L’isola d’Europa che non esiste sulle mappe dei turisti: Atokos, il segreto del Mar Ionio

Nel Mar Ionio c\'è un\'isola che quasi nessuno conosce: niente strade, niente hotel e niente folla. Atokos è un lembo di terra selvaggia a pochi minuti di barca da Itaca (con i maiali in spiaggia inclusi)

Atokos, Grecia

Atokos è quasi ancora del tutto assente dalle brochure delle agenzie di viaggio. Priva di porto turistico e di strade asfaltate, si trova nel Mar Ionio, a pochi chilometri da Itaca (sì, quella di Ulisse, quella dei poemi), ed è una piccola propaggine di calcare e macchia mediterranea che, però, fino a qualche anno fa restava completamente fuori dai radar.

Chi la raggiunge lo fa quasi sempre in barca, spesso per caso o su consiglio di qualcuno che ha giurato di non dirlo in giro (anche se, e va detto, ora ci sono tour giornalieri che partono dalle isole vicine). Eppure Atokos esiste, è completamente disabitata (a parte una cappella e una piccola casa dei proprietari), possiede acque tra le più limpide della zona e una reputazione silenziosa che nel mondo della vela si tramanda sottovoce come si tramandano le migliori cale.

Un’isola a lungo fuori dal radar (e non è un caso)

Questa meraviglia si trova nel gruppo delle Isole Ionie, nel pezzo di mare tra Leucade e Itaca. La sua è una costa frastagliata, a tratti quasi verticale, con calette che appaiono all’improvviso dopo un promontorio.

Atokos è quasi disabitata in modo permanente, e questo la rende interessante per chi viaggia cercando il contrario del resort. Strutture ricettive nell’accezione classica del termine? Assenti.

Isola di Atokos, Grecia

Chi vuole fermarsi più di qualche ora deve organizzarsi con un‘imbarcazione e dormire a bordo, oppure affidarsi a qualche sistemazione privata nella zona. Diversi viaggiatori scelgono come base l’isola principale di riferimento, Itaca o Cefalonia, e raggiungono Atokos in giornata.

La spiaggia con i maiali

Se il nome Atokos vi suona vagamente familiare, potrebbe essere per via dei maiali. Prima che i maiali nuotatori di Exuma, alle Bahamas, diventassero un tormentone da Instagram, esistevano storie simili in angoli ben più vicini al nostro Paese (ma in pochissimi ne erano a conoscenza). Proprio una spiaggia di Atokos è citata come luogo dove i maiali locali scendono in acqua senza particolare invito, con la naturalezza di chi quella spiaggia la considera di casa da generazioni.

Maialini di Atokos, Grecia

La storia ha qualcosa di bizzarro e al tempo stesso di perfettamente logico: su un’isola dove gli animali si muovono liberamente e il confine tra terra e mare è sottilissimo, vedere un maiale fare il bagno nell’acqua trasparente smette di sembrare una curiosità e diventa semplicemente parte del paesaggio. È il tipo di cosa che succede, e che se si è lì al momento giusto accompagna per anni nei racconti di viaggio.

Come si vive (davvero) senza strutture né strade

Arrivare in barca a vela è il modo più naturale per avvicinarsi ad Atokos. La rotta classica parte da Leucade o da Cefalonia, con soste intermedie lungo le isole minori. Chi è sprovvisto di una propria imbarcazione può noleggiare un caicco con skipper da uno dei porti vicini. Da Fiskardo a nord di Cefalonia, per esempio, si raggiunge l’area in circa un’ora e mezza di navigazione, con condizioni meteo favorevoli.

L’estate è la stagione giusta, ma luglio e agosto portano anche i venti più imprevedibili dello Ionio. Giugno e settembre restano i mesi d’elezione per chi preferisce il mare fuori stagione e ormeggi meno affollati. L’acqua è già calda, la luce è diversa e la sensazione di avere un tratto di costa tutto per sé è tutt’altro che un’illusione.

Spiaggia di Atokos, Grecia

La bellezza di Atokos sta anche in quello che qui risulta impossibile: ordinare un cocktail al bancone, chiamare un taxi o risolvere il problema di dove mangiare con una ricerca su Google. Bisogna portarsi il necessario, pianificare un po’, e lasciare che l’isola faccia il resto.

Atokos, piccola e ancora poco costruita come poche, è forse il punto più lontano che si possa raggiungere stando ancora, geograficamente parlando, a portata di volo dall’Italia.

Foto Canva

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