Sacca idrica: come pulirla eliminando cattivi odori e sapore di plastica

Sacca idrica come pulirla

Pulire la sacca idrica è indispensabile per togliere il sapore di plastica, evitare la formazione di cattivi odori e soprattutto di germi, batteri e muffe, che sono i responsabili della puzza e ovviamente sono dannosi per la salute. Non è necessario lavare ogni volta approfonditamente la sacca idrica, a meno che non si usino integratori questa è un’operazione che si può svolgere di tanto in tanto, in base alla frequenza d’uso e a dove e come la si tiene; di sicuro è però importante sciacquarla bene ogni volta e soprattutto lasciarla asciugare correttamente.

Come pulire la sacca idrica

Dopo ogni uso è davvero consigliato pulire la sacca idrica svuotando completamente l’acqua rimasta al suo interno e sciacquandola con acqua fresca da rubinetto. Ma ancora più importante è il modo in cui si fa asciugare la sacca e dove la si ripone: dopo averla sciacquata accuratamente bisogna capovolgerla e appenderla aperta, o senza tappo, in un luogo ventilato, non umido e lontano da potenziali muffe: quindi no in garage o cantina, sì per esempio sullo scolapiatti sopra il lavello, o anche in bagno se c’è modo di far circolare l’aria e non c’è umidità stagnante (cosa che in inverno purtroppo può accadere).

Altrettanto importante, dopo ogni uso, è sciacquare bene il tubicino che esce dallo zaino, il beccuccio per bere e anche il tappo. Se proprio si vuole andare sul sicuro, durante questi risciacqui si possono usare alcune gocce di Amuchina.

Come lavare la sacca idrica

Quando invece si tratta di lavare approfonditamente la sacca idrica, perché la si deve riporre per alcuni mesi durante i quali non la si utilizzerà, oppure perché si sono purtroppo formate le fastidiose muffe scure, ci sono alcuni metodi, prodotti e sostanze che si possono usare.

Ovviamente si può usare il sapone da piatti, soprattutto se si ha una di quelle sacche idriche con un lato completamente aperto e quindi si possono risvoltare, lavare approfonditamente e risciacquare minuziosamente (per esempio tutte le HydraPak, che si possono anche mettere in lavastoviglie). Con i modelli invece con tappo dopo il lavaggio con il sapone per i piatti è fondamentale fare un lungo, approfondito e meticoloso risciacquo.

Molti marchi produttori di sacche idriche vendono il proprio kit di pulizia, per esempio Camelbak, Osprey o Deuter: normalmente si tratta di pastiglie di sanificazione – spesso a base di candeggina – e di vari scovolini, spazzolini e fili metallici per la pulizia approfondita della vescica e del tubicino.

In alternativa ci sono alcuni prodotti che si possono usare per lavare approfonditamente la sacca idrica: detto dell’Amuchina, si possono usare bicarbonato di sodio e aceto bianco (ne bastano un cucchiaino da caffè disciolto in acqua calda ma non bollente, con cui riempire metà della sacca e lasciar agire per una trentina di minuti) oppure le pastiglie per le dentiere, che sicuramente sanno fare il loro lavoro nel togliere patine, cattivi odori e sapori sgradevoli.

Come evitare la formazione di muffe nella sacca idrica

Ci sono poi un paio di trucchetti per evitare la formazione di muffe nella sacca idrica. Il primo è quello di ricoprire il tubicino, o almeno la parte che esce dallo zaino ed è esposta al sole, con un copritubo nero: evitare l’esposizione diretta ai raggi solari dell’acqua contenta nel tubicino evita anche l’effetto “canna dell’acqua in giardino”. Il secondo trucco è quello di riporre la sacca dell’acqua nel freezer: il freddo è nemico dei batteri – e di ogni forma di vita – e quindi dopo aver lavato e/o risciacquato la sacca idrica si può farne uscire il più possibile i residui di acqua e quindi riporla in congelatore. Attenzione: se rimane acqua all’interno si congelerà, aumentando il suo volume e rischiando di spaccare la plastica, in particolare il tubicino e le sue parti di raccordo.

> Se invece se in dubbio su quale sacca acquistare, qui trovi la nostra guida all’acquisto dello zaino idrico.

Photo credits: Tiia Monto [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

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