Phygital Fitness: l’importanza del controllo

Nell'epoca del Phygital Fitness torna centrale il ruolo del trainer competente e la paritetica importanza del controllo tramite device

Phygital Fitness

Nell’allenamento in palestra, a casa, in ufficio, al parco, ovunque ci si piazzi coi propri attrezzi e la propria volontà, la nostra “guida” dovrà sempre marcarci stretto. In presenza o remoto che sia. Allenandoci e tele-allenandoci, ci proporrà movimenti combinati secondo le nostre tempistiche, necessità, piaceri, in presenza, in digitale e “phygitale”. A fine percorso la nostra “guida” potrà lasciarci ai nostri auto-feedback quando saremo padroni del movimento, quando conosceremo macchine e attrezzature per allenarci, quando sapremo controllarci in remoto sempre sotto il suo occhio attento. Un occhio che dovrà essere umano-scientifico (un super trainer) e non empatico-commerciale (un super influencer).

Phygital Fitness: l’importanza del controllo

Ma passiamo al mezzo, alla tecnologia. All’obbligo di controllo iniziale, intermedio e finale della nostra attività sportiva perché è qui che si traccia la linea di continuità del servizio fitness, più liquido e frammentato che mai. Dai fitness trackers più semplici alla teleriabilitazione, la tecnologia identifica il professionista. Chi la armeggia è tornato all’antico valore: istruttore, tecnico, trainer, fitness coach che sia, il professionista si materializza in una figura che non è faccia+gluteo su tik-tok e detta il training plan a pioggia. Su certi piani non può esserlo.

Il maestro-guida torna più forte che mai in presenza, semi-presenza e consulenza tecnica e piazza la nuova fase ibrida tra i due estremi: quello antico della chiacchierata, della voce, dell’odore e quello nuovo dietro al device. E non finisce qui perché le sue funzioni sono connesse con il monitoraggio e con la tecnologia che lo accompagna: nessuno più di un tecnico esperto può consigliare meglio sull’allenamento, sul “mezzo allenante” e sulle modalità di controllo o auto-controllo. Senza paletto iniziale e finale non c’è programma che tenga perché non c’è aggregazione di dati, di impressioni, non c’è scambio maestro-allievo. Nel pre-covid era un via vai di sprovveduti con schede prestampate che supplicavano l’istruttore in palestra di regalargli la luna promessa dallo junior digital-fitness-planner-seo-expert mai visto di persona che aveva redatto la scheda. La pandemia ha accelerato i processi e polverizzato i percorsi improvvisati. 2022: i tre pilastri del fitness, strutture e spazi (1), tecnologie per allenarsi e monitorarsi (2) e uomini (3) hanno ripreso identità e funzione.

Phygital Fitness

Palestre, strutture sportive e spazi di attività devono essere sicuri e perfettamente organizzati nello scorrimento dei flussi, ma dentro deve esserci qualcuno bravo. Il numero uno è lui. E infatti è caccia al trainer e alla guida che non si trova a certi prezzi. E poi le tecnologie. Le tecnologie di monitoraggio sono la pietra angolare tra attività in palestra ed esercizi a casa, tra movimenti in ufficio e sessioni al parco, tra presenza e distanza. Devono essere di livello e in chiave product compliance perché nell’home fitness, per necessità, ci si è attrezzati come in un centro fitness in minatura. E perché allontanandoci da un controllo diretto e presente pretenderemo il massimo livello prestativo dalla tecnologia o dal device adottato per le sequenze a distanza. E per gli uomini? Se il nostro trainer virtual-phygitale coinciderà con quello fisico avremo il controllo di una situazione che stava scappando di mano a tutti.

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