Aziende che producono mascherine: il caso di EnergiaPura

Aziende che producono mascherine: il caso di EnergiaPura

Si è perso il conto delle aziende che producono mascherine e che normalmente commerciano abbigliamento e articoli sportivi che si sono più o meno velocemente riconvertite per l’emergenza Coronavirus. Lo ha fatto perfino Armani, per non parlare della riconversione della maschera da snorkeling di Decathlon che stanno sperimentando a Brescia. Nel mondo dell’outdoor invece possiamo contare la Cifra di Verano Brianza (terzista nel settore dell’abbigliamento tecnico) o la Curvass di Arco (che ha già cominciato la produzione di mascherine ma non ha ancora avuto la licenza per venderle). E poi c’è EnergiaPura, la nota azienda verticalissima sugli sport della neve, molto conosciuta e apprezzata dagli sci club di mezza Italia soprattutto per l’abbigliamento da gara e le protezioni indossate da tutti i più grandi campioni, da Marcel Hirscher in giù
Energiapura ha infatti predisposto la realizzazione di mascherine per il filtraggio dell’aria con due concetti diversi dal solito – la personalizzazione, attraverso il brand stampato sul tessuto (nella foto, il testimonial Max Blardone) e il fatto che le medesime siano riutilizzabili e sterilizzabili con un normale lavaggio.

Aziende che producono mascherine: il caso di EnergiaPura

Al di là delle consuete dichiarazioni di circostanza, abbiamo chiesto a Giuseppe “Gogo” Sartogo, responsabile del business development dell’azienda, di spiegarci com’è andata.

Giuseppe, che tipo di utilizzo ha questa mascherina “che non è un presidio medico”?
“Abbiamo pensato all’ambito sociale e ricreativo in sicurezza: una maschera altamente protettiva per ritrovarsi insieme agli altri, per poter riassaporare la convivialità in tranquillità, soprattutto in futuro. La possibilità della stampa, permette di personalizzare con grafiche e colori, allontanato l’immagine ospedaliera a vantaggio di quella appunto conviviale. Essendo produttori di capi tecnici sportivi abbiamo pensato anche all’attività motoria e quindi ad avere la massima disponibilità respiratoria nonostante la bocca ed il naso rimangano schermati. Un prodotto da portare sempre con se e che un domani sarà un accessorio con cui conviveremo”.

La mascherina EP-PA 2020 è realizzata con uno strato esterno in Poliestere trattato DWR, un secondo strato di filtraggio, in Poliestere TNT, il terzo, a contatto della pelle, in Poliestere, Coolmax e Carbonio. Cos’è il filtro in poliestere TNT? A cosa serve?
“TNT è l’acronimo di “tessuto non tessuto”, un materiale di realizzazione industriale, simile al tessuto ma ottenuto con procedure diverse e con fibre sintetiche. Ha delle caratteristiche che gli permettono applicazioni in svariati campi: è idrorepellente, lavabile, resistente al calore ed alle basse temperature, anallergico, antibatterico e ha una buona permeabilità dell’aria. Nel nostro caso il TNT è inserito tra altri due tessuti: uno esterno a base di Poliestere DWR water repellent e uno a diretto contatto con la pelle sempre Poliestere con aggiunta di filamenti di carbonio. Quindi tutti e tre i tessuti abbinati, creano barriera e filtro”.

Perché queste sono lavabili e riutilizzabili mentre i medici dicono che le mascherine “semplici” sono monouso?
“Il progetto di EnergiaPura è basato  sul concetto di riciclo e del basso impatto ambientale, grazie all’utilizzo di tessuti tecnici certificati che permettono di mantenere inalterate le caratteristiche anche dopo numerosi lavaggi ad alte temperature, permettendo la sterilizzazione e la possibilità del riutilizzo. Le mascherine “monouso”  sono così denominate perchè non hanno la possibilità di essere sterilizzate”.

E dove si possono trovare in vendita le mascherine Energiapura?
“Abbiamo organizzato due canali di vendita: quello privato, tramite un link sul nostro sito, prevede che la mascherina sia acquistabile in confezioni da quattro con spedizione in tutta Italia. Le aziende invece devono direttamente i nostri uffici e avranno la possibilità di acquisti in quantitativi da 50 a 1000 e più pezzi”.

 

 

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