Trekking in Val d’Aosta: dove vedere il Tor des Géants


Da Courmayeur a La Thuile (17 km)
Dislivello positivo 1364 m - Dislivello negativo 1113 m
Ore di cammino: 6 h 40'

Pronti, partenza, via! I primissimi metri di salita, appena passati sotto lo striscione di partenza, portano in quota sopra Courmayeur. Dal centro si prosegue verso la frazione di Dolonne e da lì si prende il sentiero che conduce all'alpeggio di Arpettaz fino a raggiungere il sentiero che porta al Col Arp (2571 m). Bosco, prati, pascoli e roccia. Tutto il dislivello positivo si fa nelle prime ore dell'escursione, perché dal Col Arp "è tutta discesa". Sono 8 km di salita che danno l'accesso all'Alta Via n°2 verso la bassa valle. Molti saranno i tifosi che saliranno qui per vedere la grande massa dei 660 partenti che sfileranno uno per uno e sarà l'occasione per scattare fantastiche fotografie. La partenza è prevista per le 10 del mattino di domenica 7 settembre. Una volta raggiunto il culmine, atleti e escursionisti cominciano la discesa lungo il vallone di Youlaz e poi fino a La Thuile (1435 m), da dove partono le indicazioni Alta Via 2. Passeggiando in quota, la vista sul Bianco è impagabile. L'ultimo tratto prima del paese di LaThuile è addirittura asfaltato e quindi più agevole. E alla fine della giornata si può tornare alla partenza con i mezzi pubblici, facendo nell'eventualità anche una sosta strategica alle Terme di Prè, giusto sulla strada, per un idromassaggio ristoratore.

Credits: Enrico Romanzi

Una gara di 330 km di lunghezza. 24mila metri di dislivello positivo, quanto tutto un Giro d’Italia e oltre. Dal 7 al 14 settembre si corre (a piedi) il Tor des Geants, la più lunga corsa in montagna di sempre. Interamente in Valle d’Aosta, lungo le Alte Vie della regione che toccano tutte le cime su entrambi i versanti orografici della Dora Baltea. Pensare di provarci, per un runner  “di città” abituato a fare le 10K al parco, è assolutamente inappropriato. Però l’escursionista della domenica può seguire i tratti più emozionanti della gara, oppure, nei giorni precedenti, fare a piedi parte del tracciato per immaginare le sensazioni degli atleti che li correranno.

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