I migliori docufilm e serie tv sul basket da guardare su Netflix

migliori docufilm sul basket

Parlando dei migliori docufilm e serie tv sul basket da guardare su Netflix, esiste un catalogo piuttosto ricco e caratterizzato da prodotti di grande qualità che non si focalizzano sul mero aspetto sportivo, ma raccontano straordinariamente anche il contorno sociale e culturale che rende le storie di pallacanestro ancora più affascinanti.
E i documentari, a partire dal capolavoro The Last Dance, lo sanno fare meglio di molti film, che invecchiano presto e non hanno la forza epica del vero basket, che quanto a emozioni non ha eguali.
Con il nuovo Dpcm in vigore da venerdì 16 gennaio, purtroppo, sono in arrivo ulteriori restrizioni che ci costringeranno a trascorrere parecchio tempo a casa. Un bel documentario sullo sport può quindi essere un ottimo modo per trascorrere una serata ai tempi del Coronavirus (anche se, come vi consigliamo qui, è sempre meglio prediligere una bella camminata, anche col freddo!): perciò, se siete appassionati della palla a spicchi, mettetevi comodi e godetevi i migliori docufilm sul basket da guardare su Netflix.

I migliori docufilm e serie tv sul basket da guardare su Netflix

The Last Dance, dedicato ai leggendari Chicago Bulls di Michael Jordan, è senza dubbio la docuserie sportiva migliore che c’è su Netflix, da molte riviste considerata la migliore del decennio, se non addirittura della storia.
Esistono però anche altri titoli che gli amanti della pallacanestro non possono perdere. Alcuni dei docufilm proposti faranno scendere una lacrimuccia ai nostalgici di una NBA che ormai non c’è più. E tutti quanti sono adatti alle nuove generazioni che vogliono comprendere meglio le dinamiche sociali e culturali di questo sport.

The Last Dance

Ideatore: Michael Tollin
Regia: Jason Hehir
Anno: 2020
Durata: 10 puntate da circa 50 minuti a testa
In origine, The Last Dance doveva essere lanciato nel giugno 2020. Visto il lockdown, però, la produzione ha fatto un enorme regalo a tutti gli appassionati, anticipando l’uscita all’aprile del 2020. Inutile dire che questo capolavoro, del quale si sta parlando tuttora, è stato come una luce all’interno delle scure giornate della prima ondata del Coronavirus.
La docuserie racconta l’ultimo titolo NBA (e l’ultima stagione) dei Chicago Bulls di Michael Jordan, che ha spalancato le porte di casa sua alla troupe di The Last Dance. Il risultato? Una serie di interviste imperdibili, in cui “His Airness” si è aperto in modo inedito e ha ripercorso non solo la cavalcata del 1998, ma anche le stagioni precedenti. Dal suo arrivo in NBA al successo planetario, senza dimenticare le polemiche e i fallimenti (sportivi e personali) da cui ogni campione deve passare prima di diventare grande.

La forza di The Last Dance è stata l’aver fatto combaciare perfettamente la narrazione dell’evento principale (la stagione 1997-1998) e la narrazione storica, dedicata all’ascesa dei Chicago Bulls del GM Krause e di coach Phil Jackson. Un piccolo spoiler: a un certo punto compare anche Kobe Bryant. Un difetto: si focalizza eccessivamente sulla storia di Jordan, lasciando un po’ nel dimenticatoio alcuni protagonisti.

Basketball or Nothing

Regia: Matt Howley, Michael Lucas e Gabriel Spitale
Anno: 2019
Durata: 6 puntate
Basketball or Nothing parla di una squadra di pallacanestro di una scuola superiore nella Riserva Navajo, in Arizona. Per chi non lo sapesse, i Navajo sono un popolo nativo americano stanziato nell’Arizona settentrionale. Nella città di Chinle c’è una squadra di basket composta da Navajo che non riesce più a ottenere buoni risultati attraverso il suo consueto sistema di gioco, pensato per nascondere i limiti fisici e atletici dei membri di questa popolazione (di statura tendenzialmente bassa). Con l’arrivo di un nuovo coach, però, la storia cambia in maniera evidente.

The Carter Effect

Regia: Sean Menard
Anno: 2017
Durata: 60 minuti
Qual è stato il “Carter Effect”? L’aver sdoganato la pallacanestro in uno stato in cui la palla a spicchi, prima dell’arrivo di Vince Carter, era un oggetto misterioso. Nel 1998, lo sbarco di Carter a Toronto ha fatto crescere una franchigia NBA nuova e acerba come i Raptors: una scommessa vinta specialmente grazie alle schiacciate e alla personalità del fenomeno di Daytona Beach.
Carter è stato rivoluzionario sia per Toronto sia per il Canada, una città e una nazione in cui ha sempre dominato l’hockey. La sua firma per i Raptors è infatti coincisa con l’esplosione del basket nel paese nordamericano, che ha iniziato ad amare questo sport ammirando i voli di Vince Carter. Ecco la storia raccontata perfettamente da The Carter Effect, un documentario da vedere e rivedere.

Rucker 50

Regia: Robert McCullough Jr.
Anno: 2016
Durata: 56 minuti.
Se amate il basket all’aperto su strada, questo è il documentario che fa per voi. Rucker 50, infatti, è dedicato alla storia del campetto da basket (o playground, come dicono negli USA) più importante e iconico: il Rucker Park di Harlem, quartiere di New York. Un luogo leggendario, la mecca degli appassionati della pallacanestro su cemento che ha ospitato alcuni dei talenti più scintillanti, come ad esempio Julius Erving (grande frequentatore di Rucker Park).
La leggenda di Rucker Park è nata grazie a Holcombe Rucker, un insegnante che per allontanare i ragazzi dai guai di Harlem ha fondato un torneo estivo (il Rucker Pro Tournament) su quel cemento ormai intriso di storia e passione. Un torneo che, anno dopo anno, è cresciuto sempre di più, attirando l’attenzione di tutta la città e di tutto il paese.
La gente si arrampicava perfino sui tetti delle case popolari di Harlem pur di non perdersi lo spettacolo che andava in scena sulla 155esima strada.

Qball

Regia: Michael Tolajian
Anno: 2019
Durata: 1 ora e 37 minuti
Un interessantissimo documentario sulla squadra di pallacanestro dei San Quentin Warriors, ossia l’eccellenza del basket carcerario in una delle strutture più celebri e dure degli USA. Nel carcere di massima sicurezza di San Quentin, in California, il basket è parte integrante dei programmi di reinserimento sociale dei detenuti, e Qball narra di come questo sport sia in grado di restituire gioia e dignità a persone con un passato oscuro e una enorme voglia di redenzione.
Il produttore esecutivo di questo docufilm è nientepopodimeno che Kevin Durant, stella NBA attualmente in forza ai Brooklyn Nets

One In A Billion

Regia: Roman Gackowski con Satnam Singh Bhamara e Larry Bird
Anno: 2016
Durata: 1 ora e 9 minuti
One In A Billion racconta l’incredibile avventura di Satnam Singh, il primo indiano di sempre a essere scelto al Draft NBA. Nato e cresciuto in un piccolissimo villaggio rurale nel cuore dell’India, Singh ha lasciato la sua famiglia da ragazzino per intraprendere un percorso nuovo ed entusiasmante negli USA, diventando un vero e proprio eroe per la sua gente.
Il documentario mette in luce la timidezza e la semplicità di un ragazzo che è sempre stato abituato a vivere con poco, ma che da un momento all’altro è stato catapultato in un contesto inedito. Singh, purtroppo, di recente è stato protagonista di una vicenda di doping che lo terrà lontano dai campi per due anni.

[Photo by Pixy]

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