Trekking sul lago di Como: il Sentiero del Viandante

La primavera è la stagione migliore per approcciare il Sentiero del Viandante, un itinerario di 45 chilometri che costeggia il versante orientale del Lario, più comunemente noto come lago di Como.

Si tratta di un’antica via commerciale di terra, forse di origine romana, che collegava Lecco e Colico aprendo le porte della Valtellina a pellegrini e viaggiatori provenienti dal milanese. In realtà la denominazione attuale è stata introdotta solo nel 1992 dall’Azienda di Promozione Turistica del Lecchese, che lo ha rimesso a nuovo per uso escursionistico, riprendendo una dizione in uso nell’Ottocento.

Sebbene gli amanti delle sfide potrebbero cimentarsi in una tirata di un paio di giorni, il Sentiero del Viandante è da percorrere preferibilmente in 3-4 comode tappe, che consentono di dedicare del tempo anche ai siti storici che si incontrano lungo il cammino. L’itinerario incrocia in diversi punti la linea ferroviaria Lecco-Colico, per cui è possibile completare un tratto prestabilito e poi tornare al punto di partenza per mezzo dei treni locali, che fermano in tutte le stazioni e passano con ritmo regolare (ci sono anche treni diretti della linea Milano-Lecco-Colico-Sondrio, ma non fermano ovunque).

Chi viene da fuori può fissare il “campo base” in uno dei tanti alberghetti o bed and breakfast presenti nei centri abitati, oppure piantare la tenda in uno dei campeggi disponibili nella zona.

La gestione del percorso è personalizzabile in base al proprio grado di allenamento: ad esempio, il portale della provincia di Lecco spezza il tragitto in 6 frazioni (qui trovate il documento ufficiale). In generale si parte dal comune di Abbadia Lariana, nelle adiacenze della chiesa di San Martino, e si finisce a Piantedo, dove si trova il santuario delta Madonna di Val Pozzo.

Tenendo fede al piano di battaglia sposato dalla maggior parte degli escursionisti, il Sentiero del Viandante può essere così suddiviso: Abbadia Lariana-Lierna, Lierna-Varenna, Varenna-Dervio e Dervio-Piantedo. Si viaggia mediamente tra i 300 e i 400 metri s.l.m., anche se nella seconda e nella quarta tappa si raggiungono dei dislivelli maggiori, rispettivamente oltre i 700 e i 600 metri. Il particolar modo, il tratto Lierna-Varenna è quello che richiede le gambe più allenate, ma nel complesso siamo di fronte a un itinerario adatto a tutti, famiglie incluse.

Lungo i 45 chilometri di tracciato si alternano mulattiere, sterrati, sentieri di montagna, vie in cemento e strade asfaltate. I suggestivi scorci sul lago (imperdibile quello dal Piano di San Pietro), le fioriture primaverili (o in alternativa i rosso-bruni autunnali), i corsi d’acqua (il Fiumelatte o il torrente Esino) e le cascate (l’orrido di Bellano) rappresentano solo una parte di ciò che può offrire l’escursione. Il Sentiero del Viandante, infatti, si snoda attraverso borghi dal sapore antico, dove si incontrano ville, chiese, giardini e altre bellezze architettoniche, come il castello di Vezio che sovrasta Varenna.

L’unica pecca, che trova riscontro nelle testimonianze di svariati gitanti, consiste nel fatto che la segnaletica non è sempre ineccepibile, per cui è necessaria la massima attenzione per non sbagliare strada e accumulare ritardi nella tabella di marcia.

Foto: Luca Casartelli/Flickr

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