È una buona notizia ma non può essere una scusa, tuttavia secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Thorax da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Salute Globale di Barcellona e condotto su un totale di 3.912 adulti, di età compresa tra 27 e 57 anni, il beneficio di un’attività aerobica come la corsa vale anche per i fumatori. Rimane il fatto che la funzionalità polmonare è ridotta dal fumo, tuttavia la corsa abbasserebbe lo stato infiammatorio generale dell’organismo, compreso quello dei polmoni, con tutte le positive conseguenze.

Il fumo riduce la resistenza e ti fa correre più lentamente

Uno studio pubblicato da Preventive Medicine ha misurato quanto il fumo riduce la resistenza e fa correre più lentamente. Eseguendo il test di Cooper (12 minuti di corsa continua, uno dei più semplici test di resistenza che si possono fare anche in autonomia) è stato notato come i fumatori avessero tutti performance inferiori. Inoltre su una distanza di 16 km percorsa da un gruppo di joggers, i fumatori accusavano un ritardo di 40″ per ogni sigaretta fumata al giorno.

Fumare invecchia il fisico

Fumare significa anche invecchiare prima e più velocemente dal punto di vista delle prestazioni atletiche. Secondo lo stesso studio pubblicato da Preventive Medicine fumare abitualmente 20 sigarette al giorno dal punto di vista atletico significa invecchiare di 12 anni (quindi a 30 anni anagrafici ne corrispondono 42 atletici).

Gli effetti del fumo sono maggiori nei dilettanti

Gli effetti del fumo sono causati principalmente dalla nicotina e dal monossido di carbonio (è il gas prodotto dalla incompleta combustione delle foglie di tabacco). La nicotina, che è ciò che nel fumo dà dipendenza, per esempio intacca l’apparato cardiocircolatorio, riducendo le dimensioni dei vasi sanguigni periferici e causando l’aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, che è esattamente il contrario delle conseguenze dell’attività sportiva. Il monossido di carbonio invece toglie ossigeno al sangue, con tutti gli effetti negativi sui tessuti, compresi quelli muscolari. Quindi a parità di sigarette fumate le conseguenze sono maggiori sugli amatori che sugli atleti professionisti.

L’apporto di ossigeno si riduce del 4% dopo aver fumato

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Applied Physiology il fumo di 3 sigarette nell’arco di una giornata riduce del 4% l’apporto di ossigeno nelle successive 24 ore con effetti immediati come irritazione delle membrane della mucosa con alterazioni del tono dei bronchi, maggiore vasocostrizione e distribuzione regionale non uniforme del flusso ematico, oltre all’aumento della frequenza del respiro, del battito del polso e alla comparsa della tachicardia.

Photo credits: Health.mil

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