Gli esperti della nota piattaforma di educazione stradale Zutobi hanno redatto uno studio globale approfondito relativo ai Paesi migliori e peggiori per un viaggio on the road. E lo hanno fatto prendendo in esame elementi cruciali quali l’affidabilità delle infrastrutture, il tasso di incidenti e l’accessibilità economica dei servizi di noleggio e rifornimento. Questa analisi incrociata permette di comprendere quali territori offrano percorsi lineari e ricchi di punti di interesse, e quali invece presentino criticità strutturali severe. Nella gallery si possono scoprire i top e i flop.
I territori ideali per mettersi al volante
Slovenia
La repubblica posizionata nel cuore dell’Europa centrale si attesta sul gradino più alto del podio, offrendo un perfetto connubio tra bellezze naturali e sicurezza viaria. Le escursioni verso le Alpi Giulie beneficiano di un livello di congestione del traffico molto basso, pari al 29.90%. Il territorio vanta un’altissima densità turistica, quantificabile in 176 attrazioni ogni 100000 abitanti, ideale per pianificare soste frequenti.
Portogallo
La seconda posizione spetta al Portogallo, un territorio caratterizzato da scogliere oceaniche e vigne storiche eccellente per i lunghi itinerari. Il tasso di affollamento delle carreggiate si ferma al 27.4%, garantendo spostamenti rilassati lungo i principali assi viari. I dati statistici evidenziano la presenza di 180 mete culturali o paesaggistiche ogni 100000 cittadini, un fattore che arricchisce l’esperienza di viaggio.
Spagna
La penisola iberica chiude il gruppo delle mete migliori grazie a una circolazione estremamente fluida, con un indice di ingorghi stradali attestato su un ottimo 20.92%. I collegamenti uniscono spiagge assolate e catene montuose attraverso percorsi agevoli da percorrere. Il census ufficiale segnala 132 punti di interesse turistico ogni 100000 persone, distribuendo equamente le aree di sosta storiche e naturalistiche.
Le mete che presentano le maggiori criticità
Colombia
Lo stato sudamericano si rivela conveniente sul fronte delle tariffe dei carburanti e dei costi di noleggio dei veicoli, ma nasconde insidie strutturali importanti. L’affollamento delle arterie principali tocca la quota critica del 50%, provocando blocchi prolungati. La sicurezza rappresenta un punto debole, con 16.2 decessi per sinistro ogni 100000 residenti, mentre la qualità del manto riceve un voto di appena 3.27 su 7.
Israele
La criticità principale di Israele risiede nell’esborso economico richiesto per la sosta dei veicoli. Il prezzo medio per parcheggiare un’automobile per sole 2 ore fuori dalla carreggiata sfiora gli 8.79 dollari, ponendo la nazione tra le più care del pianeta. Anche la qualità delle infrastrutture, ferma a un punteggio di 4.99 su 7, impone una guida attenta nonostante il tasso di mortalità viaria sia basso.
Slovacchia
La Slovacchia mostra una combinazione di fattori che inficiano il comfort del guidatore. Se da un lato la sosta temporanea risulta economica con 3.27 dollari per 2 ore, dall’altro la congestione urbana raggiunge il 30.5%. I parametri legati alla sicurezza registrano 6.4 decessi ogni 100000 abitanti, con una valutazione complessiva dell’asfalto che non supera il punteggio di 3.96 su 7.
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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