Coronavirus: la mascherina per fare sport è utile o pericolosa?

Coronavirus: la mascherina per fare sport è utile o pericolosa?

Quindi dal 4 maggio, con l’inizio della Fase 2, dovremo usare la mascherina per fare sport? La cosa francamente non è chiara, e le certezze sono poche. La prima è che nello stesso DPCM del 26 aprile – che abbiamo analizzato nel dettaglio qui – prima si dice che deve essere “rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie” e poi che “è consentito svolgere individualmente attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività“, ma non si capisce se le norme generali, tra cui l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, riguardano anche la pratica dello sport o meno. A complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che potrebbero essere le Regioni, o addirittura i Sindaci, a disporlo, e a questo occorrerà prestare attenzione.
La seconda cosa chiara è che fare sport con la mascherina è impossibile. Ci abbiamo provato – qui, nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie – e detto in parole povere fa schifo. Ma appurato questo, rimane il dubbio: usare la mascherina per fare sport è utile o pericoloso?

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Partiamo da un primo dato di fatto: ci sono mascherine che proteggono gli altri dal contagio, e ne limitano o impediscono la diffusione, e sono quelle chirurgiche, ovvero la stragrande maggioranza di quelle in circolazione. Quindi indossare questo tipo di mascherine è un atto di civiltà nei confronti degli altri ma non ci protegge da un eventuale contagio. Con l’aggravante che gli sportivi – secondo uno studio di cui parliamo qui – sarebbero tra i soggetti maggiormente a rischio, e che il virus permane nell’aria fino a 16 ore, benché con una carica probabilmente attenuata come abbiamo scritto qui. Poi ci sono le mascherine che proteggono noi ma non gli altri, e sono le cosiddette FFP2 e FFP3 con la valvola, che sono totalmente inadatte per fare sport (oltre al fatto che sono essenziali per proteggere il personale medico e sanitario e, data la scarsità, sarebbe bene non sprecarle per usi non essenziali). E infine ci sono le mascherine “intelligenti”, le FFP senza valvola, che proteggono noi e gli altri ma dal punto di vista pratico sono altrettanto complesse da utilizzare correndo o andando in bicicletta. A complicare le cose c’è poi uno studio del Politecnico di Torino, che è anche l’ente deputato alla certificazione dei dispositivi di protezione individuale, secondo il quale 8 mascherine su 10 non sono idonee a proteggere dal contagio.

Quindi, ricapitolando: possiamo riprendere a fare sport, non si sa se dobbiamo indossare le mascherine, molto probabilmente le mascherine che indosseremmo non servono a proteggere noi stessi dal contagio e solo un tipo serve a proteggere gli altri dalla diffusione del virus. In compenso però usare la mascherina per fare sport potrebbe essere anche pericoloso.

A dire che correre con la mascherina potrebbe comportare dei rischi è Medical Facts, il sito del dottor Roberto Burioni che così recita testualmente:

Se, poniamo il caso, corressimo con un mascherina, nello spazio tra la mascherina e il viso si creerebbe un’atmosfera ricca dell’anidride carbonica dai noi stessi espirata durante lo sforzo. Di conseguenza, andremmo a inspirare un’aria con un’eccessiva concentrazione di questo gas e una minor concentrazione di ossigeno.

Ragioniamoci un attimo: quello che ci è concesso al momento è l’attività fisica o sportiva individuale, ragionevolmente correre, ciclismo o qualcosa di molto affine come il walking o lo skiroll. Tutte attività chiamate volgarmente “cardio” e che quindi innescano il metabolismo energetico aerobico. E affinché ciò accada serve ossigeno, molto più di quello che inaliamo con la normale respirazione, motivo per cui correndo o pedalando viene il fiatone, cioè respiriamo più intensamente del solito.

Ora, con queste premesse, limitare l’apporto di ossigeno non è una buona idea. E non lo è nemmeno pensare che, avendo meno ossigeno a disposizione, è un po’ come allenarsi in altura. I più recenti studi sui meccanismi che innescano l’eritropiesi, cioè stimolano la produzione di globuli rossi, dimostrano infatti che non è solo la carenza di ossigeno a fare la differenza ma anche la condizione di ridotta pressione dell’aria che si trova in altura, oltre i 2.000 metri. Quindi la mascherina per fare sport non solo non è un potenziale vantaggio per ritrovare in fretta la condizione perduta ma anzi, bloccando l’anidride carbonica nello spazio davanti alle vie respiratorie può creare le condizioni per mal di testa, tachicardia, stanchezza precoce e altri anche più gravi nei casi estremi. Tanto che lo stesso sito Medical Facts dice apertamente che:

La cosa migliore, a oggi, è (per le Regioni in cui si può già correre) e sarà (per tutti gli altri) rispettare il distanziamento sociale e non indossare la mascherina durante l’attività fisica all’aperto, quantomeno per non impegnare le nostre ambulanze, oberate di lavoro, anche nel soccorso dei runners svenuti.

Foto di Engin Akyurt da Pixabay

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