Zacinto è l’isola greca con due anime: una finisce su Instagram ogni giorno, l’altra quasi nessuno la cerca

Ugo Foscolo la chiamò "petrosa Zacinto" e le dedicò uno dei sonetti più belli della letteratura italiana. Oggi l'isola è nota soprattutto per la spiaggia del Naufragio — quella con il relitto arrugginito incastonato tra scogliere bianche e mare turchese, fotografata milioni di volte.

Ma Zacinto è anche il principale santuario mediterraneo della tartaruga Caretta caretta, ha un nord selvaggio quasi privo di turisti, villaggi di pietra nell'entroterra e grotte marine che quasi nessuno raggiunge a piedi. Vale la pena cercare entrambe le anime.

Navagio-Beach-Zacinto

Il Fiore di Levante che i Veneziani capirono per primi

I Veneziani dominarono Zacinto (Zante) per quattro secoli e la chiamarono Fiore di Levante. Non era solo retorica commerciale: l’isola è verde, rigogliosa, coperta di ulivi, vigneti e fichi selvatici fino alle scogliere. Produce un vino bianco chiamato Popolaro, coltiva olive da secoli, e conserva nell’architettura del capoluogo una eredità veneziana che il terribile terremoto del 1953 — lo stesso che devastò Cefalonia e Itaca — non è riuscito a cancellare del tutto.zacinto_Porto_Vromi

Ugo Foscolo nacque qui nel 1778 e la chiamò “petrosa Zacinto” nel suo sonetto più famoso. Dionisios Solomos, autore dell’inno nazionale greco, era zantese. Il dato culturale non è un dettaglio da guida turistica: dice qualcosa sul carattere dell’isola, sulla sua doppia identità di terra greca con anima veneziana, di posto che ha sempre avuto qualcosa da raccontare al di là del mare turchese.

La spiaggia del Naufragio: il problema è questo

La Navagio — la spiaggia del Naufragio — è indiscutibilmente bella. Una mezzaluna di sabbia bianchissima incassata tra scogliere calcaree alte duecento metri, con il relitto del cargo MV Panagiotis arrugginito al centro. Le foto non mentono sul paesaggio, ma tacciono su tutto il resto.
In luglio e agosto le barche si accalcano all’imbocco della baia in fila indiana. La spiaggia, che è piccola, si riempie di persone arrivate tutte insieme dallo stesso traghetto. Il tempo a disposizione è quello del tour organizzato — quaranta minuti, un’ora al massimo — poi si riparte.zacinto_Navagio

È ancora bella? Sì. È l’esperienza che immagini? Dipende da quando ci vai.
A maggio o settembre le barche ci sono, ma in numero gestibile. La baia torna a essere ciò che è — uno dei paesaggi più spettacolari del Mediterraneo — invece di un set fotografico con comparse incluse.

Il nord: l’isola che quasi nessuno visita

La parte settentrionale di Zacinto è un’altra isola rispetto al sud. Le strade diventano strette e tortuose, i villaggi si diradano, il paesaggio è aperto e collinare. Volimes, all’estremo nord, è il paese più alto dell’isola: case di pietra, qualche taverna dove si mangia quello che c’è, artigianato locale e una quiete che in agosto sembra impossibile ma esiste davvero.

zacinto-Porto_LimnionasPoco più a nord, a Capo Skinari, c’è il faro bianco sull’estremità dell’isola. Da qui partono le barche per le Grotte Blu — le Blue Caves — una serie di archi e caverne rocciose dove la luce filtra sull’acqua e crea riflessi di un blu cobalto che sembra artificiale. Si visitano in barca, con maschera e pinne, spesso in combinazione con la Navagio. Sono meno note della Grotta Azzurra di Capri e significativamente meno affollate.
Dal faro di Skinari si può anche scendere a piedi alle grotte seguendo il sentiero costiero — opzione quasi ignorata dai tour, che garantisce le stesse acque con zero barche attorno.

Xigia: la spiaggia che puzza di zolfo (ed è meravigliosa)

Xigia è una spiaggia del nord che richiede un piccolo sforzo per essere raggiunta — la strada finisce qualche centinaio di metri prima e si continua a piedi — e che ha una particolarità insolita: sorgenti sulfuree naturali che emergono direttamente dall’acqua, rendendo il mare caldo in certi punti e dal colore leggermente lattiginoso.
L’odore è quello delle terme. Il paesaggio è quello di una caletta rocciosa quasi deserta. Non è per tutti — ma chi la cerca raramente torna deluso.

Le tartarughe Caretta caretta: perché Zacinto è un caso unico

La baia di Laganas, nel sud dell’isola, ospita il Parco Nazionale Marino di Zacinto — il primo parco marino di tutta la Grecia, istituito nel 1999 con un obiettivo preciso: proteggere il principale sito di nidificazione nel Mediterraneo della tartaruga Caretta caretta.zacinto-Porto_Vromi

Ogni estate, tra giugno e agosto, le femmine scelgono le spiagge sabbiose di questa zona — Gerakas, Dafni, Kalamaki — per deporre le uova. La guardia costiera sorveglia le spiagge, i bagnanti rispettano zone di rispetto segnalate, i taxi boat gestiscono gli avvicinamenti con regole precise.
Vedere una tartaruga nuotare vicino alla riva è un’esperienza reale, non pubblicizzata, che capita con una frequenza sorprendente ai mattini presto, quando i turisti sono ancora a fare colazione.
Gerakas
è la spiaggia più controllata e meno caotica dell’area protetta: sabbia dorata, acque basse, accesso regolamentato nelle ore di punta. Non è attrezzata come le spiagge commerciali del nord. È meglio.

Porto Limnionas e Keri: il lato ovest da non ignorare

La costa occidentale di Zacinto è rocciosa, alta, quasi priva di spiagge sabbiose.
Porto Limnionas è un fiordo naturale stretto tra pareti calcaree — l’acqua è di un verde smeraldo che cambia colore con il variare dell’angolo di luce. Ci sono scalette intagliate nella roccia per entrare in mare e una piccola taverna sopra. Non ci sono lettini. Non servono.Mizithres-beach-zacinto

Vicino al Faro di Keri, sull’estremità sudoccidentale, si aprono i faraglioni di Mizithres — due pinnacoli di roccia bianca che emergono dal mare in modo assolutamente improbabile. Il tramonto da qui, con i faraglioni in controluce, è il tipo di scena che giustifica qualsiasi viaggio.
Le Grotte di Keri si raggiungono in barca dal porticciolo di Limni Keri — meno organizzate e affollate di quelle del nord, con pareti rocciose e fondali che valgono lo snorkeling.

Zante città e Bochali: quello che si salta sempre

Il capoluogo — Zante città, o Zacinto — è spesso trattato come punto di transito verso le spiagge. È un errore.
La città ricostruita dopo il 1953 conserva una struttura veneziana riconoscibile: il Castello di Bochali arroccato sulla collina sopra il porto, da cui si vede l’intera baia e, nelle giornate limpide, le coste del Peloponneso e di Cefalonia.
Il lungomare è animato senza essere caotico.zacinto-Mpochali
La chiesa di Agios Dionysios — patrono dell’isola — è il centro della vita religiosa e culturale, con un museo ecclesiastico che poche guide segnalano.
Bochali è il quartiere antico sulla collina, con le sue case di pietra e i taverni affacciati sul porto: è il posto giusto per bere un bicchiere la sera quando il caldo si allenta e le luci della città si specchiano nell’acqua.

Quando andare

Maggio e giugno sono i mesi migliori senza eccezioni: spiagge quasi vuote, prezzi bassi, tartarughe già presenti nell’area marina, Navagio visitabile senza code. Il mare è già balneabile — la temperatura ionica sale presto.

Settembre è la seconda scelta ideale: mare al massimo termico dell’anno, folla dimezzata rispetto ad agosto, prezzi in discesa decisa. Le taverne sono ancora aperte, i traghetti funzionano, l’isola è ancora viva.

Luglio e agosto portano il turismo giovanile di Laganas, le code per la Navagio, i prezzi al picco. Non è impossibile godersi Zacinto in questo periodo — l’isola è abbastanza grande da trovare sempre un angolo tranquillo — ma richiede più pianificazione e più auto.

Info pratiche

Come arrivare
Voli diretti stagionali dall’Italia sull’aeroporto di Zante (ZTH) da Milano, Roma, Bologna, Napoli, Bari e Bergamo. È l’opzione più comoda. In alternativa traghetto da Kilini, sul Peloponneso — traversata di un’ora e mezza, utile per chi viene via terra o vuole combinare più isole con l’auto.

Come muoversi
L’auto è indispensabile. Zacinto è grande — 406 km², nove volte Ischia — e le spiagge migliori del nord e dell’ovest sono irraggiungibili senza mezzo proprio. I noleggi si trovano ovunque: prenotare in anticipo in luglio e agosto.zacinto-spiagge

Dove dormire
La zona di Vasilikos, nel sud-est, è la più tranquilla e vicina alle spiagge protette delle tartarughe. Tsilivi nel nord-est è più turistica ma ben posizionata. Bochali e il centro di Zante città sono ideali per chi vuole evitare le zone da movida e preferisce uscire la sera senza rientrare in auto.

Cosa non fare
Avvicinarsi alle tartarughe in acqua o disturbarle sulle spiagge di nidificazione. Le regole del Parco Marino sono serie, la guardia costiera controlla, e le tartarughe se ne vanno se disturbate — con conseguenze per l’intera colonia.

Foto MarketingGreece

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