La Grecia che i Greci si tengono per sé: Evia è grande, diversa e perfetta per l’estate 2026

È la seconda isola più grande della Grecia dopo Creta, si raggiunge in auto da Atene e quasi nessun turista straniero la conosce. Evia è l'isola che i greci si tengono per sé — e per l'estate 2026 è la scelta più intelligente per chi vuole tempo, silenzio e mare vero.

Evia, l'isoletta di Petalioi

Evia, o Eubea, è un bel paradosso. È la seconda isola più grande della Grecia dopo Creta — 3.600 chilometri quadrati di montagne, foreste, terme, spiagge selvagge e borghi dimenticati. Eppure è così vicina alla terraferma da non sembrare nemmeno un’isola: il ponte che la collega a Calcide, il capoluogo, è lungo meno di settecento metri.

Gli ateniesi lo sanno da sempre. Vengono qui il fine settimana in auto, d’estate e d’inverno, con la stessa naturalezza con cui un milanese va al lago di Como. I turisti stranieri, quasi mai. Il risultato è un’isola enorme e quasi intatta — spiagge senza ombrelloni a pagamento, taverne con i prezzi di venti anni fa, strade tortuose che portano a calette dove sei praticamente solo.
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Un’isola che cambia faccia ogni cento chilometri

Diversa dalle isole delle Cicladi come Paros e da quelle del Dodecaneso come Kos, Evia è così grande da contenere paesaggi completamente diversi. La costa occidentale è più bassa, più verde, costellata di piccole località balneari tranquille. La costa orientale è alta, rocciosa, con calette inaccessibili e spiagge solitarie raggiungibili solo dopo chilometri di sterrato.

Il nord è montagnoso e lussureggiante — vigneti, capre selvatiche, sorgenti termali, boschi di abeti. Il centro è la parte più fertile, con uliveti e campi coltivati. Il sud diventa più arido, brullo, ventoso — il Meltemi soffia forte in luglio e agosto — con un paesaggio che ricorda le Cicladi più che le Sporadi.
Percorrere Evia da nord a sud in auto richiede cinque ore e mezza. È un viaggio nel viaggio — e uno dei road trip più belli della Grecia.

Edipsos: le terme dove fecero il bagno Marco Aurelio, Onassis e Greta Garbo

Nel nord dell’isola, affacciata sul Canale dell’Evia, Edipsos — o Loutra Edipsou — è una delle stazioni termali più antiche e famose della Grecia. Le sue acque calde curative erano già celebrate nell’antichità da filosofi e poeti. Marco Aurelio le usò. Aristotele le citò. Nei tempi moderni ci venivano Onassis e Greta Garbo.

Oggi Edipsos ha oltre ottanta sorgenti termali, alcune direttamente sulla riva del mare — si fa il bagno nell’acqua calda mentre le onde del Canale arrivano a pochi metri. Non è un resort di lusso: è una città vera, con alberghi termali di ogni categoria, taverne sul lungomare e un ritmo lento che non ha bisogno di essere cercato. È già lì.

Le Lichadonisia: le Seychelles della Grecia

Al largo della costa nord, vicino al porticciolo di Agios Georgios, c’è un arcipelago di piccole isole quasi deserte — le Lichadonisia. Sabbia bianca sottilissima, acque turchesi, nessun servizio, nessuna folla. I greci le chiamano le “Seychelles della Grecia”, e non esagerano.

Si raggiungono in barca con escursioni giornaliere dal porto vicino. Vale la pena organizzarsi: è uno di quei posti che non dimentichi, soprattutto se ci arrivi fuori agosto quando sei praticamente solo.

Le spiagge: selvagge, diverse, quasi sempre vuote

Evia ha oltre centoventi spiagge censite solo nella parte sud — e la maggior parte sono quasi deserte.
Agios Dimitrios, nel sud, è raggiungibile con una strada tortuosa tra le montagne: ciottoli scuri, acqua smeraldo, falesie verticali alle spalle. D’estate ci si accampano i giovani greci per qualche notte.
Alle spalle scende un torrente con cascate e laghetti naturali — si fa il bagno nell’acqua dolce tra idromassaggi naturali e viste sull’Egeo.

Korasida, sulla costa est, è chiamata “la spiaggia di zucchero” per i ciottoli bianchi che si tuffano in un mare turchese circondato da vegetazione selvaggia. Kalamos, sulla costa orientale, è ideale per lo snorkeling — grotte e cunicoli sommersi, fondale pulito, quasi nessun turista straniero.
Pefki è lunga quattro chilometri, ampia, con stabilimenti balneari che mettono i lettini gratis e fanno pagare solo la consumazione.

Calcide e il fenomeno di Euripo

Calcide, il capoluogo, non è una città turistica nel senso classico — è una città vera, con mercati, negozi, vita reale. Vale una passeggiata serale sul lungomare e una sosta al Canale di Euripo, uno dei fenomeni naturali più misteriosi della Grecia: la corrente cambia direzione fino a dodici volte al giorno, per ragioni che gli scienziati hanno spiegato solo in parte. Si dice che Aristotele sia morto di frustrazione per non riuscire a capirlo.

Eretria, poco a sud, è il sito di una delle città-stato più potenti dell’antica Grecia — citata da Omero nell’Iliade. Le sue rovine includono un teatro antico, il tempio di Apollo e la tomba di Eros. Il museo archeologico locale custodisce reperti di altissimo livello.

Info pratiche

Come arrivare

Evia non ha un aeroporto internazionale. Il modo più comodo è volare su Atene e raggiungere Calcide in auto o bus — circa un’ora e mezza dall’aeroporto di Atene. Dal ponte di Calcide si entra sull’isola in pochi minuti. In alternativa, traghetti dal porto di Rafina per Marmari e Karystos nel sud, o da Arkitsa per Edipsos nel nord.

Quando andare

Giugno e settembre per clima ideale e spiagge praticabili senza folla. Luglio e agosto vivaci ma mai sovraffollati — Evia è così grande da assorbire i turisti senza problemi. Primavera per trekking e natura. Inverno per le terme di Edipsos, aperte tutto l’anno.

Come muoversi

Auto — senza alternative per chi vuole esplorare davvero l’isola. I bus coprono i centri principali ma non le zone remote. Con l’auto si percorre tutta l’isola in un road trip da nord a sud che vale da solo il viaggio.

Quanto si spende

Sensibilmente meno di qualsiasi isola greca turistica. I prezzi sono quelli del turismo locale — non da resort internazionale.

Foto MarketingGreece

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