L’abisso smeraldo del Montenegro: Tara, il canyon più profondo d’Europa

Attraversare le terre alte per scorgere il gigante d’acqua che divide le montagne e regala un senso di vertigine primordiale ai confini dell’Europa orientale

Canyon di Tara, Montenegro

Poche pieghe della Terra trasmettono la potenza della geologia quanto la ferita millenaria che attraversa il Parco Nazionale del Durmitor. Da queste parti, infatti, la gola del fiume Tara si impone nel panorama geografico mondiale grazie a primati straordinari. Con una profondità che raggiunge i 1.300 metri nel suo punto massimo, questo squarcio occupa il primo posto in Europa per maestosità verticale e il secondo a livello globale, guardando dal basso soltanto il celebre Grand Canyon statunitense.

Spesso celebrata con il soprannome di Lacrima d’Europa per via della purezza cristallina dei flutti, tale via d’acqua scava il calcare per poi creare pareti verticali ricoperte da una vegetazione fitta. Non vi sorprenderà sapere, dunque, che osservando l’abisso si ha l’opportunità di percepire la forza erosiva degli elementi, una danza lenta iniziata ere fa e che prosegue tuttora sotto lo sguardo attento delle aquile reali.

Sentieri verticali verso il belvedere di Ćurevac

Il Canyon di Tara possiede alcuni sentieri grazie a cui aggiungere degli affascinanti punti panoramici. Per i migliori belvedere ci vogliono sia un po’ di sforzo fisico che una buona dose di determinazione. Il trekking più simbolico parte dai dintorni della cittadina di Žabljak, il centro abitato più alto dei Balcani.

Profondità Canyon di Tara, Montenegro

Il percorso verso la cima del monte Ćurevac rappresenta la sfida più indicata per chi desidera un contatto diretto con la natura cruda. La traccia si snoda attraverso boschi di conifere e prati alpini, guadagnando quota costantemente.

Il fondo del tracciato alterna tratti terrosi a rocce affioranti che richiedono calzature tecniche per mantenere stabilità. Man mano che l’ascesa procede, l’aria diventa più frizzante e carica del profumo di resina. La salita impegna i muscoli ma ripaga la fatica quando la boscaglia si dirada improvvisamente. Davanti agli occhi si spalanca il vuoto totale, mentre dal bordo della scogliera il nastro turchese appare minuscolo, quasi un filo di seta.

L’ingegneria che sfida il vuoto sul Ponte di Đurđevića

Un altro modo per vivere l’immensità di questa gola consiste nel visitare il Ponte di Đurđevića, un capolavoro architettonico costruito poco prima del secondo conflitto mondiale. Si tratta di una struttura composta da cinque arcate monumentali che svetta a 172 metri sopra il livello della corrente. Percorrere la campata centrale regala una prospettiva ravvicinata sulla potenza del canyon. Le campate bianche si stagliano contro il verde smeraldo della valle, mettendo di scena un contrasto cromatico quasi magico.

Ponte di Đurđevića, Montenegro

La storia del ponte è intrisa di eroismo e sacrificio: durante l’occupazione nemica, uno degli ingegneri che lo progettò contribuì a distruggerne una parte per bloccare l’avanzata delle truppe, pagando poi con la vita questa scelta. È quindi un legame profondo quello tra la gente del posto e il manufatto, che aggiunge uno strato di fascino storico a una bellezza naturalistica già travolgente di suo.

La purezza fluida tra rapide e leggende

Scendere a livello della riva del Canyon di Tara cambia completamente la percezione dell’ambiente. L’acqua scorre fresca, potabile lungo quasi tutto il corso, mantenendo una temperatura costante che difficilmente supera i 10 gradi. Le sponde, tra le altre cose, ospitano grotte nascoste e piccole cascate laterali che si gettano nel letto principale.

Fiume Tara, Montenegro

Questo ecosistema protetto dall’UNESCO conserva una fauna rara, fattore che rende l’esperienza un vero ritorno alle origini del mondo: qualsiasi sasso levigato e ogni ansa del fiume narra di un isolamento geografico che ha preservato intatta l’anima selvaggia del Montenegro.

Foto Canva

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