Attività sportiva in zona rossa, cosa si può fare fino al 30 aprile

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Secondo il nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi il 31 marzo, in tutta Italia dal 7 al 30 aprile sono in vigore solo zone arancioni o rosse, nessuna zona gialla: se vivi in una zona rossa è importante sapere quali sono le attività sportive che si possono fare.
Le misure del decreto hanno lo scopo di contenere la diffusione del coronavirus mentre procede il piano vaccinale. Con l’obiettivo di arrivare a un’estate in cui potremo muoverci e viaggiare come nel 2020.
In questo mese di aprile il Governo valuterà la possibilità di cambi di colore in Regioni che rispetteranno due parametri:
– l’incidenza dei contagi, che deve essere sotto i 250 casi ogni 100 mila abitanti
– Rt (indice di replicazione di contagi) e indice di rischio: il valore da tenere in mente è 1, che permette di entrare in zona arancione. Al di sopra dell’1,25 si finisce in rosso
Dal 12 aprile dunque quasi tutta Italia è in arancione, tranne Valle d’Aosta, Puglia, Campania e Sardegna, che rimangono rosse (e tranne qualche micro zona ossa all’interno delle Regioni arancioni)..
I piani del governo prevedono un allentamento delle misure sulle aperture di bar e ristoranti forse già da aprile, il ritorno delle zone gialle da maggio e una riapertura totale del Paese dal 2 giugno.
Ecco intanto cosa si può fare quanto ad attività motoria e sportiva in zona rossa fino al 30 aprile. 

Nuovo Dpcm e attività sportiva in zona rossa, cosa si può fare

Dal punto di vista dello sport e attività fisica, significa che nell’arco di tempo durante il quale una regione si trova in zona rossa:
1. Sono chiuse in modo definitivo palestre e piscine
2. Sono sospesi tutti gli sport dilettantistici, sia quelli di contatto (calcio, basket e gli altri) che quelli individuali che si svolgono presso società sportive. Tutte le attività, anche quelle svolte nei centri sportivi all’aperto, sono sospese, così come tutti gli eventi e le competizioni organizzate dagli enti di promozione sportiva
Le cose consentite invece sono sostanzialmente due:
1. Consentita invece l’attività motoria nei pressi della propria abitazione, “purché nel rispetto della distanza, di almeno un metro con ogni altra persona, e con l’obbligo di mascherina”
2. Consentito “lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale”
Importante sapere bene dove si possono svolgere le attività sportive e motorie in zona rossa. Continua a leggere.

Attività motoria: dove si può fare sport nelle zone rosse

Se lo sport amatoriale si ferma, si può comunque svolgere attività motoria.
Cosa significa “attività motoria”? È la passeggiata, leggera o veloce che sia.
Nelle regioni rosse è consentita solo con la mascherina e in prossimità della propria abitazione.
Sarà buona norma cercare di mantenere i propri itinerari in un raggio abbastanza vicino a casa.
Si può passeggiare con parenti e amici, purché mantenendo almeno un metro di distanza.
Serve l’autocertificazione? No, come spieghiamo in questo articolo
, a meno che non ci stiamo muovendo in deroga ai divieti.

Attività sportiva: dove si può fare sport nelle zone rosse

Con la formula “È permesso lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale” significa che si fermeranno gare e competizioni, ma non l’attività sportiva all’aperto.
Con attività sportiva si intende la corsa e sessioni di esercizi di fitness.
Si può quindi andare a correre o a fare fitness in un parco che non si trova necessariamente nei pressi dell’abitazione, purché da soli e con la mascherina. Insomma, si può correre in tutto il comune di residenza.
E facendo particolare attenzione a come ci comportiamo quando facciamo sport, per evitare i rischi: possiamo seguire i consigli del professor Fabrizio Pregliasco, virologo e sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano.
I parchi e le ville sono aperti, perciò in teoria è consentito andare a correre o a fare una passeggiata veloce o esercizi di ginnastica in un parco o giardino pubblico anche se non in prossimità di casa. Su questo tema governatori e sindaci possono decidere regole più restrittive.
Serve l’autocertificazione? No, come sopra, a meno che non ci stiamo muovendo in deroga ai divieti.
[Photo by Tirachard Kumtanom from Pexels]

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