Viaggio nei Balcani: consigli per fare la Via Ferrata Berim in Kosovo

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Il viaggio nei Balcani sta diventando un’attrazione irresistibile per chi ama l’avventura, l’esplorazione e il trekking in mezzo alla natura.
In Kosovo è stata aperta una delle vie ferrate più belle e emozionanti del mondo si tratta della Via Ferrata Berim (si chiama proprio così, in italiano) e promette di diventare una delle destinazioni di culto per gli amanti del trekking e dell’avventura outdoor.
Un altro segnale dalla regione dei Balcani, che si sta proponendo come una nuova meta per chi cerca viaggi originali e attivi in luoghi sostanzialmente poco esplorati dal grande pubblico.

 

La Via Ferrata Berim, fra le montagne del Kosovo

La Via Ferrata Berim è lunga 3 chilometri, la più lunga e alta del genere nei Balcani. Si trova nel massicio del Mokra Gora, nel nord del Kosovo, nella zona di Zubin Potok.

È stata ufficialmente inaugurata nell’ottobre 2018, ma in realtà era già conosciuta dai fan dell’esplorazione come una delle ferrate più adrenaliniche d’Europa: i lavori erano iniziati nel 2013 grazie all’impegno dell’InTER (Institute for Territorial Economic Development) e del tour operator Outdoor In che ora organizza escursioni guidate. Ma già nel 2015 la si poteva percorrere per un bel pezzo.

 

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I consigli per fare la Via Ferrata Berim

La via consiste in una serie di corde e scalinate in acciaio incastonate nelle pareti di roccia, con un dislivello di 520 metri dall’inizio alla fine. Percorrendola si raggiunge la vetta del Monte Berim, a 1731 metri.
I punti più impressionanti e attrattivi sono 4 sezion verticali, un passaggio dentro una grotta fra le pareti e due ponti sospesi sull’abisso della valle.
La via passa attraverso 4 vette e il tempo di percorrenza è di circa 5-6 ore, ma chi non la volesse percorrere tutta può prendere alcune uscite prima di salire fino alla cima Berim e tornare al punto di partenza.

 

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Il turismo outdoor nei Balcani

La zona attorno alla Via Ferrata Berim offre anche altre cose interessanti, come il lago (artificiale) Gazivode (si fa kayak e parapendio) e il massiccio del Mokra Gora, che ospita diverse vie di arrampicata di varia difficoltà, frequentate da appassionati da tutta Europa. Il turismo si sta sviluppando anche nel settore dell’hiking, con oltre 100 km di piste tracciate e segnalate, e dei tour in mountain bike (120 km di piste).
Non è un caso che ci ritroviamo a parlare sempre più spesso dei Balcani come di una nuova meta per chi ama le vacanze avventurose e sportive. Dopo anni di conflitti e difficoltà, l’area montuosa della ex Jugoslavia sta investendo nelle infrastrutture per proporsi come una meta turistica a base di natura selvaggia e destinazioni low cost.

Abbiamo raccontato dello High Scardus Trail un nuovo bellissimo trekking nella regione, nel bel mezzo delle montagne e delle foreste al confine fra Albania, Kosovo e Macedonia. Ma anche del sorprendente giro in bicicletta che si può fare fra questi paesi e della Via Dinarica, il lungo trail (mille chilometri) che attraversa tutti i Balcani.

Insomma, chi è alla ricerca di una meta nuova e poco esplorata, qui può trovare pane per i suoi denti.

 

Cosa serve per fare un trekking in montagna

Per affrontare un trekking nei Balcani è bene prepararsi attentamente. Dall’abbigliamento all’attrezzatura, alle scarpe, allo zaino. Per organizzarti al meglio puoi consultare le nostre guide .

 

Queste zone sono ricche di storia anche recente e vale la pena approfondirla per cogliere al meglio tutte le sfumature dei paesi che attraversi. Letture utili sono la guida Albania e Kosovo, oppure Maschere per un massacro, il viaggio di Paolo Rumiz sule macerie della guerra nella ex Jugoslavia. E sicuramente la cartina dei Balcani.

(foto Outdoor In)

 

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