9 cose da sapere sul remake di Point Break

Sì, rifanno Point Break, il film di Kathryn Bigelow a base di surf, testosterone e adrenalina che dal 1991 a oggi è diventato un vero cult, e non solo tra gli amanti della tavola (o del crimine).

Il trailer pubblicato dalla Warner Bros è una bomba di scene estreme. Varrà la pena intaccare il ricordo che abbiamo delle vicende di Bodhi e dell’agente Johnny Utah con questa nuova edizione? Intanto dopo il video, ecco 9 cose da sapere sul nuovo Point Break.

No, Keanu Reeves non sarà nei panni di Utah, che saranno indossati da Luke Bracey. E purtroppo non ci sarà ovviamente nemmeno Patrick Swayze, che ci ha lasciato ormai da 6 anni: al suo posto Edgar Ramirez.

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Il regista è Ericson Core, che nel 1991 era il direttore della fotografia (e lo è stato pure di Fast and Furious, e il trailer ne è un buon indizio).

Questa volta non ci sono solo il surf e il paracadutismo: tra rapine e scazzottate Utah e Bohdi si cimentano anche in big wave riding, skydive, snowboard, free-solo rock climbing, BASE jumping, wingsuit flying e pure motocross. Insomma, outdoor al 100%.

Non ci sarà nemmeno Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers (ve lo ricordate nella scazzottata in spiaggia?). In compenso nel cast compaiono dj Steve Aoki, Seth Troxler e The Art Department. Sono i ‘segni dei tempi’.

Scordiamoci pure Gary Busey e la sua comicità più o meno involontaria: nei panni di Angelo Pappas ci sarà Ray Winstone.

Il film è stato realizzato in un autentico giro del mondo, con location che vanno dalla Polinesia francese al Messico a Berlino. E ci sono pure le montagne italiane: le scene sulla neve sono state infatti girate in Valle d’Aosta, tra Valgrisenche (Aiguille de la Grande Sassière) e Courmayeur (massiccio del Petit Mont Blanc, ghiacciaio Lex Blanches, Punta Helbronner e ghiacciaio de La Brenva).

Negli Stati Uniti il film uscirà nelle sale il giorno di Natale. In UK l’8 gennaio, così come in Germania. In Italia ancora non si sa.

Più che un remake, viene considerato come un reboot: sempre di rapine e sport estremi si tratta, ma la banda degli ex presidenti un tempo rubava per spassarsela, ora parrebbe agire per un qualche ideale anarco-nichilistico. Staremo a vedere.

In teoria, fatti due conti, non dovrebbe esserci nemmeno la “Tempesta del cinquantennio”, per la quale dovremo aspettare un altro remake, tra 26 anni.

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