5 consigli per dormire in barca a vela

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Tutti ti dicono che, tra i piaceri di una vacanza in barca a vela, c’è anche quello di dormire cullati dal movimento delle onde. Beh, in un mondo perfetto sarebbe così ma è vero anche che la barca a vela non è il posto più comodo del mondo. Spazi ristretti e compagni di barca importuni potrebbero facilmente rovinare la poesia. E in barca a vela, durante una vacanza, bisogna assolutamente dormire bene per essere perfettamente riposati e in forma la mattina seguente: servono forza e lucidità per essere un membro attivo dell’equipaggio. Che tu vada per la prima volta in barca a vela o no, è importante sapere come muoversi nella dinette, cosa portare per aiutarti a prendere sonno e cosa mangiare per prendere sonno e non avere problemi. Ecco 5 consigli per dormire meglio in barca a vela.

 

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Dormire in barca a vela: i consigli

Ecco quindi alcuni trucchi pratici per essere certi di poter dormire alla grande anche in barca. “Il primo, più filosofico che pratico, sarebbe quello di imparare a rilassarsi“, ci dice Pippo Erroi, fondatore del Centro Velico Horca Myseria di Milano, uno dei più importanti di tutta Italia: “per un diportista che va in mare la domenica e durante le vacanze, la barca è un mezzo per dimenticare per qualche giorno lo stress.

Se ti muovi sul ponte e fai una manovra dietro l’altra, la tua mente è obbligata a pensare ad altro, peraltro in un ambiente piacevole e in mezzo alla natura. Fai lo sforzo di cacciare via le preoccupazioni e dormi meglio”. E, se sei alla tua prima vacanza in barca a vela, non preoccuparti di dover programmare tratti di navigazione notturna sotto le stelle: “vedrai con i tuoi occhi che ad una certa ora tutti i turisti-velisti spariscono in cabina e lo skipper preferirà sempre sostare in rada e navigare di giorno.

Del resto, le misure del Mar Mediterraneo rendono sufficiente navigare al massimo di una decina di ore: la tappa più lunga che si possa ipotizzare – dalla Liguria a Capo Corse – richiede solo una decina di ore di navigazione ad una velocità media di 5/6 nodi orari (circa 10 km/h) rendendo quindi possibile dormire sempre in porto”. In questo articolo spieghiamo le differenze tra i tipi di patente nautica e altre cose utili da sapere.

 

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Cosa portare: mascherina e tappi

È il consiglio più scontato ma anche il più efficace: meglio portarsi la mascherina da aereo per coprire gli occhi nel caso il sole sorga troppo presto e pure i tappi per difendere le proprie orecchie da chi russa o, nel migliore dei casi, dai rumori molesti che una barca a vela produce anche di notte in rada.

Gli skipper, esperti anche delle tecniche per raggiungere una pacifica convivenza in superfici ristrette, ti spiegheranno certamente che ognuno ha le proprie manie (come per loro sono le mascherine e i tappi) e che la barca dovrebbe darti l’occasione per superarle ma portarseli dietro per ogni evenienza non fa male a nessuno.

Fai movimento

Stancarsi durante la giornata in mare è il metodo migliore per avere davvero sonno la sera. Dodici ore all’aria aperta manovrando una barca a vela ha l’effetto di un sonnifero omeopatico potentissimo. Quando arrivano le 22 e il sole tramonta sei distrutto, anche i velisti professionisti di Luna Rossa non vedono l’ora di andare a dormire, fregandosene altamente della vita sociale che potrebbero fare nei localini attorno al porto. Se vuoi stare in forma anche in barca, qui ti spieghiamo quali sono le 6 cose da fare al mattino per dimagrire.

 

 

Mangia e bevi il giusto

Non è una questione di mal di mare (ne parliamo qui) ma solo di buona digestione. La sera prima di andare a dormire in barca – che tu voglia cenare sul ponte o in un ristorantino al porto – non abbuffarti e non bere come non ci fosse un domani. Anche se lo skipper trova un ormeggio tranquillo in baia per non far rollare la barca, il movimento delle onde ti sembrerà una tortura.

 

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Arieggia la cabina

Temperature troppo alte nonostante la brezza notturna, aria viziata, spazi limitati: la prima arma a tua disposizione per dormire bene in barca è scegliere la cuccetta vicina all’oblò da tenere rigorosamente aperto. La soluzione estrema (ma molto praticata) è quella di dormire fuori all’aperto nel pozzetto o addirittura sul ponte portandosi dietro solo il cuscino.

 

A letto presto

Se pensi che dormire in barca significa fare le tre sul ponte chiacchierando con gli amici e guardando le stelle con un bicchiere di vino in una mano e un sigaro nell’altra, sei decisamente fuori rotta. È vero che, con ogni probabilità, lo skipper non avrà programmato la partenza prima delle 9 del mattino seguente ma il tuo corpo è portato naturalmente a seguire la luce del giorno. Approfitta del fatto che puoi finalmente cambiare i ritmi di vita che tieni in città: infilati in cuccetta entro le 23, togli il wi-fi (sempre che tu disgraziatamente abbia deciso di pagarlo anche in barca) e rilassati.

 

 

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(foto horca myseria)

 

 

 

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