Il segreto galleggiante delle Marche: l’enigmatica Mole Vanvitelliana con la sua geometria perfetta

Un viaggio affascinante alla scoperta della maestosa fortezza pentagonale settecentesca nel porto dorico, nata come antico lazzaretto e oggi trasformata nel cuore pulsante dell'arte adriatica

Museo Mole Vanvitelliana, Ancona

Sulla costa adriatica centrale, precisamente all’interno del bacino portuale del capoluogo marchigiano (Ancona), riposa un’opera d’ingegneria settecentesca straordinaria. Parliamo di una costruzione che sorge isolata nell’acqua, a breve distanza dalle banchine d’imbarco e dal rione storico degli Archi. Lo sguardo dei viaggiatori viene catturato da una gigantesca piattaforma artificiale staccata dalla riva, legata al resto della terraferma soltanto attraverso 3 passaggi pedonali. Quella è la straordinaria Mole Vanvitelliana, estesa su una superficie complessiva di ben 20.000 metri quadrati che, manco a dirlo, rappresenta un unicum urbanistico che protegge la città dal mare fin dall’epoca pontificia.

Giacomo Casanova descrisse questo spazio nelle sue memorie, ricordando i giorni trascorsi all’interno delle sue mura, impegnato a corteggiare le donne addette ai servizi logistici del tempo.

Un baluardo pentagonale nato dal genio pontificio

L’edificazione della Mole Vanvitelliana iniziò ufficialmente il 26 luglio 1733 per volontà di Papa Clemente XII, il quale desiderava valorizzare lo scalo dorico trasformandolo in un porto franco commerciale. L’incarico venne affidato al celebre progettista reale Luigi Vanvitelli, che ideò una struttura polifunzionale per rispondere alle esigenze economiche ed igieniche dell’epoca.

Vecchi edifici della Mole Vanvitelliana di Ancona

La posa dell’ultima pietra avvenne nel 1743, portando a compimento una fortezza ideata principalmente per salvaguardare la popolazione locale dalle micidiali epidemie contagiose trasportate dai bastimenti stranieri.Il nucleo nacque così per svolgere il delicato compito di lazzaretto pubblico, un luogo isolato dal tessuto cittadino mediante un canale perimetrale denominato mandracchio.

I locali disposti lungo il perimetro interno accoglievano i passeggeri obbligati alla contumacia sanitaria, arrivando a ospitare fino a 2000 individui contemporaneamente. La porzione esterna presentava invece 26 ampi magazzini ad alveare adibiti allo stoccaggio sicuro delle merci ritenute contagiose o insalubri.

Il destino del monumento mutò radicalmente nei secoli successivi alla caduta dello Stato Pontificio. Nel 1860 l’edificio abbandonò i compiti sanitari, mutando volto nel 1884 quando si trasformò in una grande raffineria industriale di zucchero. Durante i due conflitti mondiali del XX secolo la struttura assunse il ruolo di caserma e base logistica militare, mentre a partire dal 1947 divenne la sede della manifattura tabacchi cittadina (prima del definitivo abbandono).  La Soprintendenza avviò poi le prime operazioni di recupero architettonico nel 1989, eliminando le superfetazioni industriali per restituirle il suo antico splendore.

Cosa vedere tra cortili storici e percorsi tattili

Il portale d’ingresso colpisce i visitatori grazie alla splendida pietra d’Istria lavorata a bugnato, incorniciata da pregevoli lesene classiche. Superato l’accesso si apre la spettacolare corte interna che è a sua volta dominata da una pianta geometrica regolare che esprime un forte dinamismo rotatorio. Al centro dello spiazzo si erge il Tempietto di San Rocco, una cappella aperta con colonne di ordine dorico e una cupola decorata a cassettoni esagonali.

Mole Vanvitelliana, capolavoro di Ancona

Si tratta di un elemento sacro che nascondeva una rete idrica sotterranea dotata di 3 pozzi fondamentali per l’approvvigionamento dei contumaci.La difesa militare esterna è testimoniata dal camminamento superiore del marciaronda, completo di garitte di avvistamento e di un imponente rivellino rivolto verso le onde del mare aperto.

Attualmente il monumento ospita il prestigioso Museo Tattile Statale Omero, un’istituzione culturale accessibile posizionata sul lato nord-est dell’edificio. Questa galleria occupa circa 3.000 metri quadrati distribuiti su 5 livelli espositivi differenziati:

  • Piano Zero: collezione permanente di Design e depositi sotterranei.
  • Primo Piano: scalone monumentale d’ingresso, uffici, Centro documentazione e laboratori di tiflodidattica.
  • Secondo Piano: sale espositive principali, area conferenze, spazi per la consultazione e servizi.
  • Terzo Piano: soppalco con percorso espositivo e aule del dipartimento educazione.
  • Quarto Piano: presidenza, uffici di comunicazione, segreteria e archivio storico.

L’isola della cultura adriatica

Oggi la storica fortezza ha mutato la sua pelle originaria trasformandosi nel cuore pulsante delle attività culturali comunali, coordinate dalla società Ancona Servizi. La struttura ospita l’Auditorium Orfeo Tamburi da 400 posti a sedere, numerose sale espositive temporanee e il Caffè Letterario The Mole.

Mole Vanvitelliana di Ancona, Marche

Gli antichi corridoi della quarantena accolgono festival musicali, rassegne cinematografiche estive e rappresentazioni teatrali di rilievo nazionale. Un’eccezionale poliedricità che rende il monumento un punto di riferimento sociale per la cittadinanza, unendo il fascino della grande ingegneria navale del ‘700 alle più moderne espressioni artistiche contemporanee.

Foto di copertina: Museo Tattile Statale Omero; Canva

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