Padel ed epicondilite: il prezzo della passione

Padel ed epicondilite

Il prezzo è che se si cronicizza sono guai. L’epicondilite, ovvio. Nei suoi meandri psico-fisiologici ci sono finito dentro. All’inizio l’avevo attribuita solo al tennis agonistico cui mi ero dedicato, poi, analizzando a più ampio raggio le cause, ne ho trovate altre due che col tennis avevano niente a che spartire: scialpinismo e disegno al pc. Se sbatti giù la racchetta (da sci) sul ghiaccio, si completa l’opera di aggressione del gomito iniziata con l’altra racchetta (da tennis) e finita col vecchio mouse. Dovendo proseguire per ragioni economiche al pc… Tagliata via la passione tennistica e quella dello sci fuori pista. La prima regola, quindi, è: allargare sempre l’analisi per valutare se oltre al padel qualcos’altro sta incidendo sull’infiammazione.

Padel ed epicondilite: il prezzo della passione

Gomito del tennista e del padelista sono più o meno la stessa cosa e dipendono da come si gioca, dal livello di allenamento, dalla scelta azzeccata della racchetta o pala e da come si approccia al match. Cosa frequente, tra i tennisti e i padelisti “per divertimento”, è l’assenza di warm-up, figlia di quell’ora di prenotazione di cui non si vuole sprecare neanche un minuto scaldandosi. E qui nasce il problemino che diventa subito un problema grosso, perché qualsiasi attività fisica, paradossalmente, più si evolve nel livello più richiederà il protrarsi del warm-up.

Allenarsi ad esempio coi pesi, comporterà meno riscaldamento all’inizio, quando solleviamo pesi ancora leggeri, che più avanti, quando siamo diventati capaci di spingere un peso pesante. Ma torniamo al gomito padelista. La pala ideale da maneggiare dovrebbe assorbire le vibrazioni che si generano colpendo la pallina. Una pala troppo leggera non assorbe le vibrazioni che possono generare l’epicondilite, mentre una pala troppo pesante risulta poco maneggevole e il colpo sarà più difficile. Posture e angoli di apertura verso l’impatto-palla scorretti non sono utili alla causa anti-epincondilite.

Padel ed epicondilite: l’importanza dell’attrezzatura tecnica

Se ne soffriamo, ciò che dobbiamo trovare è una pala maneggevole che ci permetta di eseguire la giusta tecnica e munirci, prima che insorga il problema, di un accessorio protettivo sull’area del gomito che sia traspirante e comprimente nella giusta misura, co-fattore di assorbimento delle vibrazioni. Pertanto, per maggior sicurezza, opteremo per una pala dal bilanciamento intermedio, il che ci darà più manovrabilità e minor probabilità di attivare processi infiammatori a carico del gomito.

Padel ed epicondilite

Non è tutto. Esattamente come per il telaio di una racchetta da tennis o il tiraggio corde, anche la superficie gommata sarà una variabile importante, perché determinerà la durezza della pala. Una gomma dura si tradurrà in maggiori vibrazioni per il braccio, nonché una minore uscita di palla e quindi un maggiore sforzo per mandare la pallina dall’altra parte. Un giocatore con l’epicondilite dovrebbe perciò optare per racchette dalla gomma morbida o intermedia e attrezzarsi subito con gli accessori adatti: scarpe, calze giuste e soprattutto manicotto a compressione. Il miglior approccio al Padel per non pagare più il “prezzo” della passione ma solo quello del campo.

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