Case di montagna in vendita: il mercato immobiliare è ripartito (anche grazie al Covid)

mercato seconde case alpi

Case di montagna nuovamente in vendita e mercato immobiliare sulle Alpi che riparte dopo quasi 15 anni. E una delle ragioni che stanno dietro a questo è la riscoperta voglia di outdoor e il bisogno di libertà e di verde che hanno contagiato irrimediabilmente gli italiani durante la pandemia. Se paradossalmente esiste un solo effetto positivo scaturito da Covid è questo. Da marzo 2020 abbiamo corso con il GPS  acceso nel giardino condominiale con le vecchiette che ci guardavano storto perché passavamo troppo vicino ai cespugli di rose, abbiamo passeggiato per una decina di chilometri al giorno con il cane che ci siamo fatti prestare dal vicino, abbiamo fatto e rifatto le scale fino all’ottavo piano anche se abitiamo al primo, abbiamo rischiato di prendere una multa per aver pedalato fuori dal comune (per non parlare del boom degli acquisti di bici, con o senza bonus) e abbiamo giocato a tennis di nascosto in garage. E la scorsa estate, in quei due mesi in cui siamo stati più tranquilli, tutti hanno riscoperto la montagna – anche quelli che sono andati in cima alla Marmolada con le Vans senza stringhe – perché avevamo paura degli assembramenti in spiaggia.

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Risultato? Tutti vogliono una casa in montagna.

Negli ultimi anni su tutte le Alpi – da Limone Piemonte a Sella Nevea – il mercato immobiliare è rimasto congelato. Si è costruito troppo e male negli anni ’80 e ’90, i figli di quelli che hanno acquistato la seconda casa non vogliono tornare né d’estate né d’inverno (oggi esistono i voli low cost, oltre tutto)  e, visto che le tasse per la seconda casa non sono certo basse, per un decennio è stato quasi impossibile vendere. Solo pochissimi centri in questi ultimi anni – Ortisei e Brunico su tutti – hanno garantito che l’acquisto di un bilocale vicino alle piste potesse sempre essere considerato un affare, capace di non far perdere valore all’investimento.

E se il 5° Rapporto Savills sulle località di montagna ha recentemente fotografato una crescita mondiale del turismo di montagna, prevedendo lo smartworking di chi si trasferisce nella casa in valle possa finalmente dare il via a quella destagionalizzazione auspicata da vent’anni, un’indagine di Nomisma scommette che, quando torneremo alle vecchie abitudini, il 56% dei dipendenti (circa il 35% nella Pubblica Amministrazione) vorrà continuare a lavorare senza andare in ufficio.

Case di montagna in vendita? Non è un controsenso che la gente pensi ad acquistare casa proprio in mezzo ad una pandemia mondiale: tra le ragioni di questo risveglio del settore immobiliare c’è il fatto che la liquidità degli italiani è superiore a quella di qualunque altro paese e che anzi proprio alla fine del 2020 i depositi sui conti correnti hanno raggiunto livelli da record. E si sa anche che tre famiglie su quattro in Italia vivono in case di proprietà, una peculiarità unica in Europa. E poi c’è il fatto che il mercato fosse fermo da troppo tempo e si sarebbe comunque dovuto riaccendere prima o poi e che i mutui erano bassissimi e invogliavano all’investimento e che c’è stato il bonus per le ristrutturazioni che ha convinto molti, oltre al fatto che molti rinunceranno per molto tempo ad andare in vacanza all’estero e tantomeno al mare. Quello che fa la differenza però è proprio l’insopprimibile esigenza di vivere in mezzo alla natura, di respirare ogni giorno quella sensazione di benessere e di libertà che dà la montagna in ogni stagione.

La banca dati di www.idealista.it ci ha fornito i dati più attuali del mercato, dai quali risulta che in più dei 2/3 dei mercati locali analizzati si è registrata una crescita delle compravendite.

Da Merano a Canazei

Merano in Alto Adige è la città dove è stato registrato il record (+15,5%) di gente attirata dal microclima che garantisce temperature alte anche in inverno. Sul podio le due località principali della Val di Fassa – Moena (+13,2%) e Canazei (+11,2%) – da sempre caratterizzate da un’altissima percentuale di appartamenti vuoti e da sempre considerate due capitali dello sci e dell’hiking a livello mondiale.  I rifugi più belli di tutte le Dolomiti sono sul Catinaccio-Rosengarten e sul Sassolungo.

Livigno (+10,2%) è l’unica località lombarda dove le case di montagna in vendita hanno un segno ampiamente positivo: qui le seconde case sono sempre state pochissime perché milanesi e brianzoli, in caso di acquisto, si sono sempre fermati a Bormio risparmiandosi un bel po’ di strada aggiuntiva. il livello di passione outdoor che c’è a Livigno è difficilmente riscontrabile altrove.

Un chiaro segno positivo è stato registrato all’Aprica, a Cavalese, a Courmayeur (dove i prezzi sono rimasti praticamente quelli del 2019 in virtù comunque di una domanda bassa), a Valtournanche (ma non a Cervinia) e a Sappada, dove la domanda è altissima.

I cali del prezzo al metro quadro più rilevanti si sono verificati a La Thuile in Valle d’Aosta (-6,8%), a Bardonecchia in Piemonte (-5,6%) e Madesimo (-5%) in Lombardia.

Due casi particolari? A Cortina i prezzi scendono del 3% (anche se il prezzo al metro è sempre il più alto d’Italia (9807 €) rispetto al 2019, nonostante i Mondiali di sci. L’offerta sta attendendo i turisti stranieri attirati dalle Olimpiadi? In Alta Badia invece si segna un -1,8%, nonostante una domanda altissima.

Credit: Alex Filz per IDM

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