Il Trebbia è considerato dai naturalisti uno degli ultimi fiumi padani rimasti integri.
Non è una questione di purezza romantica — è una valutazione tecnica: la qualità dell’acqua, la morfologia del greto, la biodiversità degli habitat ripari, la presenza di specie che nei fiumi più regolamentati della pianura non esistono più.
Il Parco Regionale Fluviale del Trebbia tutela il tratto finale di questo fiume — circa 30 km da Rivergaro alla confluenza con il Po — istituito nel 2009 e gestito dall’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Occidentale.
Ai margini occidentali di Piacenza, a pochi minuti dall’autostrada.
Pochissimi turisti lo conoscono. I locali ci vanno il weekend per camminare, pescare, portare i cani lungo il greto.
È esattamente quella qualità di posto che, a SO24, ha sempre senso raccontare.
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L’ambiente: greto, terrazzi fluviali e golena
Il paesaggio del Parco del Trebbia è tutto costruito intorno al regime torrentizio del fiume.
Il Trebbia scende dalle montagne appenniniche e in certi periodi ha piene violente che rimodellano il greto; in estate e in autunno si ritira lasciando ampi banchi di ciottoli e sabbia. Questo regime irregolare — che in altri contesti verrebbe considerato un problema — è esattamente quello che mantiene l’ecosistema ricco e diversificato.
Il greto ciottoloso è l’ambiente più caratteristico: aperto, esposto, con vegetazione pioniera che si rinnova dopo ogni piena. Qui nidificano le specie più rare del parco.
I terrazzi fluviali — le aree più alte, mai raggiunte dalle piene — sono coperti da praterie e arbusteti, con orchidee spontanee che fioriscono nei tratti meno esposti.
Il regime torrentizio condiziona la vegetazione circostante tanto che, nei tratti meno esposti alle correnti di piena, è possibile osservare una flora molto rigogliosa, come ad esempio le abbondanti fioriture di orchidee spontanee.
La golena — la fascia compresa tra l’argine e il fiume — è il corridoio ecologico che collega la pianura padana con l’Appennino: specie animali e vegetali che utilizzano il fiume come via di movimento si concentrano qui.
All’interno del parco ricadono due Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale della Rete Natura 2000 — una certificazione europea della qualità ecologica dell’area.
Gli animali: l’occhione e le altre specie
Il simbolo del parco è l’occhione — Burhinus oedicnemus — un limicolo raro, con occhi gialli grandi e una colorazione mimetica che lo rende quasi invisibile sul greto ciottoloso.
Luogo di sosta e transito di numerosi uccelli migratori, sono diverse le specie animali che si possono osservare passeggiando in quest’area come il corriere piccolo e l’occhione, che per la sua rarità è stato assunto a simbolo del parco.
Il corriere piccolo nidifica sul greto, la sterna comune e il fraticello usano le isole di sabbia come siti riproduttivi.
Nei boschi ripariali si trovano il picchio rosso maggiore, l’airone cenerino, la nitticora e il martin pescatore.
Per il birdwatching, i periodi migliori sono primavera (migrazione prenuziale, nidificazione) e autunno (migrazione postnuziale). La torretta di avvistamento lungo il Percorso Airone è il punto più attrezzato del parco.
Oltre all’avifauna: caprioli, volpi, faine, istrici e — segnalato in anni recenti — il lupo, che segue il corridoio appenninico fino alla pianura.
I percorsi a piedi
Il parco ha organizzato alcuni brevi percorsi tematici percorribili a piedi, corredati da cartelli con immagini e informazioni naturalistiche e storiche, che permettono di avvicinare e osservare gli ambienti più caratteristici dell’area protetta.
Percorso Airone — 3,5 km, 2 ore
Partenza: Centro Visita di Camposanto Vecchio, Borgotrebbia (Piacenza)
Dal centro visita di Camposanto Vecchio si sviluppa un comodo percorso che percorre l’argine maestro in direzione della confluenza con il Po. Nel ritorno si scende all’interno della golena per arrivare a una torretta di avvistamento dell’avifauna e compiere un secondo anello attraverso un’area rinaturalizzata con praterie e siepi di specie spontanee.
Il percorso più completo del parco — con la torretta di avvistamento come punto culminante.
Percorso Corriere Piccolo — 1 ora, anello
Accesso: Rivergaro, Pieve Dugliara
È un facile percorso ad anello che si sviluppa lungo la riva del Trebbia a valle di Rivergaro; è dedicato al confronto tra il greto e i terrazzi fluviali e favorisce l’osservazione di molti interessanti aspetti di questi ambienti e di alcune specie vegetali caratteristiche.
Percorso Rivalta — 1,5 km, 1 ora
Accesso: parcheggio del Borgo di Rivalta, Gazzola
L’itinerario fiancheggia i prati aridi che caratterizzano la sponda fluviale e si avvicina in alcuni punti al corso del Rio Comune di sinistra.
Ideale per chi vuole combinare la passeggiata naturalistica con la visita al borgo medievale di Rivalta e al suo castello.
Percorso Colle Rivalta — 2 ore
Accesso: parcheggio del Borgo di Rivalta
Il percorso si compone di due tratti di sentiero che scendono intorno al colle sul quale si erge il Castello di Rivalta e conducono, attraverso boschi di querce e carpini frequentati da picchi e caprioli, al terrazzo fluviale sottostante.
La Ciclovia del Trebbia: da Piacenza a Rivergaro
La Ciclovia del Trebbia è caratterizzata da una notevole diversità di ambienti. Si parte da quello urbano del centro storico di Piacenza: lasciata la stazione ferroviaria si pedala per strade in pavé, in buona parte pedonali, fra chiese romaniche e animate piazze. Si esce in direzione sud, attraversando la periferia su ciclabile protetta.
Il percorso misura circa 16 km tra Piacenza e Rivergaro ed è percorribile sia su asfalto (adatto a bici da turismo) sia su sterrato nella parte più interna, adatta alla MTB.
Giunti a Gossolengo, dopo un km lasceremo la provinciale al primo bivio a destra per La Rossia (area naturalistica del Parco con aula didattica) dove inizia lo sterrato adatto alle MTB. Si prosegue, tra tratti ombreggiati, fino a Case Buschi dove sostare per godersi il magnifico colpo d’occhio sull’ambiente fluviale e sul castello di Rivalta sulla sponda opposta.
Il Parco risulta di notevole attrattiva sia per cicloturisti interessati a percorsi su asfalto, sia per mountain bikers esperti in cerca di lunghi sterrati poco battuti.
Il Castello di Rivalta e il Borgo
Il Castello di Rivalta domina la sponda destra del Trebbia dal suo colle — un maniero medievale con origini nel X-XI secolo, ancora di proprietà privata della famiglia Zanardi Landi, visitabile con tour guidati.
Il borgo di Rivalta è inserito nella rete dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza — uno dei circuiti castellani più densi dell’Italia settentrionale.
Dalle sponde del Trebbia sottostanti, con il castello che si specchia nell’acqua, è uno degli scorci più fotografati del piacentino.
L’accesso al borgo dal parco avviene attraverso i percorsi Rivalta e Colle Rivalta — con la possibilità di combinare la visita naturalistica al greto con la visita al castello nel pomeriggio.
Il Centro Visita di Borgotrebbia
Il Centro Visite del Parco del Trebbia si trova in località Borgotrebbia a Piacenza. Il centro si concepisce come uno straordinario “volo” virtuale sul Fiume Trebbia, volto a svelare i suoi segreti, dal punto di vista naturalistico, geologico e storico attraverso lo spazio e il tempo. Il Centro visite ha un carattere altamente interattivo, avvolge e coinvolge il pubblico di ogni età con video, suoni, esperienze sensoriali ed emozionali di vario tipo.
È il punto di partenza naturale per una prima visita — soprattutto con bambini — prima di scendere sul greto con il Percorso Airone.
Come arrivare
In auto da Piacenza: il Parco del Trebbia è accessibile da più punti lungo la SR10.
Dal centro di Piacenza a Borgotrebbia (Centro Visita): circa 10 minuti.
Da Piacenza a Rivergaro (ingresso nord): circa 20 minuti lungo la SP40 che risale la Val Trebbia.
Da Piacenza a Rivalta di Gazzola: circa 20-25 minuti.
Da Milano: autostrada A1 uscita Piacenza Ovest, poi direzione Rivergaro — circa 70 km, 50 minuti.
Da Parma: autostrada A1 uscita Fiorenzuola d’Arda, poi direzione Piacenza — circa 50 km.
Da Genova: A7, poi verso Piacenza — circa 120 km, 1h30.
In treno: stazione di Piacenza sulla linea Milano-Bologna (alta velocità) — poi bus locale o taxi verso Borgotrebbia e Rivergaro.
A piedi o in bici da Piacenza: la Ciclovia del Trebbia parte dalla stazione ferroviaria — 16 km di percorso per raggiungere Rivergaro.
Info pratiche
Dove: Parco Regionale Fluviale del Trebbia, da Rivergaro alla confluenza con il Po, provincia di Piacenza
Centro Visita Borgotrebbia: Loc. Borgotrebbia, Piacenza — punto di partenza per il Percorso Airone
Percorso Airone: 3,5 km, 2h, torretta di avvistamento, partenza Borgotrebbia
Percorso Corriere Piccolo: anello 1h, accesso da Rivergaro/Pieve Dugliara
Percorsi Rivalta: 1,5 km e 2h, accesso dal parcheggio di Rivalta, Gazzola
Ciclovia del Trebbia: 16 km Piacenza-Rivergaro, asfalto e sterrato
Castello di Rivalta: visite guidate, verificare orari su castellodirivalta.com
Periodo: primavera per orchidee e nidificazione; autunno per la migrazione; inverno per anatidi e svernamento; estate per famiglie sul greto
Cani: ammessi al guinzaglio — rispettare i nidi sul greto
Foto Emilia Romagna Turismo, Angelo Battaglia per Parchidelducato
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