C’è un punto sulla strada che porta a Spiazzi, poco prima di affacciarsi sul ciglio, in cui lo si vede per la prima volta.
Incastonato nella verticale del Monte Baldo come se qualcuno l’avesse premuto contro la pietra dall’esterno, il santuario della Madonna della Corona Spiazzi — tecnicamente Spiazzi di Caprino Veronese — è uno di quei luoghi che fanno fermare il passo, anche a chi non è credente.
Si trova a 774 metri di quota, sospeso tra la parete calcarea e il vuoto della Val d’Adige sottostante: non costruito sulla montagna, ma dentro di essa.
La prima volta che lo si guarda da fuori, l’impressione è che non stia lì per ragioni architettoniche. Sembra un oggetto trovato, non edificato.
Dove la roccia diventa navata
L’interno del santuario è ancora più sorprendente della facciata. La navata termina con una parete viva, la stessa roccia del Baldo che si fa altare e fondale insieme.
Alcune parti del soffitto sono la montagna stessa, grezzo calcare che nessuno ha pensato di rivestire. Questa coesistenza tra costruito e naturale, tra chiesa e grotta, è il cuore di tutto.
Il complesso è stato rimaneggiato nei secoli, ma ciascun intervento ha rispettato l’anomalia originale: si entra in un edificio e ci si ritrova anche in una caverna.
La luce filtra da piccole finestre e dalla porta, tagliata sulla facciata esterna che sporge nel vuoto. La sensazione è di stare dentro la montagna, non sulla montagna.
Una storia antica tra fede e leggenda
Le origini del luogo affondano nel Medioevo, ma la tradizione devozionale che lo circonda è ancora più antica nei temi: apparizioni, miracoli, pellegrinaggi.
Secondo la tradizione locale, l’immagine della Vergine sarebbe apparsa qui nel 1522, portata da Rodi dopo l’invasione ottomana. La leggenda parla di una statua giunta sola, in volo, a posarsi sulla roccia del Baldo.
La storia documentata racconta di un luogo di culto già frequentato nel Quattrocento, poi ampliato progressivamente fino all’attuale conformazione.
Nel 1951 è diventato Santuario diocesano, e nel 1988 Giovanni Paolo II l’ha elevato a Basilica minore, una distinzione canonica che dice molto sul peso spirituale e storico del luogo.
Nel 2018 l’accesso diretto al santuario è stato ristrutturato con un lungo intervento che ha reso più sicura e percorribile la scalinata storica.
Pellegrini e visitatori laici continuano ad arrivare da tutto il Veneto, dal Trentino, dall’Alto Garda: è un punto di riferimento che trascende le categorie del turismo religioso.
Il paesaggio intorno: Baldo, Adige e cielo
Spiazzi si trova a 864 metri, appena sopra il santuario, ed è il punto di partenza naturale per la visita.
Da qui si vede già tutto: la Vallagarina in basso, il nastro dell’Adige, le colline moreniche che segnano il confine con il Garda. Nelle giornate limpide, in fondo, si profilano le Dolomiti.
Il Monte Baldo alle spalle è un massiccio lungo e stretto che corre parallelo al lago di Garda, ricchissimo di flora endemica — tanto da essere chiamato “il giardino botanico d’Europa” già dai naturalisti del Settecento.
Fare il giro del santuario significa camminare dentro questo sistema: boschi di carpini e frassini lungo la scalinata, pareti di calcare bianco sopra la testa, il fondovalle che si apre in modo improvviso a ciascuna svolta.
Il percorso della Via Crucis in bronzo che scende lungo i tornanti asfaltati è un’alternativa alla scalinata: meno ripido, più aperto, con stazioni artistiche che si inseriscono nel paesaggio senza forzature. Vale la pena scenderci anche solo per il panorama che si apre ad ogni curva.
Come arrivarci (e che tipo di arrivo scegliere)
Ci sono due modi principali per raggiungere il santuario, con caratteri molto diversi. Il primo parte da Spiazzi: si lascia l’auto nei parcheggi della località e si scende a piedi in circa 15 minuti lungo la scalinata storica nel bosco, oppure lungo la strada asfaltata con la Via Crucis.
Da Spiazzi è attivo anche un servizio navetta ATV (a pagamento, con passerella per i disabili) dalla primavera all’autunno.
Il secondo è più impegnativo e molto più suggestivo. Il Sentiero della Speranza, il CAI N° 73, sale da Brentino Belluno nel fondovalle dell’Adige con 600 metri di dislivello in circa 1h30.
I 2,5 chilometri del tracciato salgono ripidi lungo il Monte Cimo su scalini ricavati direttamente nella roccia, trasformando l’arrivo in qualcosa di fisicamente significativo. Chi lo percorre capisce meglio cosa vuol dire “pellegrinaggio”.
È vietato scendere con le bici. Il consiglio, se si può, è di salire a piedi dal basso e ridiscendere a Spiazzi: il senso del luogo cambia completamente a seconda di come lo si raggiunge.
Il santuario non è una tappa isolata: il territorio del Monte Baldo e del Lago di Garda offre abbastanza per costruire un weekend intero, tra escursioni, borghi e vino.
Info pratiche
Dove: Spiazzi, frazione di Caprino Veronese (VR), Monte Baldo, a circa 50 km da Verona.
Come arrivare: Da Verona si segue la SS12 verso nord fino a Dolcè, poi si sale a Spiazzi (segnalato). In alternativa il Sentiero CAI N°73 sale da Brentino Belluno (fondovalle dell’Adige) con 600 m di dislivello in 1h30 circa.
Quando: Aperto tutto l’anno. Primavera e autunno sono le stagioni più belle per la luce e le temperature; d’estate è affollato ma la scalinata nel bosco rimane fresca.
Orari: Il santuario è generalmente aperto dalle prime ore del mattino fino alla sera; verificare sul sito ufficiale eventuali variazioni stagionali.
Biglietto: Ingresso gratuito.
Da abbinare: Il lungolago di Malcesine (a 20 minuti) e la funivia del Monte Baldo per chi vuole proseguire in quota.
Consiglio: Se arrivi da Spiazzi, scendi a piedi per la scalinata nel bosco e risali con la navetta (o viceversa): cambiare direzione cambia completamente il paesaggio e la percezione del luogo.
Foto Canva
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