Le escursioni in montagna in zona gialla si possono fare?

Le escursioni in montagna in zona gialla si possono fare?

Le escursioni in montagna in zona gialla si possono fare, ed è la buona notizia per gli abitanti di Marche, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Umbria ed Emilia Romagna, che da domenica entrano in zona gialla insieme a Lazio, Molise, Provincia di Trento, Sardegna, Veneto, Liguria e Sicilia. Il novero delle regioni e province autonome in cui il rischio è moderato e anche per chi fa sport ci sono molte più possibilità (come spieghiamo in questo articolo). In primis quella di fare escursioni in montagna, ora che è caduta la neve abbondante – almeno nelle regioni alpine – anche con le ciaspole e potenzialmente anche scialpinismo e sci di fondo, per chi non ce la facesse ad aspettare il 7 gennaio e la riapertura prevista delle piste da sci.
Quindi si possono fare le escursioni in montagna in zona gialla? Sì e no. Ed è una questione di interpretazioni. Il DPCM del 4 novembre, che ha istituito le zone colorate, distingue solo tra attività motoria e attività sportiva. L’attività sportiva (corsa, ciclismo, skiroll, etc, con l’unica limitazione per i cosiddetti sport di contatto e l’eccezione per gli sport di interesse nazionale) è sempre stata consentita ovunque, con il vincolo per le zone rosse e arancioni di non uscire dal proprio comune (esempio più eclatante quello del ciclismo).
Le escursioni in montagna non sono specificate nel DPCM del 4 novembre, né nelle successive FAQ: se per il trail running e la mountain bike si ricade nel concetto di “attività sportiva” per il trekking, le camminate, le passeggiate e anche le ciaspolate si ricade invece nella definizione di “attività motoria”. Come anche da interpretazione del CAI:

le attività in montagna, sia dei singoli che delle Sezioni, si possono svolgere, solo con il più fermo rispetto dell’utilizzo dei dispositivi di protezione, del distanziamento e con il divieto di assembramento

Quindi sì alle escursioni in montagna in zona gialla, purché individuali (o comunque solo con “congiunti), mantenendo il distanziamento di almeno 1 metro da qualunque altra persona, indossando la mascherina qualora necessario (cioè in situazioni di più persone ravvicinate nello stesso posto e nello stesso momento) e rispettando gli orari di coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00 del mattino.

Questa è l’interpretazione letterale del DPCM del 4 novembre per quanto riguarda l’attività sportiva e l’attività motoria, nella quale rientrano l’escursionismo, il trekking e, con la neve, anche le ciaspolate.
Poi però bisogna tener conto che anche i territori di montagna ricadono nella giurisdizione dei sindaci, e che alcuni di essi, individualmente o su base provinciale possono dare una interpretazione più restrittiva e limitare l’accesso ai percorsi montani con proprie ordinanze. Come successo per esempio nella zona del lecchese dove i sindaci unitariamente hanno introdotto una distinzione tra “passeggiate” e “trekking” (la notizia qui). Distinzione capziosa e di difficile interpretazione: in pratica se vai a passeggiare con i jeans e la borsetta è una “passeggiata” e allora è vietata, ma se ti vesti “tecnico” (scarponi, bastoncini, pantaloni e giacca tecnici) allora è trekking ed è ammesso.
Sì, la situazione è grave ma non seria come diceva Ennio Flaiano, ma le escursioni in montagna in zona gialla si possono fare e nel dubbio è sempre bene controllare sui siti delle diverse amministrazioni comunali se sussistono particolari ordinanze locale.

E le escursioni in montagna in zona rossa e arancione? Dipende. Le escursioni in montagna in zona rossa non si possono fare, perché l’attività motoria è consentita solo in prossimità della propria abitazione (però se si va a correre si può, con il vincolo di non uscire dal proprio territorio comunale, quindi è possibile solo per chi ha accesso alla montagna all’interno del proprio comune). Le escursioni in montagna in zona arancione sono consentite solo per chi ha accesso ai sentieri di montagna direttamente dal proprio comune: in zona arancione infatti non c’è vincolo di rimanere in prossimità della propria abitazione ma permane il divieto di uscire dal proprio comune senza comprovati motivi, e fare una escursione in montagna non lo è.

PS: Poi, nella attuale situazione di affano degli ospedali e dei reparti di terapia intensiva, rimane sempre valida l’indicazione del Soccorso Alpino Nazionale data in occasione del primo lockdown, e cioè di evitare situazioni che potrebbero richiedere interventi che impegnerebbero il personale medico sottraendolo all’emergenza Coronavirus.

Credits photo: Saikat Ghosh da Pexels

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