12 motivi per NON innamorarsi mai di un/a ciclista (specialmente a San Valentino)

Se l'amore all'improvviso è rivolto a un/a ciclista, allora il vostro San Valentino potrebbe essere molto, molto, molto fuori dagli schermi.

12 motivi per NON innamorarsi mai di un/a ciclista (specialmente a San Valentino)

Se state pensando di iniziare una relazione con qualcuno che passa le domeniche in sella a una bici, stretto in una tutina di lycra o coperto di fango fino alle orecchie, fermatevi e respirate. Il ciclismo non è uno sport, è una patologia compulsiva che trasforma persone normali in fanatici del grammo e della pendenza.

12 motivi per NON innamorarsi mai di un/a ciclista (specialmente a San Valentino)

Che sia lui o che sia lei, ecco perché San Valentino con un ciclista potrebbe essere l’inizio di un lungo calvario (naturalmente con pendenza media del 10%).

1. La regola dell’N+1

Nella testa di un ciclista, il numero perfetto di bici da possedere è N+1, dove N è il numero di bici che possiede attualmente. Questo significa che il vostro salotto, la camera da letto e persino il corridoio diventeranno un deposito di telai in carbonio. Speravate in un nuovo divano? Peccato, serviva una nuova Gravel.

2. L’abbronzatura “da muratore” (o da ciclista)

Dimenticate l’estetica. In estate, il vostro partner avrà le braccia e le gambe bicolore: bianco latte dove iniziano i pantaloncini e la maglia, bronzo scuro per il resto. Al mare sembrerà un cartone animato o un mimo mal riuscito.

3. Le gambe più depilate delle tue

Se uscite con un ciclista da strada, rassegnatevi: lui passerà più tempo di voi sotto la doccia a rifinire la depilazione delle gambe “per l’aerodinamica” (o perché in caso di caduta i peli infettano le ferite, dicono loro). La competizione per l’ultimo rasoio sarà feroce.

4. Il costo del carbonio vs. l’oro

Un ciclista non batterà ciglio davanti a una coppia di ruote da 1.500 euro che pesano quanto un pacchetto di cracker, ma troverà “eccessivo” spendere 80 euro per una cena fuori a San Valentino. Per loro, il valore di un oggetto si misura in grammi risparmiati, non in piacere vissuto.

5. “Cosa hai fatto oggi?” “100 km con 2000 di dislivello”

Le conversazioni saranno monotematiche. Non importa cosa sia successo nel mondo: lui/lei vorrà parlarvi solo della media oraria, del vento contrario, dei watt espressi in salita o di quel tizio che ha provato a superarlo in scia.

6. La sindrome della “Cotta” (o crisi di fame)

Se portate un ciclista a fare una passeggiata a piedi o a fare shopping, dopo 40 minuti inizierà a dare segni di squilibrio. Ha bisogno di cibo. Subito. Se non ingerisce carboidrati ogni 30 minuti, rischia la “crisi mistica” e diventa intrattabile.

12 motivi per NON innamorarsi mai di un/a ciclista (specialmente a San Valentino)

7. Il bucato è un campo minato

Tra fondelli imbottiti che sembrano pannolini per adulti, maglie piene di fango (se è un tipo da MTB o Gravel) e calze bianche che non torneranno mai bianche, la vostra lavanderia sembrerà la sede di un team professionistico. Ah, e non osate usare l’ammorbidente sui capi tecnici: rischiate il divorzio.

8. La domenica mattina non esiste

Uscire il sabato sera? Solo se il rientro è previsto entro le 22:30. La domenica la sveglia suona all’alba perché “bisogna evitare il vento” o “il gruppo parte alle 7:00”. Se volete fare colazione a letto insieme, fatelo pure, ma da soli.

9. Il grasso della catena ovunque

Il ciclista ha una dote particolare: riesce a sporcare di grasso nero e indelebile qualsiasi cosa nel raggio di 5 metri dalla bici. Le vostre lenzuola, i vostri polpacci, il tappeto buono… nulla è al sicuro dalla “macchia del ciclista”.

10. La bugia del “giuro che è l’ultimo pezzo”

“Amore, cambio solo il manubrio e poi la bici è a posto per tre anni”. È la bugia più vecchia del mondo, seconda solo a “sono quasi arrivato a casa”. Dopo il manubrio arriveranno i pedali, poi la sella, poi il gruppo elettronico. È un tunnel senza uscita.

11. Lo stato catatonico post-giro

Quando il ciclista torna a casa dopo l’allenamento, per le successive 4 ore è un vegetale. Sarà steso sul divano con le calze a compressione, incapace di formulare frasi di senso compiuto, fissando il vuoto mentre aspetta che le gambe smettano di bruciare.

12. Vedono pericoli ovunque (tranne che in discesa)

Si butteranno a 70 km/h giù da un tornante con un millimetro di tubolare a separarli dall’asfalto, ma si lamenteranno se voi guidate l’auto “troppo vicino al ciglio della strada”. La loro percezione del rischio è completamente distorta.

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Avete ancora voglia di pedalare con loro?

Se dopo aver letto questo elenco siete ancora pronti a regalare un completo coordinato per San Valentino, siete delle persone meravigliose. O semplicemente, avete già iniziato a depilarvi le gambe anche voi.

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