Il Lazio in bici a settembre ha un vantaggio che poche regioni italiane possono vantare: una densità di storia, paesaggio e gastronomia per chilometro quadrato che non ha eguali in Italia, distribuita su un territorio che d’estate è spesso impraticabile per il caldo e che a settembre torna a essere quello che dovrebbe essere tutto l’anno. Roma si svuota dei turisti di agosto ma i siti archeologici sono ancora aperti. I laghi vulcanici dei Castelli Romani e della Tuscia perdono i bagnanti ma mantengono tutta la loro bellezza. Le vie cave etrusche — quelle gallerie scavate nel tufo che sembrano corridoi di un altro tempo — in settembre sono fresche e ombreggiate come non lo sono mai d’estate.
È una regione che si presta a tutto: all’itinerario urbano lungo l’Appia Antica, al tour dei laghi vulcanici nei Castelli Romani, al viaggio gravel nella Tuscia viterbese, all’escursione montana nei Simbruini. Qui trovi sette percorsi per altrettante facce del Lazio — ognuna con il suo motivo specifico per essere esplorata adesso.
Appia Antica in bici — Roma, la Regina Viarum
📍 ~16 km il tratto principale | Roma, Parco dell’Appia Antica | Tombe, ville, sampietrini, storia
La strada romana più famosa del mondo in bici è una di quelle esperienze che i romani rimandano per anni — perché ce l’hanno sotto casa, perché ci passeranno — e che quando finalmente si fa lascia sempre qualcosa di inaspettato. L’Appia Antica nel Parco omonimo corre tra tombe repubblicane e imperiali, ville patrizie, catacombe, pini marittimi e sampietrini che rallentano il ritmo a qualcosa di inevitabilmente antico. È un percorso breve nel tratto principale — una sedici chilometri che si fanno in una mattinata — ma estendibile fino a Frattocchie, Albano e oltre per chi vuole trasformarlo in un’escursione di giornata verso i Castelli Romani.

In settembre il sole basso del tardo pomeriggio trasforma l’Appia in qualcosa che non si riesce a fotografare bene ma che si ricorda per anni: la luce laterale sulle tombe, le ombre lunghe dei pini, il basolato romano che brilla come se fosse bagnato. È il tipo di esperienza che rimette in pace con una città complicata come Roma.
Ciclovia dei Laghi Laziali — Castelli Romani e Tuscia
📍 Percorsi vari | Bracciano, Martignano, Albano, Nemi | Laghi vulcanici, Castelli Romani
I laghi vulcanici intorno a Roma sono tra i segreti meglio custoditi del cicloturismo laziale: Bracciano con il suo castello medievale che si specchia nell’acqua, Martignano nascosto tra i boschi e raggiungibile solo a piedi o in bici, Albano e Nemi nei Castelli Romani con i borghi arroccati sui bordi del cratere. Ognuno ha il suo carattere, ognuno merita una visita separata — ma in settembre si possono collegare in un tour di più giorni che attraversa una delle aree naturali più belle del Lazio a pochi chilometri da Roma.
I Castelli Romani in settembre sono in vendemmia: l’uva dei Colli Albani — quella del Frascati e del Marino — viene raccolta in queste settimane, e ogni borgo dei Castelli ha la sua sagra, la sua cantina aperta e le sue fraschette con i banchetti all’aperto. Pedalare tra i laghi vulcanici con il profumo del mosto nell’aria e una sosta in una fraschetta di Frascati o di Grottaferrata a fine tappa è uno di quei piaceri semplici che il cicloturismo laziale sa regalare meglio di qualsiasi altra regione.
Ciclovia Etruria — Maremma laziale e Tuscia viterbese
📍 430 km totali, percorribile a tratti | Maremma laziale → Tuscia viterbese | Laghi vulcanici, vie cave, necropoli
La Ciclovia Etruria è uno dei percorsi gravel più affascinanti d’Italia — terza classificata ai Green Road Award 2026 — e settembre è il momento in cui dà il meglio di sé. Il tracciato su strade bianche, sentieri forestali e poderali attraversa le terre degli Etruschi toccando i laghi vulcanici di Bracciano, Vico, Bolsena e Mezzano, le forre scavate nel tufo, le vie cave che sembrano corridoi di un altro tempo e i borghi straordinari della Tuscia: Civita di Bagnoregio aggrappata alla sua rupe di tufo, Calcata sospesa nel vuoto sopra la gola del Treja, Viterbo con le sue terme medievali, Acquapendente con la sua Riserva Naturale della Selva del Lamone.

In settembre le vie cave — quelle gallerie scavate dagli Etruschi nel tufo per collegare i loro insediamenti — sono fresche e ombreggiate, quasi misteriose con la luce che filtra dall’alto tra le pareti di roccia. I laghi vulcanici hanno quella qualità specifica dell’acqua lacustre autunnale: superfici quasi ferme, colori che cambiano con il cielo, rive silenziose. Nove tappe non vincolanti permettono di costruire il percorso secondo il tempo disponibile.
➡️ Ciclovia Etruria: percorso gravel di 430 km tra Lazio, laghi vulcanici e necropoli etrusche
Via Amerina in bici — Nepi → Orvieto
📍 ~80 km | Nepi → Orvieto | Tuscia, forre, borghi di tufo, necropoli
La Via Amerina è l’antica strada romana che collegava Roma all’Umbria attraverso la Tuscia, e in bici è uno degli itinerari più sorprendenti del Lazio settentrionale. Meno conosciuta della Via Appia e meno frequentata della Via Francigena, attraversa un paesaggio che non delude mai: forre profonde scavate dai torrenti nel tufo, ponti medievali costruiti sulle arcate romane, borghi come Falerii Novi — città fantasma medievale abbandonata nel Seicento — necropoli etrusche e giardini all’italiana come quello di Villa Lante a Bagnaia, uno dei più belli d’Europa.

Ottanta chilometri che si percorrono in due giorni con calma, con arrivo a Orvieto — tecnicamente in Umbria, ma naturale conclusione di un itinerario che attraversa una delle aree di confine più ricche di storia d’Italia. In settembre la Tuscia è asciutta e percorribile con qualsiasi bici, le forre sono fresche e ombreggiate, e i borghi di tufo hanno quella quiete autunnale che d’estate è impossibile trovare.
GTL – Gran Tour del Lazio — Roma e le cinque province
📍 1.000+ km ad anello | Roma e cinque province | Via Francigena, EuroVelo 5 e 7, laghi, boschi
Il Gran Tour del Lazio è il percorso più ambizioso della regione: oltre mille chilometri ad anello che partono da Roma, attraversano tutte e cinque le province laziali e tornano nella Capitale unificando ciclovie e cammini storici già esistenti — la Via Francigena, l’EuroVelo 5 e 7, il Cammino di San Benedetto, la Via di Francesco. Menzione ALIS ai Green Road Award 2025, non è un percorso da fare tutto d’un fiato — è una mappa di possibilità da cui estrarre tratti, tappe e avventure stagione dopo stagione.
In settembre i cammini storici che compongono il GTL sono silenziosi come non lo sono mai: i pellegrini estivi sono rientrati, le strade secondarie della Ciociaria, della Sabina e della Maremma laziale sono quasi deserte, e il paesaggio laziale interno — quello che non finisce mai sulle copertine — si mostra in tutta la sua varietà sorprendente. Un tratto del GTL in settembre è il punto di partenza ideale per chi vuole costruire il proprio Grand Tour laziale tappa dopo tappa negli anni.
➡️ Questo Gran Tour in bici è una vera avventura paesaggistica
Ciclovia del Tevere — Roma → Ostia
📍 ~60 km | Roma → Ostia Antica e litorale | Lungo il Tevere, Parco Regionale, Riserva del Litorale
Sessanta chilometri dal centro di Roma fino alla foce del Tevere, lungo le piste ciclabili del fiume attraverso il Parco Regionale del Tevere e la Riserva Naturale del Litorale Romano. È l’itinerario urbano e periurbano più accessibile di questa lista — nessun dislivello significativo, percorribile in una giornata intera o spezzato in due mattinate — e in settembre diventa uno dei più piacevoli: la vegetazione riparia lungo il Tevere comincia a cambiare colore, il traffico delle ciclabili si assottiglia e Ostia Antica — uno dei siti archeologici romani più importanti e meno affollati d’Italia, alternativa quasi sconosciuta al Colosseo — è raggiungibile in bici con una logistica minima.

Il finale sul litorale romano ha qualcosa di inaspettato: il mare di settembre è ancora balneabile, la pineta di Castel Fusano è fresca e ombreggiata, e tornare a Roma in treno con la bici dopo una giornata sul Tevere è esattamente il tipo di avventura urbana che non richiede pianificazione ma lascia sempre qualcosa da raccontare.
Monti Simbruini in bici — Subiaco, Filettino, Trevi nel Lazio
📍 Percorsi vari | Subiaco → Filettino → Trevi nel Lazio | Monti Simbruini, boschi, monasteri benedettini
I Monti Simbruini sono il massiccio montuoso più vicino a Roma che quasi nessun romano conosce bene: un’area protetta di boschi, borghi medievali e strade secondarie quasi vuote a meno di un’ora dalla capitale, dove il cicloturismo è ancora una scoperta e non un fenomeno di massa. Subiaco è il punto di partenza naturale — con i suoi due Monasteri di San Benedetto costruiti sulla roccia sopra la gola dell’Aniene, uno dei luoghi più suggestivi del Lazio — e da lì si sale verso Filettino, Trevi nel Lazio e i passi dell’Appennino laziale attraverso una serie di strade secondarie che in settembre sono quasi deserte e in pieno splendore autunnale.
Non è il percorso più facile di questa lista — i Simbruini sono montagna vera, con dislivelli importanti — ma è quello che regala le sorprese più inaspettate: la qualità dell’aria, il silenzio dei boschi di faggio che cominciano a ingiallire, i borghi che sembrano fermi nel tempo e la sensazione di essere a due passi da Roma e a un mondo di distanza da tutto il resto. Per chi ha le gambe e vuole usarle.
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