25 aprile 2020, la storia della Festa della Liberazione (e i sentieri dove festeggiarla)

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Il 25 aprile si celebra come ogni anno l’anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo, festa nazionale che ricorda il momento storico in cui le truppe alleate anglo-americane, insieme ai partigiani, misero fine alla dittatura fascista e all’occupazione nazista. Formalmente, le vittorie politiche e militari che permisero di mandare in archivio cinque dolorosi anni di guerra non avvennero tutte esattamente il 25 aprile: tuttavia questa data è stata scelta per il suo fortissimo valore simbolico nell’ambito della lotta per riportare la democrazia nel nostro Paese. Vediamo perché. E scopriamo quali sono i sentieri dove fare un trekking sulle tracce della Resistenza. Un concetto a cui ispirarsi in queste settimane difficili costretti a casa dal Coronavirus

25 Aprile, la storia della Festa della Liberazione

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), con sede a Milano e presieduto tra gli altri da Sandro Pertini, proclamò l’insurrezione popolare nei territori del Nord-Italia ancora occupati dalle forze nazifasciste. L’invito era quello di attaccare tutti i presidi nazisti e fascisti, e imporne la resa al motto di “arrendersi o perire”, prima ancora che arrivassero le forze alleate. Il CLNAI emanò anche alcuni decreti legislativi, assumendo il potere “in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italia”, e stabilendo inoltre che Benito Mussolini e tutti i gerarchi fascisti dovessero essere condannati a morte.

Le principali città dell’Italia settentrionale furono liberate entro il primo maggio: il 21 aprile toccò a Bologna, il 23 a Genova, mentre il 28 fu il turno di Venezia. Quanto alla data del 25 aprile, fu scelta perché ritenuta simbolicamente il punto di svolta della Resistenza partigiana, con l’effettivo inizio del governo presieduto dai suoi rappresentanti. Da lì in avanti si aprì una nuova fase della storia italiana, segnata prima dal referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica (in cui votarono per la prima volta le donne) e poi dalla nascita della Repubblica, fino alla stesura della Costituzione. Per la cronaca, in Italia la chiusura concreta della guerra avvenne il 3 maggio 1945, come stabilito nel corso della cosiddetta resa di Caserta, firmata il 29 aprile 1945.

Festa nazionale e trekking sui Sentieri ella Resistenza

A proporre il 25 aprile come festa nazionale fu il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, che il 22 aprile 1946 spinse Umberto II di Savoia, allora luogotenente del Regno d’Italia, a emanare un decreto legislativo che recitava: “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. L’anniversario della liberazione venne infine istituzionalizzato a festa della Repubblica il 27 maggio 1949, con la legge 260.

Quest’anno l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus impedirà le consuete manifestazioni pubbliche per commemorare la ricorrenza, di norma molto sentite soprattutto nei comuni decorati al valor militare per la Resistenza. Tuttavia, come sottolineato anche da alcuni esponenti politici, sarà insomma un 25 aprile diverso nei modi, ma non nei valori.
Per festeggiarlo, in questa fase di chiusura, si può optare per una grigliata (qui spieghiamo come la fanno gli chef stellati). Ma se fra qualche tempo si potrà tornare a fare trekking, ci sono i sentieri della Resistenza.
(foto Efraimstochter  pixabay)

 

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