Il tema è caldo. Non sull’espansione immobiliare dello Student Housing, quanto nella filiera servizi accessori che completeranno i progetti. Qui si giocherà una grande partita. Il wellness, con spazi e servizi sia standard che personalizzati, almeno nelle residenze high-end degli atenei più prestigiosi, sarà protagonista. E’ già sotto la lente dei progettisti e dei player dell’immobiliare che ci stanno mettendo mano, i quali sono d’alto profilo, perciò sul piano delle architetture e delle tecnologie la sanno lunga. Ciò esclude dai fattori competitivi il pacchetto architetturale, perchè fotovoltaico, sostenibilità, inclusività, accessibilità, sono argomenti ritriti e nessuno ha più da imparare.
Student housing, palestra e wellness
La partita vera, invisibile, si giocherà, anche negli studentati più piccoli, se non addirittura diffusi, sugli spazi accessori (co-working, palestre, green corner, aree pedonali, mobilità sostenibile) e su una molteplicità e multicanalità di servizi connessi condivisi e utilizzati nelle locazioni di lunghissima durata. C’è un aspetto su cui si profila una grande preoccupazione: va bene costruire immobili, riconvertirli o assemblarli, ma bisognerà essere capaci di gestirli, dargli un’anima, distinguerli, renderli attrattivi oltre al prezzo. E il wellness, qui, sta per giocare un ruolo decisivo.
Secondo aspetto e seconda preoccupazione: se è vero che uno Student Housing non è un Hotel, ha tuttavia un carico di costi fissi enormi, maneggiabili solo grazie a un’erogazione perfetta dei servizi accessori. E la palestra, ma ancor prima lo Student Wellness Living a filiera completa, inteso come healthy-food e servitizzazione allargata a 360°, sarà un attivatore di energia progettuale, sociale, umana e finanziaria. Uno Student Housing un po’ Student-Fit-Housing per intenderci, che non c’entra niente con l’abbonamento alla palestra tradizionale.
Nuovo modello residenziale
Come terzo aspetto (ma meno preoccupante), bisogna considerare che questo nuovo modello residenziale potrà destinarsi nelle fasi di vuoto a manager, turisti, pazienti sanitari o familiari degli studenti. Perciò, la configurazione degli spazi fitness-sportivi e la collocazione dei servizi wellness annessi, dovrà rispondere creativamente a questa pluri-domanda. Ma torniamo agli studenti. Saranno i primi futuri fruitori degli
spazi, delle tecnologie e dei servizi. Per esperienza, il target dello studente universitario “fitnessista” non si accontenta tanto facilmente ed è sempre attento alla novità, è un osservatore perenne e critico rispetto alle scelte strategiche sugli spazi ludico-sportivi e sui comparti tecnologici. Non gli basterà il bel logo.

Il marketing lo studia già e vista l’ampia possibilità di utilizzare palestre all’esterno a costi estremamente contenuti, ove il giudizio fosse negativo nel confronti della nostra Fit Zone, lo studente sarà portato a non fruire dello spazio interno a disposizione, anche se gratuito. Succede in aziende che hanno palestre gratis per i dipendenti, che restano per lo più deserte. La sconfitta, perciò, sarebbe di sistema, perchè una membership pagata a una palestra esterna allo Student Housing diventa, nel lungo periodo, lucro cessante nell’utilizzo scarso dell’area ristoro, nel non acquisto della healthy-food-box da portarsi su dalle vending machine e nel non fatturato degli accessori sportivi a Brand.
Una palestra attrattiva, comoda, accogliente
La palestra, invece, dovrà fare chiasso strategico e agitare le acque attraverso una vita sua con situazioni, incontri, eventi. Si attiverà nei social, muoverà giudizi, discussioni. Il cliente-utente della Student Housing Gym sarà fornitore gratuito d’informazioni fin dal suo primo tour e quindi una palestra attrattiva, comoda, accogliente, potrà far chiudere un occhio sul prezzo superiore rispetto ad altri studentati. Competitori che nella compressione costi d’investimento hanno mancato l’inserimento di uno spazio cruciale proprio per le nuove generazioni, che vivono la palestra come comunità per ritrovarsi, come estensione della loro camera.
Autonomizzare il servizio fitness che si andrà ad offrire loro e non lasciare questa come opzione ma come unica alternativa (prendi il badge, passi il QR code e ti arrangi in palestra da solo) potrebbe essere dirimente in negativo nel successo del pacchetto servizi accessori annoverabili sulla filiera delle tre A: accoglienza, allenamento, alimentazione.

Le tre “A”, mutuate dall’alta Hotellerie, sono il benchmark vitale dell’alta ricettività e queste tre “A” sono anche le Direttrici dell’Equilibrio dello studente, perché l’extra-time rispetto allo studio deve essere arricchente, sicuro e profondamente “GAI-style” (GAI=Grande Accoglienza Italiana) soprattutto per l’utenza internazionale. Non ci sarà bisogno di realizzare luxury resort ma occorreranno strutture ricettive al passo, magari diffuse e non alveari come quelli che si apprestano a rivisitare hotel in disuso: asset da impanare e rifriggere come nuovo concept di Student Housing progettati sul vecchio. Le ipotesi di ciò di cui ci sarà bisogno in chiave student-wellness-living?
Di cosa ci sarà bisogno?
Ci sarà bisogno di una Fit Area professionale frequentabile con accortezze e meccanismi di selezione anche dopo che il corso si è concluso e non sbattuti fuori con badge inutilizzabile al primo giorno successivo. Questo per assicurare nel tempo un ritorno economico che sostenga le spese di autoconservazione impianti e delle utenze. Ci sarà bisogno di aree co-working con mini giardino interno e acqua in riciclo che rinfreschi le idee e ossigeni l’ambiente. Ci sarà bisogno di un angolo con prodotti coltivati con tecnologie idroponiche per mettere nello yogurt una fragola catturata a mano. Ci sarà bisogno di uno shop fisico e digitale a Brand che proponga accessori eco-friendly per l’attività fitness-sportiva, travel-kits & apparel studenti, perchè l’appartenenza a quello Student Housing si vorrà indossarla. Ci sarà bisogno di un servizio di mobilità sostenibile che garantisca sicurezza e comodità, dalla camera all’università senza discontinuità, specie nei tragitti che nelle ore serali possono complicarsi. Ci sarà bisogno di tutto questo, perchè la sola camera da vivere per qualche anno non basterà nè allo studente nè a se stessa.
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