Incidenti con ciclisti in Italia: 1 morto ogni 2 giorni all’inizio del 2021

ciclisti morti in italia

In Italia, nei primi due mesi del 2021 sono morti 31 ciclisti sulle strade: più di uno ogni due giorni. A rivelarlo è stato l’ultimo report dell’Associazione sostenitori e amici polizia stradale (Asaps), che ha evidenziato un trend in aumento nonostante le restrizioni di movimento imposte per contenere l’emergenza Coronavirus.
A gennaio sono morti 14 ciclisti, mentre a febbraio ben 17 in 28 giorni: un numero più alto rispetto ai 10 del febbraio del 2018 e ai 15 del febbraio 2019 (dati non ancora disponibili per il 2020). Nel 2019 sono stati 253 i ciclisti morti in seguito a incidenti stradali.
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Un ciclista morto ogni due giorni nei primi due mesi del 2021

Oltre a fare luce sul numero di morti, 31 in 59 giorni, il report dell’Associazione sostenitori e amici polizia stradale ha mostrato che a febbraio 2021, rispetto a gennaio 2021, i ciclisti ricoverati in codice rosso dopo un indicente stradale sono aumentati di sette unità (29 contro 22). Si tratta di un numero che in un periodo come questo, caratterizzato dalle terapie intensive messe costantemente sotto pressione per via del Covid, non può che essere visto con preoccupazione.
Secondo l’Asaps, nessuno dei ciclisti era alterato al momento dell’incidente. Dei 31 sinistri mortali, inoltre, solo due hanno coinvolto bici da corsa, ciò significa che sono i ciclisti urbani quelli più vulnerabili. I veicoli investitori si distinguono invece in auto (11), autocarri (5) e motocicli (1).
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Aumentano i casi di pirateria

Numeri così alti in due mesi invernali, durante i quali molte persone non sono incentivate a prendere la bici per via delle basse temperature, non lasciano ben sperare in vista dei mesi primaverili ed estivi: “Un decesso ogni due giorni nei mesi più freddi ci porta a pensare a cosa potrà accadere in quelli più caldi. Proprio con le temperature più miti si sono contati 6 ciclisti morti, in tre giorni, tra il 23 e il 25 febbraio”, ha detto all’AGI Giordano Biserni, presidente Asaps, che ha poi aggiunto che “ci sono state troppe fughe perché il veicolo è scoperto da assicurazione, oppure perché chi lo conduce è senza patente, ha la patente revocata o sospesa o ancora perché in stato di ebbrezza o distratto dall’uso del cellulare”.
I dati Asaps, infatti, hanno evidenziato che in un caso su quattro di incidenti mortali i responsabili (alla guida di veicoli a motore) sono fuggiti.
[Photo by: LEONARDO VAZQUEZ / Pexels]

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