Lagune, monaci, graffiti e misteri: le isole più nascoste e belle di Venezia e come visitarle

Murano, Burano e Torcello le conosce quasi chiunque. Ma la laguna veneziana ne ospita molte di più — alcune abitatissime, alcune deserte, alcune visibili solo con prenotazione. Tra un monastero armeno con 170.000 libri, il primo ospedale della storia per la peste e un ecomuseo con graffiti originali del Cinquecento, c'è abbastanza materiale per riscrivere completamente l'idea che si ha di Venezia.
Poveglia, i Lazzaretti, San Lazzaro degli Armeni sono un patrimonio straordinario. 

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Le isole che tutti conoscono, e quelle che quasi nessuno visita

La traiettoria turistica standard delle isole veneziane è consolidata: Murano per il vetro soffiato, Burano per le case colorate e i merletti, Torcello per la basilica paleocristiana. Sono bellissime tutte e tre. Sono anche le più frequentate, le più fotografate e quelle con il rapporto fila/esperienza meno favorevole nei mesi di punta.isola-poveglia-venezia-fantasmi

Ma la laguna veneziana conta decine di isole — alcune abitate, alcune abbandonate, alcune convertite a usi che sorprendono. Quattro di queste meritano un articolo dedicato, un vaporetto specifico e una prenotazione fatta per tempo.

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San Lazzaro degli Armeni: 170.000 libri e Byron che studia l’armeno

San Lazzaro degli Armeni non assomiglia a nessun altra isola della laguna. È un monastero attivo — ci vivono una ventina di monaci mechitaristi — con una biblioteca di 170.000 volumi, 4.000 manoscritti armeni, una mummia egizia donata nel XIX secolo e lo studio dove Lord Byron venne ogni giorno dall’inverno del 1816 a imparare la lingua più difficile che riuscisse a trovare.

San_Lazzaro_Armeni_VeneziaL’isola fu concessa ai monaci armeni nel 1717, dopo la fuga dalle persecuzioni ottomane. Napoleone la risparmiò quando soppresse tutti gli altri monasteri veneziani — firmò un decreto che la classificava come accademia di scienze. Il tempietto barocco, il chiostro con i rosai da cui si produce la vartanush (marmellata di petali di rosa), la chiesa con la tomba del fondatore Mechitar ai piedi dell’altare: ogni parte dell’isola è abitata da qualcosa di preciso.
Si visita solo con guida — uno dei monaci — tutti i giorni alle 15:25.
Costo €8-10, prenotazione consigliata per gruppi.
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Lazzaretto Vecchio: dove nacque la quarantena — e ancora non si può entrare facilmente

Il Lazzaretto Vecchio è la più piccola, la più inaccessibile e storicamente la più importante. Nel 1423, qui, il Doge Francesco Foscari fece costruire il primo luogo di isolamento sistematico dei malati di peste della storia. Da quell’isola — e da quelle pratiche — deriva la parola quarantena, dai quaranta giorni di isolamento obbligatorio imposti alle navi.azzaretto_Vecchio-venezia

Il complesso è attualmente in restauro per diventare sede del Museo Archeologico Nazionale della Laguna di Venezia. Negli scavi per i restauri vennero alla luce fosse comuni con migliaia di sepolture cinquecentesche. Non è ancora visitabile in modo continuativo — per le aperture straordinarie il riferimento è lazzarettiveneziani.it.
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Lazzaretto Nuovo: i graffiti del Cinquecento e il Sentiero delle Barene

Il Lazzaretto Nuovo era il complemento del Vecchio: non curava i malati, ma fermava le navi in arrivo per la quarantena preventiva. Dal 1468 le imbarcazioni dal Mediterraneo dovevano passare qui prima di entrare a Venezia.lazzaretto-nuovo-venezia

Il Tezon Grande — l’edificio lungo più di cento metri dove le merci venivano depositate e disinfettate — conserva ancora sulle pareti i graffiti originali dei mercanti e dei portuali del Cinquecento: nomi di navi, porti di provenienza, simboli religiosi. Nessuno li ha cancellati. Il percorso comprende anche il Sentiero delle Barene, un chilometro esterno alle mura sulle barene della laguna nord — l’ecosistema più fragile e più raro di Venezia, con oltre duecento specie di uccelli.
Si visita il sabato su prenotazione da aprile a ottobre, con guida, a €10.
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Poveglia: la parte nord è finalmente aperta — e le leggende horror sono quasi tutte false

Poveglia è l’isola veneziana più cercata su Google e la più difficile da raccontare onestamente. Per decenni è stata descritta come l'”isola più infestata del mondo” — un manicomio con esperimenti su pazienti, migliaia di appestati bruciati, un medico che si gettò dal campanile spinto dai fantasmi. Il problema è che quasi nessuna di queste storie è vera.
Il CICAP — il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze — ha ricostruito l’origine del mito: tutto inizia nel 2001, quando una produzione televisiva americana sbarca sull’isola e inventa di sana pianta la narrativa horror. Le uniche navi di appestati documentate a Poveglia verso fine Settecento furono due, con venti morti di cui si conoscono nomi e cognomi. Nessun manicomio vero — quello era a San Clemente e San Servolo. Una struttura per anziani convalescenti, chiusa nel 1968, con un reparto psichiatrico di dimensioni limitate.

Poveglia-veneziaLa storia reale è più sobria e più interessante. Dall’VIII secolo Poveglia fu abitata stabilmente, divenne un centro di pescatori, ospitò servi del Doge assassinato Pietro Tradonico nell’864, fu devastata dalla Guerra di Chioggia nel 1379 e da allora non si riprese mai davvero. Dal Settecento fu usata come stazione di quarantena — lazzaretto — per le navi provenienti dall’est del Mediterraneo. Il campanile di San Vitale, con l’orologio del 1745 ancora in piedi ma senza lancette — opera di Bartolomeo Ferracina — fu salvato perché trasformato in faro. Tutto il resto dell’apparato scultoreo della chiesa è finito a Santa Maria a Malamocco.

Dal 1° agosto 2025, dopo undici anni di battaglia legale dell’associazione “Poveglia per tutti” contro la privatizzazione dell’isola, la parte nord è un parco pubblico aperto. La parte sud — con i ruderi della struttura ospedaliera — è ancora proprietà del Demanio. Per arrivarci: taxi acqueo privato da Riva degli Schiavoni o San Marco.
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Come organizzare la visita

Le quattro isole hanno logistiche diverse e non si visitano tutte nello stesso giorno senza pianificazione. San Lazzaro degli Armeni è raggiungibile con la linea 20 da San Zaccaria — la visita del pomeriggio alle 15:25 è quella più comoda. Lazzaretto Nuovo è accessibile con la linea 13 da Fondamente Nuove, il sabato pomeriggio. Il Lazzaretto Vecchio richiede di verificare le date di apertura straordinaria su lazzarettiveneziani.it.
Poveglia è l’unica che non ha trasporto pubblico: si raggiunge con un taxi acqueo privato da Riva degli Schiavoni o San Marco — la parte nord è aperta come parco dal 1° agosto 2025, la parte sud con i ruderi ospedalieri va verificata in anticipo su povegliaxtutti.it.
Il modo più sensato per chi viene da fuori è dedicare giorni separati a ciascuna isola, abbinando ogni visita a una passeggiata nel sestiere di partenza — Fondamente Nuove e Sant’Elena per il Lazzaretto Nuovo, San Zaccaria per San Lazzaro degli Armeni. Poveglia si abbina bene a una mezza giornata sul Lido o a Malamocco, che dista pochi minuti in barca.

Riepilogo info pratiche

San Lazzaro degli Armeni Vaporetto linea 20 da San Zaccaria — visita tutti i giorni ore 15:25 — €8-10 — visite@mechitar.org
Lazzaretto Vecchio Aperture straordinarie — lazzarettiveneziani.it per date aggiornate
Lazzaretto Nuovo Vaporetto linea 13 da Fondamente Nuove — sabato ore 16:00 (aprile-ottobre) — €10 adulti, €5 under 14 — lazzarettiveneziani.it
Poveglia Taxi acqueo privato da Riva degli Schiavoni o San Marco — parte nord aperta dal 1° agosto 2025 — parte sud: verificare condizioni su povegliaxtutti.it

Foto Foto Lazzaretti Veneziani

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