L’abbigliamento da ciclismo Oxyburn è una meraviglia

abbigliamento da ciclismo Oxyburn

Abbiamo provato l’abbigliamento da ciclismo Oxyburn ed è una meraviglia. Sì, la maglia X-Track, la salopette corta Bib Shorts Raid e le calze Draw sono una bomba. Meraviglia di comodità e meraviglia di prestazioni, soprattutto se fa molto caldo. Ora, i normali completi da ciclismo sono fatti di lycra, che è quel tessuto elastico, tecnico, liscio e traspirante che tutti conosciamo. Il completo da ciclismo Oxyburn è tutta un’altra cosa perché la maglia X-Track è completamente in Dryarn e anche i pantaloni Bib Shotrs Raid lo sono in gran parte. Il che significa che al tatto è tutta un’altra cosa: sembra più spessa, e in effetti lo è, ma anche più morbida. E soprattutto è molto, molto più elastica. Il che all’inizio crea un po’ di dubbi. Bisogna sapere infatti che l’abbigliamento da ciclismo Oxyburn è venduto in sole due taglie: la 1, che corrisponde alla S e M, ovvero dalla 42 alla 46, e la 2, cioè L e XL, dalla 48 alla 52. Ma se sei alto 1 metro e 90 e non hai propriamente il fisico di uno scalatore colombiano, quando tiri fuori dalla confezione maglia e salopette la prima cosa che pensi è che siano piccoli. Ma non è così: il tessuto è talmente morbido e talmente elastico che anche se sei al limite superiore della taglia vestono perfettamente. Non una grinza, non un punto di tensione o che stringe.

Poi però non è che con il completo da ciclismo devi farci il selfie davanti allo specchio, ma ci devi pedalare, e allora abbiamo scelto un orario da ciclista scafato (primo pomeriggio, subito dopo pranzo, 35°C al sole) e un percorso mangia e bevi tra i grandi classici delle prealpi lombarde, intorno ai laghi di Annone, Pusiano e Alserio e poi su a Canzo e ritorno per la Brianza. Roba da sudare e metterci un po’ di gamba come si deve. Prima cosa: la traspirazione della maglia X-Track è eccezionale. E il motivo è che su spalle, scapole e zona lombare la maglia è traforata (per dirla bene: ha una struttura a microrete) e il sudore esce ed evapora senza creare macchie umide. Nemmeno dopo una salita in pieno sole. E questa è la caratteristica principale di una maglia che poi ha un collaretto ultrasottile, la lunga zip frontale e tre tasche posteriori comode. Ma soprattutto ci siamo anche accorti che la particolare struttura del tessuto ha anche una funzione leggermente compressiva: niente che ti faccia sentire come dentro lo scioglipancia di Wanna Marchi ma una compressione light e progressivamente decrescente dalle estremità al centro del corpo davvero confortevole.

abbigliamento da ciclismo Oxyburn

Lo stesso discorso vale anche per i Bib Shorts Raid, che non sono a microrete ma sui lati hanno una tramatura a fasce verticali e orizzontali che migliora la vestibilità anatomica e la compressione muscolare. E poi c’è il fondello, davvero comodo e anatomico, senza bordi rigidi e così morbido da adeguarsi subito al rapporto anatomico con il sellino.. Ci sarebbe anche un altro aspetto, che però scopriremo tra una trentina o più di uscite, e cioè il trattamento antibatterico e antimicotico che dovrebbe preservare dai cattivi odori (ma per il momento, dopo 3 utilizzi, profuma ancora di nuovo).

abbigliamento da ciclismo Oxyburn

Insieme alla maglia X-Track e alla salopette corta Bib Shorts Raid ci vanno a pennello le calze Draw. Ora sono calze sportive a 360°, nel senso che sono vendute per andare in bici, strada o MTB che sia, ma vanno benissimo anche per correre (sì, lo confessiamo, l’abbiamo fatto e lo rifaremo): sono sottilissime, molto elastiche ma senza stringere, con delle fasce di sostegno sull’avampiede e senza cuciture. Ma la cosa interessante è che sono anche prodotte con un filato 100% riciclato post consumer fatto con le bottiglie di plastica. Il che sigifica avere un capo tecnico performante e contemporaneamente fare del bene all’ambiente.

Detto tutto ciò, cosa costa questa qualità? La maglia X-Track costa 85,90 euro, la salopette corta Bib Shorts Raid costano 90 euro e le calze Draw costano 10 euro.

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