Castelli, mulini, vigneti e borghi dai passaggi segreti a un’ora da Milano: l’Alta Val Tidone è da vedere in questi weekend

L'Alta Val Tidone è l'ultima valle dell'Emilia-Romagna prima della Lombardia e del Piemonte. Ha castelli su ogni collina, vigneti a perdita d'occhio, un lago artificiale del 1928 e strade che non compaiono negli itinerari di nessuno. È a novanta minuti da Milano

 

Il torrente Tidone nasce alle pendici del Monte Penice — quota 1460 metri, sul confine tra l’Appennino piacentino e l’Oltrepò Pavese — e scende verso nord attraverso colline coperte di vigneti fino alla pianura del Po. La valle che percorre è larga, morbida, punteggiata di torri e castelli medievali che si vedono da lontano sul profilo delle colline. Si chiama Val Tidone, e praticamente nessun turista straniero sa dove si trova.

I milanesi, invece, lo sanno. È a novanta minuti dal capoluogo, e da decenni ci vengono per il fine settimana — vino, cibo, colline, silenzio. Il segreto è rimasto tale perché la valle non ha mai cercato di vendersi ai grandi circuiti del turismo italiano. Risultato: è ancora intera.

La Rocca d’Olgisio: la fortezza che non è mai caduta

Il castello più importante della valle si vede già da lontano. La Rocca d’Olgisio è arroccata su uno sperone roccioso tra i torrenti Tidone e Chiarone, a strapiombo su tre lati, con le mura che seguono il profilo naturale della roccia come se fossero cresciute insieme. Dalla cima, nelle giornate limpide di primavera, si vede il Monte Rosa.val-tidone

Le origini sono longobarde, ma la struttura attuale è medievale — un intreccio di torri, rivellini, cortili interni e camminamenti di ronda che racconta secoli di assedi mai riusciti. Intorno alla rocca sono state scoperte grotte abitate fin dall’età protostorica: questo sperone di roccia è stato un punto di controllo del territorio per almeno tremila anni. Apre per visite guidate da marzo a ottobre nei giorni festivi e prefestivi. Vale la deviazione.

Caminata: il borgo con i passaggi segreti murati

Qualche chilometro più su nella valle, il piccolo borgo di Caminata porta nel nome la sua storia più curiosa. Il toponimo deriva con tutta probabilità dai camminamenti segreti che attraversavano le mura del borgo medievale — passaggi interni oggi murati, visibili solo in parte nei muri delle case in sasso. Caminata fu per secoli dogana di confine tra lo Stato Sabaudo e il Ducato di Parma e Piacenza: una posizione strategica che spiega le torri, le mura e quella propensione per i percorsi nascosti.

Passeggiare nel borgo oggi significa camminare tra case costruite in pietra locale, archi che attraversano i vicoli, una chiesa barocca del 1792 con l’altare proveniente da Piacenza. È il tipo di posto che non dura mezz’ora e non si dimentica facilmente.

I mulini del Tidone: cinquanta testimoni del Mille

Lungo il corso del Tidone sopravvivono circa cinquanta mulini, costruiti per la maggior parte intorno al XV secolo — ma con alcune strutture documentate già dall’anno Mille. Sono i mulini che macinavano il grano e il mais di tutte le cascine della valle, e che hanno continuato a funzionare fino a quando l’industrializzazione li ha resi inutili. Alcuni sono in rovina, altri restaurati, pochi ancora con le attrezzature originali al loro posto.val-tidone-camminate

Il Sentiero del Tidone li collega lungo il corso del fiume: un percorso ad anello adatto a escursionisti di ogni livello, con il torrente sempre in vista e i boschi di forra che in primavera si riempiono di fioritura selvatica.

Il Lago di Trebecco e la diga del Molato

Prima di salire verso l’Alta Valle vale una sosta alla Diga del Molato, terminata nel 1928: una struttura imponente ad archi multipli, 55 metri di altezza sul piano di fondazione, 180 metri di fronte. Ha creato il bacino artificiale chiamato Lago di Trebecco, che oggi è uno dei punti panoramici più fotogenici della valle — specialmente in primavera, quando i vigneti sulle sponde sono ancora verde intenso e l’acqua riflette le colline.

La diga è visitabile esternamente. Il lago è meta di pescatori e camminatori, con una passeggiata lungo la riva percorribile in un’ora.

I vigneti e il Gutturnio

L’Alta Val Tidone è una delle zone più vitate d’Italia. Ziano Piacentino, nella parte bassa della valle, è uno dei comuni con la più alta densità di vigneti per ettaro di tutto il paese. I vitigni sono quelli dei Colli Piacentini DOC: Gutturnio e Bonarda tra i rossi — quest’ultima frizzante, con quella leggerezza un po’ ingannevole che fa fare brutte figure ai tavoli dei ristoranti — Ortrugo e Malvasia tra i bianchi.tidone-vigneti

Le cantine sono aperte alle visite quasi tutto l’anno. Molti agriturismi organizzano degustazioni con abbinamento ai prodotti locali: il batarö — pane battuto di farina bianca e mais, De.Co. di Nibbiano, da mangiare caldo con i salumi — e il tartufo di Pecorara, raccolto nei boschi dell’alta valle in autunno ma disponibile trasformato tutto l’anno.

Il Giardino Alpino di Pietra Corva

La sorpresa finale arriva in cima, sul Monte Penice, al confine con l’Oltrepò Pavese. Il Giardino Alpino di Pietra Corva — gestito dall’Università di Pavia — è un giardino botanico d’alta quota su un substrato ofiolitico, cioè su rocce di origine marina emerse dall’antico oceano Tetide.

La particolarità geologica ha prodotto una flora straordinaria: orchidee, peonie, genziane, stelle alpine, specie endemiche che crescono solo su queste rocce verdi e raramente si trovano altrove nell’Appennino. In maggio, quando la fioritura è al massimo, è uno dei posti più particolari dell’Emilia-Romagna.

Come arrivare e informazioni pratiche

In auto — da Milano circa 90 min: statale 412 della Val Tidone o autostrada A21 uscita Castel San Giovanni. Da Piacenza circa 40 min. Rocca d’Olgisio — visite guidate da marzo a ottobre, festivi e prefestivi. Giardino Alpino di Pietra Corva — aperto da maggio a settembre, ingresso a pagamento. Museo Archeologico di Pianello Val Tidone — prenotazione consigliata.

Dove dormire — agriturismi con vigneto nella parte bassa della valle; B&B in pietra nei borghi dell’Alta Val Tidone.

Periodo miglioreaprile-maggio per la fioritura e le prime degustazioni all’aperto; settembre-ottobre per vendemmia e tartufo.

Foto Canva

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