Acqua color smeraldo, un paese fantasma e un lago artificiale che sembra primordiale: benvenuto al Lago del Ciul

Partire da Tramonti di Sopra pensando alle pozze smeraldine e ritrovarsi ore dopo davanti a un lago artificiale che sembra disegnato da chi non voleva essere trovato. In mezzo: un borgo abbandonato dopo la guerra, una roccia che assomiglia a un'aquila, un bivacco ricavato dalla vecchia scuola del paese.
Il Lago del Ciul, nelle Dolomiti Friulane, è il tipo di posto che si raggiunge solo se si ha voglia di guadagnarselo.

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C’è un momento, dopo un paio d’ore di cammino lungo il torrente Meduna, in cui il sentiero si alza, il bosco si chiude intorno, e le Pozze Smeraldine rimangono indietro come un ricordo già lontano.
Da quel punto in poi il Lago del Ciul diventa un obiettivo concreto — ma mancano ancora ore di cammino, un borgo fantasma da attraversare e una diga da scavalcare. È esattamente quel tipo di escursione in cui la meta conta meno del percorso per arrivarci.

Val Tramontina: un angolo nascosto del Friuli

La Val Tramontina è una valle stretta e boscosa nel cuore delle Dolomiti Friulane, in provincia di Pordenone, a circa un’ora e mezza da Udine e poco meno da Pordenone stessa. Non è una valle da cartolina nel senso convenzionale del termine: niente impianti di risalita, niente grandi strutture ricettive, niente folle nel fine settimana — o quasi.lago-ciul-pozze
È una di quelle zone del Friuli in cui la montagna ha ancora un carattere proprio, non ancora uniformato al turismo di massa. Il punto di partenza per l’escursione al Lago del Ciul è Tramonti di Sopra, piccolo comune che d’estate attira soprattutto chi conosce già le Pozze Smeraldine.

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Le Pozze Smeraldine: il prologo

Dal parcheggio di Tramonti di Sopra, in località Pradiel, parte una strada asfaltata che in circa venti minuti a piedi porta all’imbocco del sentiero vero e proprio. Da lì, il percorso segue il corso del Meduna attraverso una serie di pozze naturali di colore impossibile — verde smeraldo, quasi irreale, dovuto alla roccia calcarea chiara che fa da sfondo all’acqua corrente.pozze-smeraldine-acqua
Le Pozze Smeraldine sono la parte più frequentata dell’itinerario, soprattutto nei fine settimana di luglio e agosto. Chi si ferma qui fa un’escursione breve e torna a casa soddisfatto. Chi continua, invece, imbocca il sentiero CAI 386 e comincia a salire.

Frassaneit: il borgo che non c’è più

Circa un’ora e mezza dopo le pozze, dopo un tratto in cui il sentiero si alza e la vegetazione si fa più densa, si arriva a Frassaneit di Sotto. Due case, in parte ristrutturate. Poi, poco più avanti, Frassaneit di Sopra: un nucleo di abitazioni in pietra che la natura si sta riprendendo lentamente, facciata dopo facciata.
Fino agli anni Cinquanta qui vivevano poco più di una decina di famiglie, che passavano anche i mesi invernali in quota. Il lavoro principale era il trasporto del legname verso Venezia lungo il corso dei canali — una filiera che cessò di esistere con la costruzione della diga.

bosco-frassaneitIl paese fu abbandonato, e rimase così. Oggi il Bivacco Frassaneit, ricavato dalla vecchia scuola del borgo, è l’unico punto di sosta attrezzato dell’itinerario: un ricovero con cuccette e stufa a legna, aperto a chi percorre questi sentieri. Vale la pena fermarsi qualche minuto a guardare le case, le finestre murate, i muri che tornano lentamente al bosco.
È uno di quei luoghi in cui si sente fisicamente il peso di una comunità che non c’è più.
Prima di Frassaneit di Sopra, alzando lo sguardo verso la cresta, si vede l’Aquila del Frascola: uno spuntone di roccia che ricorda la forma del grande rapace, riconoscibile anche da lontano.

La diga e il lago

Dal borgo, il sentiero — ora il CAI 398 — si stringe e porta in quota fino alla sommità della diga Cà Selva, a circa 598 metri, tre ore abbondanti dalla partenza. La diga è un manufatto imponente, costruita per sbarrare il Canale Meduno e creare il bacino artificiale. Attraversarla è un cambio di scena netto: da un lato la valle boscosa, dall’altro il Lago del Ciul — uno specchio d’acqua allungato, verde scuro, circondato da pareti rocciose quasi verticalilago-ciul-friuli

L’artificialità del lago sparisce quasi subito: quello che si vede è un ambiente selvatico, silenzioso, senza strutture né segni evidenti di presenza umana recente. Il sentiero costeggia il bacino per un tratto, fino a una serie di cascatelle dove molti fanno sosta per il pranzo al sacco.
ha ancora energie — e altre trenta minuti di gambe — arriva al ponte sospeso di Selis, sul Canal Grande di Meduna: una struttura metallica che sovrasta acque turchesi e strette gole rocciose.
È il punto in cui l’escursione raggiunge il suo apice visivo, e il motivo per cui vale la pena non fermarsi alla diga.

Info pratiche

Partenza: Tramonti di Sopra, loc. Pradiel, provincia di Pordenone (FVG)
Sentieri: CAI 386 → CAI 393 → CAI 398 Lunghezza: circa 20-22 km andata e ritorno
Dislivello: circa 500 metri Durata: 6-7 ore totali, soste incluse Difficoltà: escursionistico impegnativo — adatto a chi ha esperienza di camminate lunghe
Periodo consigliato: maggio-ottobre; evitare dopo forti piogge (il sentiero affianca il torrente)
Parcheggio: a pagamento in alta stagione, spiazzi liberi in bassa stagione
Rifornimento acqua: fonte presso Frassaneit, torrenti lungo il percorso
Cosa mangiare: la pitina, polpetta tipica della Val Tramontina a base di carne ovina o di selvaggina affumicata, è il prodotto più caratteristico della zona — si trova nei negozi di Tramonti di Sopra e nei pochi locali aperti in stagione.

Foto Parco Dolomiti Friulane, Turismo FVG, pordenonewithlove

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