Cos’è la ciclopolitana, la rete metropolitana a cielo aperto per le biciclette

Sono diversi i comuni italiani che, dopo il lockdown, hanno puntato sulla ciclopolitana, ossia una sorta di metropolitana in superficie per le biciclette.
Una rete di linee metropolitane a cielo aperto da percorrere in bici, seguendo percorsi segnalati e contraddistinti da colori diversi che collegano i quartieri delle città. Al posto delle rotaie ci sono piste ciclabili (spesso già esistenti) o tratti di zone 30, e al posto dei vagoni ci sono biciclette, e-bike o monopattini elettrici. È questo, in sostanza, il concetto alla base della ciclopolitana (o bicipolitana), una delle tante soluzioni che le amministrazioni urbane del nostro paese stanno adottando per invogliare le persone a spostarsi con mezzi green. Di recente, in Italia, sono nati progetti del genere a Segrate (appena fuori Milano), a Treviso e a Bologna, ma sono diverse le città che già in passato hanno provato a sdoganare le ciclopolitane.

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Cos’è la ciclopolitana e in quali città italiane si trova

Le reti ciclopolitane sono diffuse nelle metropoli del nord Europa da molti anni. Queste sono pensate non solo per rendere gli spostamenti urbani più veloci e sostenibili, ma anche per collegare le zone centrali (dove si concentrano gli uffici) ai piccoli comuni dell’hinterland. Spesso le bicipolitane sono rapide ed economiche da realizzare, dato che possono svilupparsi lungo percorsi ciclabili già esistenti che devono essere arricchiti di segnaletica e riqualificati. Le città italiane che, ormai da tempo, hanno una ciclopolitana sono diverse, come Bolzano, Padova (i lavori dovrebbero finire entro il 2022) e Pesaro. Dopo il lockdown per l’emergenza sanitaria, però, si è verificata indubbia accelerazione per la progettazione delle reti di metropolitana in superficie per le bici. Andiamo a vedere tre casi emblematici e da tenere sott’occhio.

La bicipolitana di Bologna

Parlando di questo tema, uno dei progetti più ambiziosi ha ufficialmente preso piede a Bologna (foto in cima all’articolo), capoluogo di una regione, l’Emilia-Romagna, che sta mostrando sempre più attenzione alla mobilità sostenibile. A metà ottobre partiranno i cantieri della bicipolitana che collegherà l’area urbana ai 12 comuni dell’hinterland: Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo, Ozzano, Pianoro, Sala Bolognese, San Lazzaro di Savena (qui partirà il primo cantiere il 15 di ottobre), Sasso Marconi, Zola Predosa. Una soluzione davvero comoda per coloro che, lavorando a Bologna ma vivendo fuori, sono solitamente costretti a prendere l’auto o i mezzi pubblici.
La rete prevede la creazione di 19,6 chilometri di connessioni ciclabili: 14,7 chilometri saranno ciclabili in banchina, pista o corsia (bike lane), mentre altri 4,9 saranno chilometri in promiscuo. Le linee della bicipolitana di Bologna saranno dieci, ciascuna con un numero e un colore di riferimento: tutte partiranno da fuori e confluiranno nel centro della città. Grazie alla realizzazione di queste nuove connessioni (che si integreranno a percorsi ciclabili già in uso), le direttrici principali della cicipolitana bolognese saranno pedalabili in continuità per circa 130 chilometri in totale.
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La ciclopolitana di Segrate (Milano) che passa dall’aeroporto di Linate

Più contenuto, invece, il progetto della ciclopolitana del comune di Segrate, appena fuori Milano, dove in futuro arriverà la linea M4 della metropolitana. In attesa di questa novità, sono stati tracciati sei percorsi ciclabili (fatti di piste ciclabili e brevi tratti di zone 30): ognuno di questi è una linea della ciclopolitana, con segnaletica e insegne ad hoc, fermate e colori specifici. Ciascun quartiere di Segrate è ora collegato da una di queste linee, e tutti i percorsi sono stati pensati per connettere tra loro i punti nevralgici della cittadina dell’hinterland milanese. Una linea, la viola, parte dall’ospedale San Raffaele e arriva fino al quartiere Rubattino a Milano, mentre la blu collega l’aeroporto di Linate a San Felice passando per Tregarezzo, Novegro e l’Idroscalo.


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La ciclopolitana di Treviso

A giugno sono partiti anche i lavori per la ciclopolitana di Treviso, che vanterà ben 15 linee (le prime 13 verranno completate entro la fine di questo mese). In totale saranno coinvolti 32 chilometri di ciclabili già esistenti: questi saranno riqualificati e migliorati per rendere il percorso sicuro e all’avanguardia. Ogni linea avrà un colore e una cartellonistica che non indicherà solo le fermate, ma anche i punti turistici, i parchi e i centri sportivi più vicini. Oltre che, ovviamente, le coincidenze con le altre linee della ciclopolitana. Le mappe sono facilmente consultabili via smartphone tramite TrevisoApp.
Foto di copertina: cittametropolitana.bo.it / Foto in basso: comune.segrate.mi.it 

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