Come parlare ai nostri figli di sostenibilità

Come parlare ai nostri figli di sostenibilità

Questo annus horribilis di disastri ambientali, caldo eccessivo ed eccezionale, incendi e pure di guerra può essere l’occasione giusta per cominciare seriamente a parlare ai nostri figli di sostenibilità. Una parola che agli occhi e alle orecchie dei bambini, ma anche dei ragazzi e degli adolescenti, può sembrare fin troppo astratta per essere compresa fino in fondo, e che però ha una definizione ben precisa da cui partire, se vogliamo parlarne con loro.

Cosa intendiamo quando parliamo di sostenibilità?

Di sostenibilità, o meglio di ciò che noi oggi consideriamo sostenibile, si è cominciato a parlare fin dagli anni Settanta. L’epoca delle prime crisi petrolifere e delle prime avvisaglie dei cambiamenti climatici. La definizione più concreta e ancora oggi comunemente accettata di sostenibilità è quella che si trova nel cosiddetto Rapporto Brundtland del 1987 – “Our common future”:

La sostenibilità è la condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.

Una definizione che ci impone di prendere coscienza e responsabilità degli errori commessi fino a questo momento, e di non ripeterli e anzi porvi rimedio a favore delle prossime generazioni. Appunto quelle dei nostri figli.

I nostri figli hanno ben presente il problema

Forse non ne hanno una idea ben chiara e sistematizzata, ma i nostri figli hanno ben presente il problema. A chiunque di noi è sicuramente capitato di ritrovarsi con poca acqua che esce dal rubinetto di casa, di conoscere qualcuno che è fuggito dal luogo di vacanza a causa di un incendio, di aver visto ai bordi delle strade spazzatura di plastica, di soffrire di infiammazioni alle vie respiratorie perché l’aria delle nostre città è fortemente inquinata, di aver visto qualche servizio in Tv sui ghiacciai che stanno scomparendo, di aver visto i fiumi esondare e distruggere interi quartieri delle nostre città, spesso anche facendo vittime innocenti, e numerosi altri esempi concreti che si possono elencare.
Oppure chi ha figli avrà sicuramente vissuto la situazione in cui tornano a casa addolorati e spaventati perché l’insegnante a scuola ha spiegato che le balene o i delfini mangiano i sacchetti di plastica nel mare e muoiono soffocati. Una sofferenza spontanea e pari a quella che si prova quando si perde il proprio animale domestico, e che bambini e ragazzi vivono pur non avendo mai visto dal vero un delfino o una balena.
Queste sono tutte conseguenze tangibili delle nostre azioni quotidiane. Azioni che compromettono la possibilità alle generazioni future di soddisfare i propri bisogni perché distruggono parti della vita del nostro pianeta.

Come parlare ai nostri figli di sostenibilità

Ma se la definizione di Gro Harlem Brundtland (o meglio contenuta nel rapporto che porta il suo nome in quanto allora dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo WCED) può essere comprensibile per un adulto, nel concreto è più difficile farla capire nella sua interezza e complessità a bambini, ragazzi e adolescenti. Da cui il bisogno di imparare a parlare ai nostri figli di sostenibilità.

Come parlare ai nostri figli di sostenibilità

Ma anche se i nostri figli sono stati colpiti emotivamente dallo scempio che abbiamo fatto del nostro pianeta, come possiamo parlare loro di cambiamenti climatici, incendi, estinzioni e altre fonti di dolore ecologico facendo loro comprendere il senso profondo di una parola come sostenibilità?

1. Capire il problema prima di tutto noi adulti

Prima o poi i nostri figli ci faranno qualche domanda che ha a che fare con la sostenibilità. Ed è molto probabile che non conosceremo la risposta. Quindi la prima cosa da fare è conoscere e capire il problema noi adulti. Per questo bisogna informarsi, e farlo da fonti autorevoli, scientificamente ineccepibili, riconosciute, affidabili. In Rete, sui social, gira purtroppo di tutto, comprese informazioni false volutamente fatte girare per inquinare il dibattito pubblico. Se vogliamo lasciare ai nostri figli le stesse possibilità di soddisfare i loro bisogni che abbiamo avuto noi, o magari anche di più, dobbiamo informarci davvero su come stanno le cose, non ascoltando le sirene di chi nega il problema o parla di complotti. Costoro vogliono solo inquinare i pozzi a proprio vantaggio.

2. Convalidare i loro sentimenti

Negare il problema, o svicolarlo cambiando discorso, o anche solo minimizzarlo crea solo confusione nei loro pensieri. Il problema c’è, è reale e concreto, e per quanto possa spaventarli nel breve, il messaggio da far passare è che sì, questo sta accadendo davvero, che è importante saperlo, parlarne e capirlo, ed è parimenti importante cominciare dalle proprie azioni quotidiane. Saranno tristi, spaventati o arrabbiati? Sì, probabilmente sì, ma è il primo passo per una presa di coscienza e comprensione del problema per quelle che sono le loro possibilità.

3. Approfondire con risorse esterne

Le parole e le azioni dei propri genitori sono un’unità di misura imprescindibile per la crescita dei figli. Ma può non bastare per comprendere il problema nella sua complessità. Per questo occorre approfondire con risorse esterne come libri, documentari, siti Web, incontri dal vivo che parlano di cambiamenti climatici, sostenibilità e ambiente con linguaggio adeguato all’età e conoscenze dei nostri figli.

4. Dare un senso di speranza

Il messaggio deve essere chiaro e forte: il problema l’abbiamo creato noi, e noi possiamo risolverlo. Possiamo risolverlo con le decisioni politiche nazionali e sovranazionali, ma possiamo cominciare a risolverlo anche partendo dai nostri piccoli gesti quotidiani. Spegnere la luce quando non occupiamo una stanza, chiudere il rubinetto dell’acqua mentre ci laviamo i denti, evitare di usare l’automobile quando non necessario, non sprecare il cibo, rispettare la natura godendone senza lasciare tracce del nostro passaggio, allungare il ciclo di vita degli oggetti che utilizziamo sono tutte azioni concrete, quotidiane e comprensibili anche a bambini delle scuole elementari che contribuiscono a provare a risolvere il problema.

5. Far amare la natura fin da subito

Ovviamente dei bambini in età prescolare non possono comprendere una idea come quella di sostenibilità e le sue implicazioni. Ma far loro amare la natura fin da subito è il modo migliore per farli crescere rispettandola. Trascorrere del tempo all’aperto, farlo in modo responsabile e agendo d’esempio sono dei veri e propri imprinting che poi rimarranno anche quando i nostri figli saranno adulti e toccherà a loro prendersi carico del tema della sostenibilità.

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