Un arcipelago diverso da tutto il resto
Le Isole Ionie non assomigliano a niente di quello che si immagina quando si pensa alla Grecia. Non alle Cicladi, non al Dodecaneso.
Niente case bianche sui dirupi, niente vento secco del Meltemi, niente paesaggi lunari. Qui la vegetazione è fitta, le colline sono coperte di olivi e cipressi, e le città hanno loggiati, campanili e piazze che sembrano usciti da un catalogo del Veneto del Settecento.
Il motivo è storico: le Isole Ionie sono state l’unica parte della Grecia a non cadere mai sotto il dominio ottomano. Per quattro secoli — dal 1204 al 1797 — appartennero alla Repubblica di Venezia, e quella parentesi ha lasciato un segno architettonico, linguistico e gastronomico che ancora oggi le distingue da tutto il resto dell’arcipelago greco.
Sono sette le isole maggiori, tradizionalmente chiamate Eptaneso: da nord a sud, Corfù, Paxos, Lefkada, Itaca, Cefalonia, Zante e Kythira. A queste si aggiungono Antipaxos, Meganisi, e le remote isole Diapontie — Erikoussa, Mathraki, Othoni — all’estremo confine occidentale della Grecia.
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Corfù: la più cosmopolita, con qualcosa che quasi nessuno va a cercare
Corfù è l’isola più visitata e la più popolosa — 104.000 abitanti contro i 3.000 di Itaca. Ha un aeroporto internazionale, hotel di ogni categoria, spiagge per tutti i gusti. È anche, però, l’isola con il centro storico più bello dell’arcipelago.
La Città Vecchia di Corfù — Kerkyra — è patrimonio UNESCO: vicoli stretti, palazzi color pastello, due fortezze veneziane e la Spianada, una delle piazze più grandi d’Europa. Se si esclude la fascia costiera settentrionale — densa di resort e turismo da pacchetto — l’interno dell’isola è verde, tranquillo e percorribile con una macchina a noleggio senza fare la coda.
La spiaggia da non perdere è Paleokastritsa, con le sue baie sovrapposte e il monastero sul promontorio. Quelle da evitare in luglio e agosto sono tutte quelle che compaiono nelle prime pagine di Google.
Perfetta per chi cerca cultura, buona cucina, varietà di spiagge e comodità logistica.
Leggi: Corfù: cosa vedere oltre le spiagge più famose
Cefalonia: la più selvaggia e spettacolare
Cefalonia è la più grande delle Ionie e quella con il paesaggio più drammatico. Le montagne arrivano a 1.628 metri con il Monte Eno, coperto di abeti neri endemici — la Abies cephalonica — che non crescono da nessun’altra parte al mondo.
Myrtos è la spiaggia più fotografata dell’arcipelago: una falce di ciottoli bianchi tra due scogliere verticali, con un’acqua che cambia colore a ogni metro. Il Lago di Melissani — una grotta carsica con un lago sotterraneo illuminato da un foro nel soffitto — è uno dei luoghi più particolari di tutta la Grecia.
La cucina locale merita attenzione: il vino Robola, prodotto solo qui, è uno dei bianchi greci più interessanti. La kreatopita — torta di carne speziata — è il piatto che distingue Cefalonia da ogni altra isola ionica.
Perfetta per chi vuole natura spettacolare, paesaggi montani, spiagge di alto livello e una gastronomia con carattere.
Leggi: Cefalonia: Myrtos, il lago sotterraneo e la storia italiana
Lefkada: l’isola raggiungibile in auto, con le spiagge più belle
Lefkada è tecnicamente un’isola, ma è collegata alla terraferma greca da un ponte levatoio. Questo significa che si raggiunge in auto da Atene in meno di quattro ore — o che ci si può arrivare con il traghetto dalla costa, imbarcare la macchina e girare tutta l’isola senza dipendere dai bus locali.
La costa ovest è quella che ha reso Lefkada famosa: Porto Katsiki ed Egremni sono regolarmente nelle classifiche delle spiagge più belle d’Europa, con scogliere bianche a picco sul mare e un’acqua che vira dal verde smeraldo al blu cobalto. La costa sud è invece il paradiso del kitesurf e del windsurf — il vento qui è costante e prevedibile.
L’interno è collinare e poco esplorato: villaggi di pietra, frantoi, sentieri tra oliveti. Quasi nessuno ci va.
Perfetta per chi vuole spiagge spettacolari, libertà di movimento con l’auto e sport acquatici.
Leggi: Lefkada: Porto Katsiki, Egremni e tutto quello che rende quest’isola la più bella delle Ionie
Itaca: l’isola di Ulisse, che ha mantenuto la promessa
Itaca è piccola — 96 km², poco più di 3.000 abitanti — e non ha spiagge di sabbia. Ha invece qualcosa di raro: un’atmosfera che non si è lasciata modificare dal turismo.
Il porto di Vathy è tra i più belli dell’arcipelago — una baia profondamente incisa nella roccia, con case colorate che scendono fino all’acqua e taverne dove si mangia pesce appena pescato senza lista d’attesa. L’interno è una rete di sentieri tra uliveti, monasteri e rovine che nessuno ha ancora organizzato in un itinerario da vendere.
Itaca si raggiunge in traghetto da Cefalonia in venti minuti. È il posto giusto per chi vuole staccare davvero, accetta che il mare sia di ciottoli e non pretende che tutto funzioni come a casa.
Perfetta per chi cerca tranquillità autentica, camminate nell’entroterra e nessun beach club a distanza ravvicinata.
Leggi: Foreste, silenzio, mistero e storia: Itaca è l’isola greca del mito dove trovi stranamente poca gente
Paxos e Antipaxos: il gioiello che si paga
Paxos misura 25 km² e ha tre villaggi: Gaios, Loggos e Lakka. Case neoclassiche color pastello, ulivi pluricentenari che coprono quasi tutta la superficie dell’isola, grotte marine sulla costa occidentale. Niente spiagge di sabbia — solo ciottoli e acqua trasparente.
Il problema è che Paxos lo sanno in molti, e i prezzi lo rispecchiano: è una delle isole più care dell’arcipelago, anche fuori stagione. La soluzione è Antipaxos — raggiungibile in barca da Gaios in venti minuti — dove le spiagge di Vrika e Voutoumi hanno sabbia bianca e un’acqua che in molti paragonano ai Caraibi, con la differenza che si torna a dormire su un’isola greca vera.
Perfetta per chi ha budget adeguato, cerca esclusività senza ostentazione e vuole combinare barca, grotte e mare cristallino.
Kythira: la più remota, la meno capita
Kythira — o Cerigo, come la chiamano i documenti veneziani — sta da sola, geograficamente staccata dal resto dell’arcipelago, sotto il Peloponneso. Questa posizione l’ha tenuta ai margini del turismo organizzato, e questo è esattamente il suo punto di forza.
Il paesaggio non assomiglia alle altre Ionie: più brullo, con un’architettura che ricorda le Cicladi, cascate nell’entroterra (Mylopotamos), un villaggio fantasma abbandonato (Paleochora) e un castello veneziano sul promontorio. La leggenda la vuole come il luogo di nascita di Afrodite.
Si raggiunge in aereo da Atene o in traghetto da Neapoli, nel Peloponneso. Non è comoda. È esattamente per questo che vale.
Perfetta per chi vuole un’isola greca vera, senza infrastrutture turistiche elaborate, disposto a organizzarsi in autonomia.
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Zante: la spiaggia più fotografata del Mediterraneo — e un’isola che è molto di più
Zante — o Zacinto, come la chiamava Ugo Foscolo che qui nacque nel 1778 — ha una reputazione ambivalente. La zona di Laganas ha ceduto al turismo da movida. Ma il resto dell’isola è un’altra cosa.
Navagio, la spiaggia del relitto accessibile solo in barca (foto), è tra le più fotografate del Mediterraneo: una carcassa arrugginita di nave su sabbia bianca circondata da scogliere verticali. La penisola di Vasilikos, a sud-est, ospita le spiagge protette dove la tartaruga Caretta caretta deposita le uova — area marina soggetta a regole rigide che funzionano: la colonia è stabile.
Il capoluogo, ricostruito dopo il terremoto del 1953 sulle linee veneziane originali, conserva il Castello di Bochali sulla collina e un lungomare che si anima la sera senza diventare mai caotico. I Veneziani la chiamavano “Fiore di Levante” — non era solo retorica.
Perfetta per chi vuole l’isola iconica con la spiaggia da copertina, natura protetta e una città con carattere. Da evitare se cerchi silenzio in agosto: Laganas è un universo a sé.
Leggi: Zante: la spiaggia più fotografata del Mediterraneo, e il resto che quasi nessuno vede
Quale isola fa per te?
Se cerchi cultura e varietà → Corfù
Se cerchi paesaggi spettacolari e gastronomia → Cefalonia
Se cerchi spiagge da classifica e libertà con l’auto → Lefkada
Se cerchi autenticità e silenzio → Itaca
Se cerchi esclusività e mare cristallino → Paxos + Antipaxos
Se cerchi isolamento vero e nessun turista organizzato → Kythira
Come arrivare e muoversi
Le Isole Ionie sono le più vicine all’Italia tra tutte le destinazioni greche. In aereo: voli diretti da tutti i principali aeroporti italiani per Corfù, Cefalonia, Zante e Preveza (per Lefkada).
In traghetto: partenze da Venezia, Ancona, Bari e Brindisi. Bari-Corfù è circa 8 ore, Brindisi-Corfù circa 6. Da Igoumenitsa o Patrasso si diramano i collegamenti verso le altre isole.
Le isole sono collegate tra loro — Cefalonia-Itaca dura venti minuti, Corfù-Paxos un’ora e mezza. Il sito ferryhopper.com è lo strumento migliore per pianificare le connessioni inter-insulari.
Quando andare: giugno e settembre sono i mesi migliori — meno folla, prezzi più bassi, mare ancora caldo. Luglio e agosto funzionano per chi vuole animazione, meno per chi cerca tranquillità.
Foto MarketingGreece, Canva
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Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor – tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.
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