Si racconta che la regina Giovanna II d’Angiò, nel XV secolo, scegliesse questo promontorio affacciato sul Golfo di Sorrento per i suoi incontri segreti. Vera o no, la leggenda ha dato il nome a uno dei tratti di costa più sorprendenti della Campania: i Bagni Regina Giovanna, una piscina naturale incastonata tra le rocce di Punta Capo, accessibile a piedi e completamente gratuita.
Quello che quasi nessuno racconta, però, è che qui non si sta solo nuotando in una semplice caletta: si sta fluttuando dentro i resti di una villa romana.
Una leggenda e una villa romana sul bordo del mare
Il bacino d’acqua che oggi attira bagnanti da tutta la penisola sorrentina era in origine parte di un complesso residenziale di età romana, costruito tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. sul promontorio del Capo. Lo descrivevano già autori antichi come il geografo Strabone: ville private e piantagioni si susseguivano lungo tutta la costa del Golfo di Napoli senza soluzione di continuità, in un fenomeno di villeggiatura che oggi chiameremmo second home di lusso.
La villa occupava l’intera superficie del promontorio, con una pars maritima raggiungibile sia dall’alto che via mare. Il bacino naturale, collegato all’aperto da un arco di roccia, separava originariamente il promontorio dalla punta estrema del capo (quasi un’isola artificiale, modificata dall’uomo per creare uno scenario da capogiro).
I resti sono ancora lì, sparsi tra la vegetazione e il calcare, e fanno da cornice silenziosa a chi scende a fare il bagno. L’Area Marina Protetta di Punta Campanella tutela l’intera zona: l’acqua è di conseguenza cristallina, con sfumature che cambiano con la luce del giorno.
Come ci si arriva e cosa aspettarsi
Il sentiero parte dalla zona di Capo di Sorrento, lungo Via Capo, e scende verso la piscina naturale in circa 15-20 minuti a piedi. Il percorso è in buona parte su roccia e richiede scarpe comode, quindi non è adatto a chi ha difficoltà motorie. In alternativa, si può arrivare via mare con un’imbarcazione.
Una volta in fondo non ci sono attrezzature di alcun tipo e nemmeno bar, ma ad essere del tutto onesti è propri questo il bello: i Bagni Regina Giovanna hanno ancora un carattere selvaggio che, volente o nolente, la Costiera ha quasi ovunque perduto. Ma non è tutto, perché questo posto è persino in grado di portarsi dietro quella qualità speciale di sembrare scoperto ogni volta.
Il momento migliore per arrivarci è la mattina presto, quando la luce radente esalta i colori dell’acqua e la calca estiva non si è ancora formata. Il tramonto, per chi resiste, regala un’altra versione dello stesso luogo. Vi è, infine, anche la possibilità di esplorare i fondali in snorkeling, in quanto le rocce e la fauna marina protetta rendono l’immersione in apnea più ricca di quanto si immagini.
È necessario portare acqua, cibo e tutto quello che può essere utile, ma soprattutto c’è bisogno di di curiosità, per i muri di pietra che emergono qua e là dalla vegetazione.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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