La torre, il lago e l’Appennino bolognese che ci piace sempre di più: il borgo medievale di Castel di Casio

Per secoli Castel di Casio è stato un nodo strategico: i crociati vi passavano diretti ai porti toscani, Bologna e Pistoia se lo contendevano a colpi di eserciti, la contessa Matilde di Canossa lo teneva tra i suoi possedimenti.
Oggi ha una torre medievale che svetta sui tetti, un lago artificiale costruito negli anni Trenta per alimentare i treni e un'atmosfera da Appennino autentico, quello che non è ancora diventato un itinerario tematico. Sta a meno di un'ora da Bologna e da Firenze.

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La torre e il centro storico

Il centro di Castel di Casio è piccolo e compatto. I vicoli sono stretti, le case hanno la pietra appenninica a vista, la pendenza delle strade racconta la posizione difensiva originaria. Al centro di tutto c’è la torre medievale — quello che resta dell’antico castello — che svetta ancora sui tetti ed è visibile da tutta la Valle del Limentra. È il simbolo del comune, anche nello stemma: campo di cielo, un maiale passante su campagna erbosa, alle falde di un monte cimato da un castello.

La torre non è un rudere decorativo. È il riferimento visivo che orienta chiunque si avvicini al borgo da qualsiasi direzione, e che nelle giornate limpide si vede già dal fondovalle. Salire fino al centro storico per guardarla da vicino richiede pochi minuti — scendere dal lato del Limentra con una vista sulla valle richiede qualche minuto in più e vale la deviazione.

 

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Un borgo che ha cambiato padrone almeno sette volte

Il nome ha origini romane — Vicus Cassi, borgata di Cassius — ma c’è anche chi lo fa risalire a un epiteto di Giove e Apollo, e già questo dice qualcosa sul peso che il posto si attribuisce. Gli scavi del 1836 hanno restituito urne funerarie con monete, alcune d’oro: qui si stava bene, prima che la storia facesse il suo corso.
Nel Medioevo il borgo era nei possedimenti della contessa Matilde di Canossa. Poi arrivarono i bolognesi: nel 1211, dopo un assedio di sei mesi, il nobile Gislimerio si arrese per mancanza di viveri, cedendo il castello al comune di Bologna a patti onorevoli. Da quel momento Castel di Casio divenne la sede della Podesteria più potente e vasta di tutta la montagna bolognese, con giurisdizione su i territori tra i fiumi Reno e Savena fino ai confini toscani.
Nei secoli successivi fu assaltato, bruciato (nel 1306 dai Conti di Panico, nemici di Bologna), conteso tra Pistoia e Firenze, fino a entrare nello Stato della Chiesa nel 1506. Ogni cambio di padrone ha lasciato qualcosa: nelle pietre dei vicoli, nell’architettura delle case, nella memoria del borgo.

Il ponte di Castrola e i Crociati

A pochi chilometri dal centro, in località Castrola, c’è un dettaglio che quasi nessuna guida segnala con la giusta enfasi. Il Ponte di Castrola — l’attuale struttura risale al 1851, ma sorge sul sito di un ponte costruito intorno all’anno 1000 — era uno dei principali valichi tra l’Emilia e la Toscana. Tra il XII e la metà del XIII secolo, i crociati che si dirigevano verso i porti toscani per imbarcarsi verso la Terra Santa passavano di qui. Era una via commerciale e militare di primaria importanza, tanto che il borgo medievale arroccato sul poggio di Castrola fu costruito probabilmente proprio per difendere quel passaggio.ponte-castrola

Il ponte a schiena d’asino è oggi in fase di recupero. Il laghetto artificiale poco distante, lungo la riva del Limentra, è uno dei posti più freschi e tranquilli dell’area nelle giornate estive.

Il lago di Suviana: una diga che alimentava i treni

A pochi chilometri da Castel di Casio si apre il Lago di Suviana — una superficie di circa 1,2 km² tra colline boscose, con quell’azzurro ciano leggermente artificiale che hanno i laghi nati da una diga. Ed è esattamente quello che è: la diga fu costruita tra il 1928 e il 1935, è alta 91,5 metri ed era, all’epoca della costruzione, una delle più grandi d’Italia.
La ragione era ferroviaria. Le Ferrovie dello Stato costruirono il bacino per produrre energia idroelettrica destinata alla linea Bologna-Pistoia — la cosiddetta Direttissima — che per superare l’Appennino richiedeva potenza enorme. Sul fronte della diga è ancora incisa la data in numeri romani. La centrale idroelettrica a valle è ancora funzionante.lago-suviana-appennino-bologna

Il lago oggi è una delle mete outdoor più frequentate dell’Appennino bolognese. Le sponde sono percorribili, le acque sono adatte alla vela, al windsurf, al kitesurf, al kayak, alla pesca e al nuoto. Sul lato di Castel di Casio si trova il Parco Avventura Saltapicchio con dieci percorsi attrezzati su corde e piattaforme tra gli alberi. Sul Limentra è praticabile il rafting, per chi vuole qualcosa di più mosso.
ma da quelle parti c’è tanto da fare e da vedere: ad esempio il borgo di Bargi, la Grotta del Farneto, quella di Labante.

I dintorni: natura, pievi, borghi e buona cucina

Il territorio del comune è punteggiato di piccoli borghi e chiese che valgono qualche deviazione. Badi ha la chiesa di San Prospero del XVII secolo con facciata barocca. La chiesa di Sant’Ilario, del XII secolo, conserva una bella abside romanica semicircolare. La Pieve dei Santi Quirico e Giulitta, la cui costruzione è antecedente all’anno Mille, fu restaurata nel 1790 e custodisce una pala d’altare di Alessandro Guardassoni.cervi-suviana

Il borgo di Marzolara e quello di Casola sono pressoché intatti nel profilo medievale. Per chi cammina, i sentieri verso Monte Calvi (1.283 metri), Monte di Stagno e le creste verso il Poggio delle Vecchiette e il Monte della Scoperta offrono panorami che arrivano fino alle dorsali toscane nelle giornate limpide.
A tavola, il registro è quello dell’Appennino bolognese: crescentine con affettati locali, zampanelle, la crescenta di Lizzo — una focaccia rustica che prende il nome dalla frazione vicina — e i formaggi di malga delle malghe dell’alto crinale.

Info pratiche

Dove si trova Castel di Casio, città metropolitana di Bologna, Emilia-Romagna — ~59 km da Bologna, ~100 km da Firenze
Come arrivare in auto da Bologna SS64 Porrettana fino a Riola di Vergato, poi SP62 e SP23 in direzione Castel di Casio — circa 55 minuti
Come arrivare dall’autostrada A1 (da nord) Uscita Rioveggio, poi SP325 e SP62 — circa 40 minuti dall’uscita
Come arrivare dall’autostrada A1 Variante di Valico (da sud/Toscana) Uscita Badia, poi SP62 in direzione Castel di Casio — circa 20 minuti dall’uscita
Cosa vedere Torre medievale nel centro storico, vicoli del borgo, Ponte di Castrola, Lago di Suviana, Parco Avventura Saltapicchio
Attività Trekking verso Monte Calvi (1.283 m), rafting sul Limentra, windsurf e kayak sul Lago di Suviana, mountain bike, escursioni con le ciaspole in inverno
Quando andare Primavera e estate per il lago e i sentieri. Fine giugno per la rievocazione medievale con corteo in costume. Autunno per i colori del bosco appenninico
Ufficio IAT Discover Alto Reno Terme — Piazza della Libertà 11, Alto Reno Terme (BO) — Tel. 0534 521103

Foto, DiscoverAltoRenoTerme, AppenninoBolognese

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