Molise in bicicletta: tour di 3 giorni dal mare al parco regionale del Matese

Molise in bicicletta

Alla scoperta del Molise in bicicletta in tour di 3 giorni dal mare al parco regionale del Matese. E chi l’ha detto che il Molise non esiste? È uno dei detti più popolari d’Italia, rivolto a una regione che fa parlare poco di sé e molti non conoscono, quanto meno dal punto di vista turistico. Proprio per rispondere a questa domanda ho deciso di girare in lungo e in largo il Molise in bicicletta, per scoprire cosa nasconde questa regione italiana e svelarne i suoi misteri e le sue bellezze naturali, che sono davvero tante. E rispondere con la realtà al grande quesito. Sono partita da Termoli, cittadina affacciata sul mare, famosa per il suo centro storico e per i suoi trabucchi, per raggiungere in 3 tappe l’entroterra, aspro e scosceso, fino alle montagne del parco regionale del Matese che separano il Molise dalla Campania, che si infittiscono di boschi e vegetazione. In tutto ho diviso il viaggio in tre giorni, che però possono diventare molti di più si ci si vuole fermare più a lungo per scoprire i tanti paesini nascosti e arroccati tra le montagne. Un unico consiglio prima di iniziare il viaggio: le salite in Molise sono davvero toste, soprattutto nella parte che va da Campobasso al mare, dato che ci sono pochissimi tornanti e pendenze davvero importanti. Anche l’escursione termica da valle alla cima è importante, cambiando di diversi gradi. Dotatevi quindi di una buona bici, meglio se gravel o mtb perché non tutte le strade sono asfaltate, e di un buon equipaggiamento tecnico.

 

Prima tappa del tour del Molise in bicicletta: da Termoli a Guardialfiera
È una tratta semplice, di circa 50 km se si evita la statale, ma non senza salita. Anzi, se si evita la statale e si passa per Portocannone, San Martino in Pensilis e Larino come ho fatto io, le salite sono davvero tante e per percorrere i 50km con bikepacking al seguito si impiega diverse ore. Si parte dalla città per attraversare subito colline importanti che racchiudono paesini arroccati semi abbandonati,che custodiscono come uno scrigno le loro bellezze.
Termoli è una graziosa cittadina affacciata sul mare. Brilla per il suo centro storico, circondato da mura e sovrastato dal famoso castello Svevo, sotto al quale sorgono gli altrettanto famosi trabucchi, casette di legno costruite dai pescatori con un pontile e un bilancione per pescare finale. Tutto è molto pittoresco: le case sono colorate di color pastello, i fiori circondano muri e scale, i vicoli stretti (si dice che sia proprio qui il vicolo più stretto del mondo) e le signore che si affacciano alla porta per osservare i visitatori. Tutto ha un sapore autentico, di Italia anni Cinquanta, con un lungo mare con alcuni stabilimenti abbandonati che rendono l’atmosfera decadente, ma anche molte strutture turistiche all’avanguardia e ristoranti dove leccarsi i baffi assaggiando i piatti tipici molisani (dalla caponata alla stracciatella, dal pesce fresco appena pescato ai salumi).

Molise in bicicletta - Prima Tappa

Ecco alcuni consigli. Per mangiare, non perdetevi la cucina tipica della trattoria Nonna Maria, affacciata nella via principale che porta al centro storico e al mare. Per dormire, potete trovare grande design, eleganza e gentilezza al B&b Futura Rooms, gestito da Francesca, una ragazza di 24 anni che ha deciso di ristrutturare camere meravigliose nel centro storico e gestirle per i turisti. Ricche colazioni e un cortile per ospitare le bici in tutta sicurezza vi attendono.
Da Termoli in poi il panorama è selvaggio. Il colore predominante è il giallo dei campi e della roccia, alternato al grigio degli edifici delle case medievali ancora presenti nei piccoli paesi in cima alle montagne. Scordatevi le salite dolci dei tornanti: qui le strade sono tutte dritte. A San Martino in Pensilis non perdetevi la cattedrale, mentre a Larino il famoso anfiteatro romano.
Per raggiungere poi Guardialfiera si è obbligati a prendere un tratto di statale che passa proprio sopra al grande lago artificiale, un tratto molto suggestivo ma ahimè pieno di semafori perché è in ristrutturazione da due anni (ne servirà un altro per completare l’opera). Infine, come un faro in cima alla vetta comparirà il paese di Guardialfiera: una vera perla preziosa, con al centro la cattedrale appena ristrutturata. Un paesino di pietra bianca che sovrasta il lago (da dove sbucano i resti di un ponte romano) e regala un panorama mozzafiato. Una sola precisazione: non esistono ristoranti in centro città, quindi se siete in bici munitevi di cibo per la sera perché è sconsigliato viaggiare con il buio dato che è pieno di cinghiali. Vi consiglio di alloggiare al B&b Il Belvedere, che è proprio di fronte alla cattedrale e vi regala un’infinity pool con vista sulle incantevoli montagne. Carmen, che gestisce la struttura famigliare, è di una gentilezza squisita.

 

Seconda tappa del tour del Molise in bicicletta: da Guardialfiera a Campobasso
È la tappa più dura in fatto di salita, soprattutto se si passa per Civitacampomarano, una cittadina che vi consiglio di non perdere in quanto capitale della street art. Anche in questo caso il tragitto è di circa 50 km, si tratta di circa 4 ore di viaggio dato le pendenze impegnative. Ma pedalare tra i boschi, i mulini e i paesini incantati ripagherà di ogni fatica. Da Guardialfiera, quindi, puntate verso Civitacampomarano, una perla di rara bellezza. È un paesino abbarbicato sulle montagne, sovrastato da un meraviglioso castello, ma con pochissimi abitanti, per lo più anziani. Stava scomparendo per sempre, quando l’arte è intervenuta a salvarlo: qui ogni anno si organizza il festival della streetart. Decine di artisti da tutta Italia si danno appuntamento per colorare i muri delle case con le loro opere d’arte e colorare pure la vita della città, che è tornata a risplendere e ad attirare centinaia di turisti curiosi.
Da qui scendete verso Lucito e fermatevi ad ammirare le Gole di Morgia Schiavone, un paesaggio naturale incantevole creato dalle rocce scavate dal fiume Biferno. Infine prendete la statale e puntate verso Campobasso, percorrendo una salita non ripida, ma davvero lunga che ricorderete per un po’.
Arrivati a Campobasso inizia la meraviglia: è una cittadina costruita tra salite e discese, scalinate e vicoli antichi, che portano alla cima più alta, dove si trova il Castello Monforte. Perdetevi nel centro storico e osservate le tante chiese sparse tra i gradini che portano al lungo viale alberato dedicato ai caduti della prima guerra mondiale. Ma non perdetevi nemmeno i dintorni di Campobasso, con i suoi vigneti di Tintilia, vitigno autoctono della zona, e i paesini caratteristici con i campanili che svettano dalle montagne, come Ferrazzano. State sempre attenti ai rifornimenti di cibo e acqua: spesso è sempre tutto chiuso.

Molise in bicicletta - Seconda tappa

Un consiglio su dove mangiare e alloggiare? Provate assolutamente il ristorante Monticelli, incastonato in una grotta e vincitore della sfida televisiva “Quattro ristoranti”, e ordinate qualsiasi piatto a base di tartufo. Per dormire, se preferite un moderno e accogliente appartamento in pieno centro, con tanto di terrazza affacciata sulla cattedrale e idromassaggio in camera, non perdete il B&B La Terrazza. La colazione è super e gli spazi ampissimi, anche per le biciclette, essendo in pieno centro. Se invece preferite il servizio all in, provate il comodo Grand Hotel Rinascimento, un po’ decentrato, ma ampio e con ottimo ristorante annesso.

Terza tappa del tour del Molise in bicicletta: da Campobasso a Castelpetroso
Non si può visitare il Molise e perdersi la più grande delle sue meraviglie: il parco regionale del Matese, condiviso con la Campania. Ogni paesino che sorge su queste montagne è una vera meraviglia. Puntate quindi verso Castelpetroso passando prima per Guardiaregia e non perdetevi il suo Canyon, poi per Roccamandolfi, con il ponte Tibetano e i resti del castello, e infine passate per le cascate di Cariponone. La natura selvaggia vi conquisterà. Le salite sono importanti, ma in questo caso tornano ad esistere i tornanti, rendendo tutto più pedalabile e fattibile.
Infine prima di arrivare a Castelpetroso, un piccolo paesino in cima a una montagna, passate per il suo famoso santuario dedicato alla Madonna Addolorata. Si tratta di una struttura che sembra un castello da fiaba, in stile gotico, che rende il panorama incantato, dedicato alla Madonna che proprio qui nel 1888 apparve a due contadine.

Molise in bicicletta - Terza Tappa

Per dormire non perdetevi l’atmosfera da coccola e la gentilezza del B&F Castelpetroso, vi accoglierà offrendovi anche dei piatti caldi e una colazione indimenticabile affacciato su un panorama da cartolina. Da non sottovalutare anche la TV effetto cinema nelle serate più fredde.

Rispondo quindi infine alla domanda: “Il Molise non esiste?”

Il Molise esiste. O meglio, resiste, essendo stato messo un po’ in disparte dal turismo di massa e dagli itinerari più blasonati. Ma al termine di questo tour del Molise in bicicletta sono sicura che ha tantissimo da offrire e piano piano sta trovando le risorse, grazie ai piccoli B&B e ai ristoratori che hanno voglia di mettersi in gioco, per presentarsi al grande pubblico, unitamente alla gentilezza squisita del suo popolo che resiste un po’ come tutti noi in questo 2020 che ci sta mettendo a dura prova, ma non ci spezzerà.

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