T-shirt e pantaloncini Puma by X-Bionic: il ruggito podistico del nero felino

Puma by X-Bionic

Abbiamo testato il kit di T-shirt e pantaloncini Puma by X-Bionic, un concentrato di tecnologia tessile a disposizione del runner esigente che cerca la massima prestazione. Quando corriamo a tutta o stiamo pedalando alla massima potenza il nostro corpo produce un surriscaldamento, a volte persino elevato, e come tutti i motori che producono calore anche il corpo umano ha bisogno di regolare la propria temperatura interna. Per farlo il nostro fisico attiva un meccanismo molto semplice, quello della sudorazione. Numerosi studi hanno dimostrato che la sudorazione ha un ruolo ben più importante della semplice produzione ed espulsione di liquido. Infatti, il corpo umano consuma molta energia per regolare la temperatura, ben di più di quella che necessita all’atleta per poter correre o pedalare.

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Sudo ergo Sum

Vi sono ricerche scientifiche che stimano in oltre il 95% la componente di energia prodotta dal fisico dell’atleta dedicata solo alla produzione di sudore, e i restanti pochi punti percentuali dedicati al gesto atletico della singola disciplina. È certo che, se capissimo qualcosa di più di questo fenomeno fisiologico, potremmo aumentare le nostre performance sportive. Migliorare la gestione della sudorazione per andare più forte? Questa è la sfida.Chi ne ha capito qualcosa da tanto tempo e ha centrato tutta la propria strategia nel trovare soluzioni tessili in grado di aumentare le prestazioni grazie a una gestione del sudore in superficie è il professor Bodo Lambertz, lo svizzero che oltre vent’anni fa ha fondato X-Bionic, il brand di abbigliamento tecnico che oggi vanta ben 800 brevetti internazionali che gli hanno valso decine di premi internazionali.

T-shirt e pantaloncini Puma by X-Bionic: ottimizzare l’energia per correre meglio

L’obiettivo è di mantenere la temperatura corporea dell’atleta il più vicino possibile ai 37° durante l’attività fisica, facendogli risparmiare energia cosicché possa “dirottarla” alla performance, ovvero correre meglio e più veloce. È sulla base di questa straordinaria competenza che Puma ha chiesto a X-Bionic, azienda svizzera ma con produzione italiana, di sviluppare una piccola collezione dedicata agli amanti del running. Un completo composto da un pantaloncino e da una jersey, tutto rigorosamente nero con l’effige dell’animale che spicca il salto simbolo di Puma.

Puma by X-Bionic

Puma by X-Bionic: la maglia che termoregola

Il pezzo forte della proposta è naturalmente la maglietta, un vero e proprio concentrato di tecnologia tessile, aderente al corpo, la cui consistenza (in termini di grammatura) può apparire “abbondante” ma una volta superata l’iniziale diffidenza, saprà convincere per la performance che la maglia è in grado di dare. La prima cosa che colpisce è l’intreccio del filato all’altezza dello sterno e nel mezzo delle scapole, i punti del corpo che producono maggior sudore: secondo la teoria del professor Bodo è bene che il sudore in questi punti debba evaporare il prima possibile. Per ottenere questo obiettivo X-Bionic ha sviluppato il sistema Twice, una costruzione a Y composto da un mix di fibre idrofobiche e idrofiliche che trasportano velocemente all’esterno il sudore facendolo evaporare e aumentando in questo modo il raffreddamento del corpo. Twice è calata all’interno del sistema 3D Bionic Sphere dato dalla tecnologia Thermosyphon: una struttura a 3D che crea canali d’aria dove viene veicolato il sudore.
Ma in caso di uso di una fascia cardio, come si comporta il capo Puma? Lo abbiamo chiesto a Migidio Bourifa, quattro volte campione italiano di maratona e “testimonial tecnico” di X-Bionic: «Certamente interporre una struttura come una fascia cardio riduce la funzionalità di Twice, ma non la compromette». Chissà che in un prossimo futuro l’azienda svizzera non proponga un capo con integrati i sensori di un ricevente in grado di rilevare il battito cardiaco.
Grazie a una specifica lavorazione seamless che non prevede cuciture laterali, la Running Shirt di Puma by X-Bionic, ha una diversa configurazione della maglia nelle zone ascellari che prende il nome di Sweat Traps e che ha la funzione di assorbire il sudore per poi disperderlo, così da aumentare la termoregolazione in un punto delicato del movimento del podista. Lo stesso inserto (ma non si tratta di un inserto poiché la tessitura è senza soluzione di continuità) lo si trova anche nella zona sacrale, altro punto del corpo esposto ad alta sudorazione.
Unica nota che ha lasciato perplesso chi scrive, e che “è uscito” più volte nella doppia pelle del Puma nero, è il comportamento della Running Shirt quando la si indossa correndo, poiché tende a salire e lasciare scoperto l’addome: abbiamo superato l’ostacolo infilando la maglietta all’interno del pantaloncino! E veniamo a quest’ultimo, un’altra opera di creatività tessile!

Puma by X-Bionic

Puma by X-Bionic: i pantaloncini tecnologici

Il Running Shorts di Puma by X-Bionic ripropone la stessa abbinata Twice e Thermosyphon Technology nella parte anteriore che sovrasta la Innerlap Conditioning Zone, ovvero l’area inguinale meno reattiva in termini di prestazione muscolare. Colpisce positivamente per la sua costruzione ergonomica la fascia Ideo-Waisteband che agisce nella zona sottolombare, consentendo il “fermo” del capo aderente al corpo. Infine, particolarmente apprezzata la tessitura Partialkompression nell’area della coscia esterna, che svolge una moderata azione “contenitiva” senza pregiudicare il flusso del sudore. Ultimo, ma non certo per importanza, il trattamento del filato con la nanotecnologia Skin Nodor, che riduce drasticamente la formazione di batteri, causa principale di odori non gradevoli. La collezione, declinata in versione maschile e femminile, si completa con le calze X-Socks che tramite la struttura elicoidale offrono un vero sostegno ai piedi.
Dove acquistare il kit del ruggito nero? Esclusivamente via e-commerce o nei flagshipstore di Puma.
Pare che tra i primi a testare il kit di Puma sia stato Armand Duplantis, nel pianeta dell’atletica conosciuto come “Mondo”: l’astista svedese, campione europeo a Berlino 2018 e detentore del record mondiale della specialità con la misura di 6,18 metri, ha mandato un messaggio ai dirigenti del felino nero con scritto «Fresco quando sudi, caldo quando hai freddo. Lo voglio!». Frase che poi è diventata il claim della promozione.

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