C’è un’ora di strada da Anversa — o un traghetto fluviale se preferisci guardare il mondo scorrere dall’acqua — e poi il paesaggio cambia tutto.
Le ciminiere del porto lasciano spazio ai pioppi, ai prati bassi, alle anse silenziose dello Schelda.
Ed è proprio lì, nel comune di Bornem nella provincia di Anversa, che compare il Castello di Marnix de Sainte-Aldegonde: uno dei luoghi meno noti del Belgio gotico, con torri merlate che si riflettono nell’acqua ferma di un fossato e mattoni scuri carichi di umidità e di secoli.
Chi cerca il Castello di Marnix si trova davanti a un maniero fuori dai circuiti di massa, assente dalle top dieci dei castelli europei. Eppure è uno di quei luoghi che restano.
Un riflesso gotico sulle rive dello Schelda
Il castello sorge a Bornem, in Fiandra orientale, sul margine dello Schelda, il grande fiume che attraversa il Belgio prima di sfociare in Olanda.Lo si può chiamare direttamente ‘Bornem’.
La posizione non è casuale: per secoli questa era una delle vie d’acqua più strategiche dei Paesi Bassi meridionali, e chiunque controllasse le sue rive controllava il commercio tra il mare del Nord e l’entroterra.
Il complesso si presenta come un maniero romantico a tutti gli effetti: un corpo centrale affiancato da torri cilindriche, un fossato alimentato dalle acque circostanti, un parco che scivola verso il fiume con quell’aria sospesa tra il selvatico e il curato.
La struttura che si vede oggi è il risultato di numerosi interventi avvenuti tra il XIV e il XIX secolo.
L’ultimo grande rimaneggiamento in stile neogotico ha donato all’edificio il suo aspetto attuale, severo e romantico insieme, come si addiceva al gusto ottocentesco fiammingo.
Sei secoli di storia e pietra fiamminga
Le prime tracce documentate del castello risalgono al XIV secolo, quando la proprietà era già sede di una famiglia nobile di rilievo nella regione.
Ma è con i Marnix de Sainte-Aldegonde che il castello entra nella storia più grande: questa casata diede i natali a Filips van Marnix, umanista, poeta e teologo calvinista del XVI secolo, figura chiave della Rivolta dei Paesi Bassi contro il dominio spagnolo e considerato da molti l’autore del testo originale del Wilhelmus, l’inno nazionale olandese, tra le melodie più antiche al mondo ad aver mantenuto questo ruolo.
La famiglia mantenne un legame profondo con il territorio fiammingo, e il castello — più volte modificato, venduto e riacquistato nel corso dei secoli — resta oggi un monumento a quella stagione irripetibile di intellettuali, nobili e riformatori che hanno plasmato l’identità delle Fiandre moderne.
Il castello si colloca all’interno di una costellazione di dimore storiche fiamminghe immerse nella natura che solo in pochi conoscono davvero.I proprietari ottocenteschi abbracciarono con entusiasmo il gusto del revival gotico, allora di gran moda tra l’aristocrazia belga e britannica, trasformando il castello in una residenza signorile con pretese estetiche precise.
Mattoni rosso scuro, finestre ogivali, merlature — tutto concorre a creare quell’effetto da illustrazione medievale che oggi attrae i visitatori curiosi.
Leggende, curiosità e i Fiamminghi illustri
Come ogni castello che si rispetti sulle rive di un grande fiume, anche questo ha la sua scorta di storie.
Si racconta che i sotterranei del maniero nascondessero passaggi segreti usati durante le guerre di religione del Cinquecento, quando i calvinisti fiamminghi dovevano muoversi di nascosto attraverso un territorio conteso. Nessuno ha mai trovato questi corridoi — ma nessuno ha smesso di cercarli.
Più concreta è la leggenda legata allo stesso Filips van Marnix. Si dice che abbia composto parte delle sue opere proprio tra queste mura, con lo Schelda davanti e il rumore dell’acqua come unica compagnia.
Vero o no, il dettaglio dice qualcosa di importante sul rapporto tra questo luogo e la vita intellettuale fiamminga del Rinascimento.
Quello che è certo è che il maniero ha attraversato epoche radicalmente diverse — guerre, occupazioni, cambi di proprietà — uscendone ogni volta con qualche segno in più sulla pietra e qualche storia in più da raccontare.
Esplorare i dintorni lungo il fiume
Il bello del castello di Marnix è che non sta solo. L’intera area tra Bornem e le rive dello Schelda è percorribile in bicicletta lungo una rete di alzaie e percorsi ciclabili che collegano i villaggi fluviali.
Il territorio fiammingo ha costruito negli anni un sistema di nodi ciclabili (knooppunten, i numeri alle intersezioni delle ciclostrade) che permette di costruire itinerari su misura anche senza esperienza specifica.
Da Anversa si può raggiungere la zona comodamente via acqua. Il Waterbus — il battello fluviale che collega le sponde dello Schelda — permette di imbarcare la bicicletta gratuitamente; basta scendere a Hemiksem e proseguire pedalando lungo il fiume fino al castello.
Un’ora di navigazione tra le sagome delle petroliere e i fenicotteri rosa che negli ultimi anni hanno colonizzato le anse del fiume. Meno prevedibile di quanto sembri.
Chi preferisce la terra ferma può anche arrivare in treno da Anversa Centrale fino alla stazione di Bornem, e da lì raggiungere il castello a piedi in circa venti minuti — abbastanza per ambientarsi nel paesaggio basso e ventoso della Fiandra fluviale.
I dintorni offrono anche alcune riserve naturali protette lungo le rive del fiume, ideali per birdwatching e passeggiate lente.
La piana dello Schelda in questo tratto è Patrimonio UNESCO, e la biodiversità che ospita — ardeidi, aironi cenerini, a volte persino le già citate colonie di fenicotteri — è tutt’altro che scontata per chi arriva dall’Italia aspettandosi solo tulipani e canali.
Se ti interessa il confronto con altri castelli europei meno noti, vale la pena leggere anche il pezzo sul Castello Sarriod de la Tour in Valle d’Aosta, un’altra dimora nobiliare che sorprende per la sua posizione insolita.
Info pratiche
Dove: Castello di Marnix de Sainte-Aldegonde, Bornem, provincia di Anversa, Belgio. Sulle rive dello Schelda, tra Anversa e Gand.
Come arrivare: In treno da Anversa Centrale fino a Bornem (circa 25 minuti), poi 20 minuti a piedi. In alternativa, con il Waterbus da Anversa (fermata Steenplein) fino a Hemiksem, poi in bicicletta lungo le alzaie fluviali.
Quando: Primavera e inizio estate per il parco in fioritura; autunno per l’atmosfera più gotica e le luci basse sul fiume.
Orari: La visita è principalmente esterna; verificare le aperture stagionali sul sito di Visit Flanders prima di partire.
Da abbinare: Il centro storico di Bornem e le riserve naturali lungo le anse dello Schelda; da qui si raggiunge facilmente anche Gand (circa un’ora) per una giornata completa nelle Fiandre.
Consiglio: Noleggia una bicicletta ad Anversa e usa il Waterbus per l’andata: il ritorno in bici lungo le alzaie ti permette di scoprire il paesaggio fluviale a ritmo lento, senza fretta. È il modo migliore per capire perché i fiamminghi tengono così tanto a questo angolo di Schelda.
Foto Visitflanders
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