Maglia rosa del Giro d’Italia: 12 curiosità che forse non conosci

Maglia rosa del Giro d'Italia: 12 curiosità che forse non conosci

La maglia rosa del Giro d’Italia è il simbolo indiscusso della gara a tappe di ciclismo che si corre nel nostro Paese. Non lo è da sempre ma è indubbio che oggi dire maglia rosa non può che far pensare al Giro che si corre ininterrottamente fin dal 1909, con le sole eccezioni delle due Guerre Mondiali. Ma dietro a questa maglia iconica indossata dal leader si nascondono tante storie e curiosità che forse non conosci.

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1. La prima maglia rosa è quella del 1931. L’idea di adottare una maglia simbolo come quella gialla del Tour de France fu del giornalista sportivo Armando Cougnet. Era una maglia di lana grezza, del peso di circa 300 grammi, con il collo alto e due tasche chiuse da bottoni sul davanti.

2. Il colore rosa è quello de La Gazzetta dello Sport. La carta color rosa smunto era quella che all’epoca costava meno, e fu naturale associare il colore della maglia a quello del giornale che aveva ideato e organizzato il Giro fin dalla prima edizione.

3. Il primo corridore a indossare la maglia rosa del Giro d’Italia fu Learco Guerra, il 10 maggio 1931, dopo aver vinto la prima tappa di quel Giro, la Milano – Mantova.

4. Non esiste il “rosa” maglia del giro d’Italia. Ogni anno il colore varia sempre un po’ e non è mai stato depositato un codice pantone relativo al colore della maglia rosa.

5. Per rendersi conto delle variazioni di colore si può andare al Museo del Ghisallo, 7 km di salita da Bellagio, sul Lago di Como, amatissimi dai ciclisti lombardi, dove c’è la più grande collezione di maglie rosa al mondo (ma non c’è quella del 1931, la più antica è quella del 1935)

6. La maglia rosa non coincide con il numero 1 del Giro, che per tradizione è appannaggio del campione uscente. Nel primo Giro del 1909 il numero 1 era del bresciano Felice Peli, primo iscritto in ordine di tempo.

7. Il detentore del maggior numero di maglie rosa è Eddie Merckx, il cannibale che ne ha collezionate ben 78. Seguono Moser 57, Bartali 50, Saronni 49, Anquetil 42, Coppi e Hinault 31.

8. La maglia rosa è individuale, e spetta al leader della corsa. Ma il 21 maggio 1971, nella tappa Brindisi – Bari, furono ben 8 i corridori in maglia rosa, i ciclisti della Salvarani che avevano vinto la cronostaffetta nella tappa precedente.

9. Non c’è solo il rosa. Al Giro ci sono anche maglie di altri 3 colori: la Maglia Ciclamino del leader della classifica a punti, la Maglia Azzurra del miglior scalatore, e la Maglia Bianca per il miglior giovane Under 25 in classifica generale.

10. C’era anche la Maglia Nera, introdotta dal 1946 al 1951 per segnalare l’ultimo in classifica (consolato con premi in denaro e talvolta in beni alimentari). La più celebre Maglia Nera fu senz’altro il tortonese Luigi Malabrocca, che la indossò per ben due edizioni.

11. Solo 3 fratelli, nella storia del Giro, hanno indossato la maglia rosa, e sono Aldo, Enzo e Francesco Moser.

12. Le prime maglie rosa in tessuto sintetico risalgono agli anni Settanta a marchio Castelli. Prima le maglie di lana erano prodotte dai maglifici lombardi Vittore Gianni e Tizzoni. La maglia rosa del Giro 2021, che celebra i suoi 90 anni di vita, è prodotto dalla Manifattura Valcismon con il marchio Castelli utilizzando il tessuto Sitip in filato riciclato, prevalentemente da bottiglie di plastica, come già avvenuto per l’edizione 2020.

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