Ammortizzatori da MTB con l’archetto dietro la forcella: a cosa servono?

Ammortizzatori da MTB con l'archetto dietro la forcella: perché

Girando per negozi di bici avrai sicuramente notato degli ammortizzatori da MTB con l’archetto dietro la forcella. O magari li hai visti durante i tuoi tour in mountain bike, visto che spesso sono montati soprattutto sulle bici di una nota catena francese di prodotti sportivi. In gergo tecnico si chiamano forcelle con arco inverso, e se le hai notate ti sarai anche chiesto quali sono i vantaggi ed eventualmente gli svantaggi rispetto a quelli che l’archetto ce ‘hanno davanti. Con il dubbio che possano in qualche modo toccare il tubo obliquo (la risposta è no, nemmeno nei modelli che per aumentare la rigidità del telaio non hanno la parte iniziale del tubo obliquo quasi orizzontale, e nemmeno nel caso di massima compressione della forcella).

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In realtà è una scelta precisa di alcuni produttori di forcelle: Manitou in primis che ne ha fatto un tratto distintivo (e sono proprio le forcelle montate su molti modelli della catena francese), Pace prima ancora, che ha fatto la storia delle forcelle da MTB fin dagli anni Novanta, ma anche DT Swiss che ha adottato questa soluzione su qualcuno dei suoi modelli (per esempio la OPM ODL 100 29). E non sono certo marchi e modelli di bassa qualità, anzi tutt’altro.

La spiegazione degli ammortizzatori da MTB con l’archetto dietro la forcella è invece tutta strutturale. Detto che l’arco inverso non influenza lo spazio tra forcella e telaio né l’escursione della forcella, c’è da sottolineare come rispetto a un archetto frontale non cambia nemmeno lo spazio per il copertone, cioè la massima dimensione di copertura utilizzabile su quella ruota e quel telaio. Ma vediamo ora i vantaggi.
Il primo è che si può ottenere una maggior rigidità strutturale con meno peso. E la rigidità strutturale è importante soprattutto in fase di frenata, quando la forza impressa dalle pastiglie sul disco del freno genera una torsione che provoca un principio di deformazione dell’arco. E la resistenza alla deformazione di un arco inverso è maggior di quella di un arco anteriore.
Il secondo vantaggio è molto pratico: l’archetto dietro la forcella protegge di più gli steli dallo sporco sollevato dalla ruota nel suo movimento rotatorio, e quindi si accumula meno fango e polvere.
L’arco inverso consente anche un passaggio cavi più protetto e meno ingombrante rispetto a una configurazione tradizionale.
Infine spostando indietro un peso, seppur piccolo rispetto alla massa della bicicletta, si ha un accentramento ulteriore della massa, a tutto vantaggio del controllo della bicicletta e del suo baricentro. Una spiegazione dettagliata dei vantaggi di una forcella con arco inverso con l’archetto dietro la puoi vedere anche in questo video di Manitou.

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