Un labirinto di calcare e acqua si nasconde nel cuore profondo del Mediterraneo, precisamente nella parte nord-occidentale della Sardegna: qui le mura rocciose sfidano le onde con pareti verticali impressionanti. Questa zona costiera, distante 24 chilometri dalla storica città di Alghero, custodisce un ecosistema sotterraneo unico che attira scienziati e viaggiatori da tutto il mondo. Parliamo della Grotta di di Nettuno, un complesso carsico che si sviluppa all’interno del promontorio calcereo di Capo Caccia, un bastione naturale inserito nel contesto protetto del parco di Porto Conte e dell’area marina di Capo Caccia-isola Piana. Si tratta di un ambiente selvaggio in cui la pietra custodisce segreti antichi, regalando uno degli spettacoli geologici più imponenti dell’intera penisola italiana.
Origine e formazione della Grotta di Nettuno
La nascita di questo immenso sistema ipogeo affonda le radici nel periodo del Cretaceo superiore, circa 70 milioni di anni fa, quando la piattaforma carbonatica della Nurra emerse dalle limpide acque marine. Il lento e incessante lavoro degli agenti atmosferici ha poi dato vita a intensi fenomeni erosivi. L’acqua piovana, arricchita dall’anidride carbonica, ha modificato chimicamente la roccia penetrando nelle fratture superficiali. Nel corso degli ultimi 2 milioni di anni, la corrosione e il flusso meccanico sotterraneo hanno scavato sale immense e cunicoli tortuosi che si sviluppano in senso orizzontale per circa 4 chilometri, mantenendosi allo stesso livello del mare.
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Il carbonato di calcio disciolto nelle gocce d’acqua ha a sua vola generato sculture naturali straordinarie. Le stalattiti pendono dal soffitto allungandosi con un ritmo lentissimo di un solo centimetro cubo ogni secolo. Sul pavimento si sviluppano invece le stalagmiti, create dall’impatto costante delle gocce, che crescono ancora più lentamente richiedendo dai 200 ai 300 anni per accumulare lo stesso volume. L’unione di queste due strutture genera colonne monumentali che sembrano sorreggere le grandi volte calcaree.
Come si visita e cosa vedere
L’accesso a questo tempio sotterraneo può avvenire attraverso due percorsi differenti. Il primo è una spettacolare via di terra rappresentata dall’Escala del cabirol, una scalinata di 654 gradini realizzata nel 1954 sul costone occidentale del promontorio, che scende lungo una parete verticale alta 119 metri regalando panorami grandiosi sulla Riviera del Corallo. Il secondo accesso avviene via mare tramite imbarcazioni che partono dal porto di Alghero o dall’approdo di cala Dragunara.
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Il percorso turistico si snoda per circa 1000 metri partendo dall’imboccatura adornata da vegetazione. Subito si incontra il lago La Marmora, uno specchio d’acqua salata limpido lungo circa 100 metri e profondo 9 metri, ritenuto tra i bacini salati sotterranei più estesi del continente europeo. Al centro dello specchio idrico si trova una stalagmite di 2 metri battezzata l’Acquasantiera, dotata di piccole cavità superiori colme di acqua dolce che dissetano i volatili della zona.
Il sentiero prosegue toccando la Sala delle Rovine e giungendo alla maestosa Sala della Reggia, dove cattura l’attenzione una colonna calcitica di 18 metri che sorregge due grandi arcate naturali. Sul fondo del bacino emerge una forma particolare battezzata ‘albero di Natale’. Successivamente si attraversa la Sala Smith, intitolata al capitano inglese che la esplorò nell’800, caratterizzata dal Grande Organo, una colonna massiccia le cui colate ricordano proprio lo strumento musicale. Prima della fine del tragitto, la Sala delle Trine e dei Merletti mostra ricami finissimi in pietra, mentre la Tribuna della Musica funge da balconata panoramica finale.
Foto: Simone Antonazzo / ENIT SpA
Il grande cinema sotterraneo e i misteri degli speleosub
Le forme uniche di queste stanze calcaree della Grotta di Nettuno hanno affascinato persino il mondo della cinematografia. Nel 1978 la cavità divenne lo scenario principale per le riprese della pellicola fantascientifica “L’isola degli uomini pesce”, con ambientazioni che richiamavano le avventure descritte nei romanzi di Jules Verne.
Ma il vero fascino nascosto appartiene alle aree precluse al grande pubblico, accessibili esclusivamente agli esperti di speleologia subacquea. Esistono infatti zone profonde come il Lago dei Funghi o il Salone Semilunare, un bacino sommerso lungo 70 metri e profondo oltre 50 metri che si raggiunge superando la galleria denominata metrò.
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Nelle immediate vicinanze della falesia principale si trovano altre cavità spettacolari, tra cui la Grotta Verde, antico luogo funerario risalente al VI millennio avanti Cristo, e la Grotta di Nereo, considerata la cavità sottomarina più vasta d’Europa.
Foto di Copertina: Simone Antonazzo / ENIT SpA
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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