Trekking lungo il Sentiero Selvaggio Blu, nel Supramonte in Sardegna

Sentiero Selvaggio Blu

Il Sentiero Selvaggio Blu è uno dei più spettacolari percorsi escursionistici in Italia: si snoda per quasi 50km nel Supramonte, nel territorio di Brunei, lungo il golfo di Orosei in Sardegna, con vista su alcune delle più belle spiagge del Mediterraneo come Cala Luna, Cala Sisine o Cala Goloritzé, e attraversando territori tosti fatti di falesie, grotte, macchia mediterranea e passaggi difficili per i quali è richiesta una capacità di muoversi nella natura almeno al di sopra della media.

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Al netto delle difficoltà tecniche dovute a tratti di vera e propria arrampicata, alle calate in corda doppia necessarie in alcuni passaggi, all’assenza di rifornimenti idrici lungo il cammino e anche alla mancanza di veri e propri punti d’appoggio se non queli garantiti dai servizi di alcune organizzazioni locali, tutti aspetti che fanno di questo percorso una vera esperienza d’avventura outdoor, il trekking lungo il Sentiero Selvaggio Blu è anche una storia affascinante da raccontare.

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Il tracciato è stato ideato e aperto negli anni Ottanta del secolo scorso da due alpinisti italiani innamorati dal fascino selvaggio di questo tratto della costa orientale della Sardegna, Mario Verin, anche grande fotografo di natura e paesaggio, e Peppino Cicalò (Presidente del Cai Sardegna) che hanno riscoperto gli antichi sentieri dei pastori e le mulattiere dei carbonai collegando poi i diversi tratti tra loro per collegare in un unico trek Brunei e Cala Sisina.

Sentiero Selvaggio Blu

Idealmente è composto di 7 tappe, come suggeriscono le due più importanti guide al Sentiero Selvaggio Blu: Il libro di Selvaggio Blu di Mario Verin e Giulia Castelli (Editore Spanu, 29 euro) e Il sentiero Selvaggio Blu di Corrado Conca (Editore Segnavia, 16 euro) ma per escursionisti esperti nulla vieta di concatenare tra loro alcune tappe, per esempio la prima (da Pedra Longa a Cuile De us piggius, 3 ore ma 600 metri di dislivello) con la seconda (da Cuile De us piggius a Portu Cuau, 6 ore di cammino e 200 metri di dislivello).

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Come detto non è un trekking che si improvvisa, dovendo provvedere a portare con sé acqua, viveri e tutto il necessario per un trekking di più giorni: la migliore alternativa per godere appieno della natura di questo tratto di Sardegna è quello di affidarsi per la logistica a una delle guide locali e alle loro strutture che possono predisporre l’accoglienza a fine tappa ed eventualmente trasportare parte del bagaglio lasciando liberi di camminare più leggeri con uno zaino essenziale.

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Credits: FlickrCC Giorgio Altieri / Roberto Cossu

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