Dimenticate barrette proteiche e gel iper-tecnologici. Durante le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 il nuovo integratore dei campioni sono le caramelle gommose. Sì, proprio quelle caramelle gommose, i classici orsetti che tanto ci piacevano da bambini e che ora vediamo masticare con gusto a fondisti, discesisti e atleti del ghiaccio. E lo fanno sia prima che dopo la gara, e no, non stanno affatto sgarrendo dalla dieta. Anzi, stanno seguendo una strategia nutrizionale precisa.
Perché le caramelle gommose sono il nuovo “integratore” dei campioni.
Ma come può un dolciume da banco, peraltro nell’occhio del ciclone come vero e proprio junk food iperprocessato, diventare un alleato della performance? La risposta sta nella biochimica del nostro corpo.
Zuccheri semplici: il carburante “Formula 1”
Il corpo umano, sotto sforzo intenso, preferisce i carboidrati come fonte primaria di energia. Le caramelle gommose sono composte quasi interamente da zuccheri semplici (spesso una miscela di glucosio e saccarosio).
A differenza di un piatto di pasta o di un cereale integrale, che richiedono tempi lunghi per essere scomposti, questi zuccheri saltano gran parte della “burocrazia” digestiva:
-
Velocità d’azione: entrano nel flusso sanguigno quasi istantaneamente.
-
Energia pronta: forniscono glucosio immediato ai muscoli, evitando il temuto “crollo” (ipoglicemia) durante gli allenamenti più duri.
-
Facilità di gestione: sono leggere nello stomaco, riducendo il rischio di crampi o fastidi gastrici tipici dei cibi solidi durante il movimento.
Il ruolo nel recupero: ricaricare le “batterie” muscolari
Il vero colpo di genio, però, avviene dopo lo sport. Al termine di una sessione intensa, le nostre scorte di glicogeno (lo zucchero stoccato nei muscoli e nel fegato) sono ridotte al lumicino.

È qui che entra in gioco la cosiddetta finestra anabolica: il momento in cui il corpo è più ricettivo nel riassorbire nutrienti. Consumare carboidrati ad alto indice glicemico — come appunto le caramelle — subito dopo l’attività aiuta a:
-
Ripristinare le riserve di energia più velocemente.
-
Stimolare l’insulina, che aiuta il trasporto dei nutrienti verso le fibre muscolari danneggiate.
Caramelle vs Integratori: chi vince?
Se le caramelle sono così efficaci, perché esistono i gel e le bevande isotoniche? Il vantaggio delle gommose è psicologico e pratico: masticare qualcosa di “reale” e buono dà una spinta al morale. Tuttavia, presentano dei limiti:
-
Mancano gli elettroliti: le caramelle non contengono sodio, potassio o magnesio, fondamentali per prevenire i crampi.
-
Occhio ai denti: lo zucchero appiccicoso è il miglior amico delle carie; un aspetto da non sottovalutare per chi si allena quotidianamente.
Il consiglio per lo sportivo di tutti i giorni
Non serve essere un atleta olimpico per trarne beneficio. Che tu sia un runner della domenica, un appassionato di crossfit o un ciclista amatoriale, puoi inserire una manciata di gommose (circa 30-50g) durante gli allenamenti che superano l’ora o immediatamente al termine di una sessione intensa.

Il trucco pro: scegli quelle senza coperture acide o eccesso di coloranti artificiali. La semplicità, in questo caso, è la chiave della performance.
LEGGI ANCHE
Questi sono gli integratori che puoi bere quando fai sport con il caldo
Gel, barrette e sali minerali: come e quando usare gli integratori quando vai in bici
Guida agli sport drink: le differenze tra bevande isotoniche, ipotoniche e ipertoniche
Ti interessa approfondire?
Se vuoi provare questa strategia nel tuo prossimo allenamento, ricorda di accompagnare sempre le caramelle con un po’ d’acqua per favorire l’assorbimento e non esagerare con le dosi: il confine tra “carburante olimpico” e “picco glicemico inutile” è sottile!
©RIPRODUZIONE RISERVATA



