Nell’entroterra di Rapallo ci sono cose che i turisti del lungomare non vedono quasi mai.
Uno di queste è il Monastero di Valle Christi — le rovine di un complesso cistercense del XIII secolo che si trovano in una piccola valle verde, nella frazione di San Massimo, a quattro chilometri dal centro cittadino.
Il dettaglio che sorprende quasi tutti al primo impatto è il contesto immediato: il monastero si trova ai margini del campo da golf del Circolo Golf e Tennis di Rapallo, precisamente vicino alla buca numero 7.
Un campanile romanico che spicca tra la vegetazione, muri in pietra di architettura gotica, un’atmosfera sospesa — e sullo sfondo, discretamente, i green.
Non è un paradosso — è semplicemente come va spesso con i monumenti minori della Liguria: sopravvivono là dove li lascia il paesaggio, che nel frattempo è andato avanti per conto suo.
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La storia: due nobildonne vedove e tre secoli di clausura
La storia del monastero comincia nel 1204.
La fondazione ebbe origine dal volere di una nobildonna genovese: Altilia Malfanti, vedova De Mari, e della sorella Tibia — due donne che, rimaste vedove, decisero di dedicarsi alla vita monastica e di costruire un monastero dell’Ordine Cistercense su un terreno di loro proprietà nelle alture di Rapallo.
In pochi anni sorse il Monastero di Santa Maria in Valle Christi — costruito in uno stile gotico influenzato dalla tradizione francese cistercense, con una chiesa a navata unica e un alto campanile romanico che spicca sull’intero complesso. 
Le monache di clausura rimasero a Valle Christi per circa trecento anni e in questo periodo il monastero crebbe per fama e notorietà: nella chiesa si veneravano le reliquie di San Biagio, donate alle monache da un capitano di ventura.
Il declino fu lento e geografico.
Nel 1502 erano rimaste solo tre monache — troppo poche per sostenere la comunità — e nel 1572 papa Gregorio XIII dichiarò il monastero soppresso con un breve editto pontificio, venduto poi per 10.155 lire genovesi a un privato.
Non fu sconsacrato — e questa è la distinzione che ha permesso ai restauratori di intervenire con maggiore rispetto nei secoli successivi.
Ai primi del Novecento fu dichiarato monumento nazionale e affidato ad Alfredo D’Andrade, che ne curò il restauro — lo stesso architetto responsabile del restauro di numerosi monumenti medievali liguri e piemontesi.
Successivi restauri furono eseguiti sul finire del Novecento.
Cosa si vede oggi
Le rovine del monastero sono accessibili da un ingresso indipendente rispetto al campo da golf — un ingresso indipendente permette di visitarlo liberamente.
L’accesso è gratuito.
Il complesso conserva:
- Il campanile romanico — la struttura più alta e più visibile, riconoscibile anche da lontano
- Le mura perimetrali della chiesa in stile gotico-cistercense, con gli archi a sesto acuto ancora leggibili
- I resti del chiostro e degli ambienti conventuali
- La foresteria — parte del complesso che in alcuni periodi è stata oggetto di recupero parziale
Il carattere delle rovine è quello tipico dell’abbandono consapevole: non devastate, non ricostruite in modo invasivo, lasciate nella condizione di rovina controllata che le rende più autentiche di molti monumenti “restaurati”.
La leggenda legata al monastero — come quasi tutti i luoghi medievali abbandonati della Liguria — narra di presenze notturne e di luci inspiegabili nella vallata.
Difficile da verificare; facile da capire, camminandoci di sera.
Le passeggiate nei dintorni
La Traversata del Cielo: da Ruta di Camogli a Valle Christi
L’itinerario più completo e più scenografico che tocca il monastero è la cosiddetta Traversata del Cielo — un itinerario ad anello con partenza da Rapallo, perfetto per un’escursione tra storia e natura, che collega il Santuario della Madonna di Caravaggio e il Monastero di Valle Christi.
Il percorso parte da Ruta di Camogli seguendo il sentiero contrassegnato con due cerchi che conduce al Colle Caprile e coincide con la Via del Mare — lunghezza circa 8,3 km, difficoltà E, quota massima 594 m s.l.m., tempo circa 4 ore.
Il tragitto è tutto in discesa verso Rapallo nell’ultima parte — 136 scalini per entrare nella penombra del bosco, verso la Croce di Spotà e il monumento ai caduti eretto nel 1935. 
La discesa verso Rapallo interseca la piccola collina di Santa Maria del Campo, dove sorgono i ruderi dell’antico Cenobio di San Tommaso del XII secolo — un’altra tappa di pregio quasi sconosciuta, realizzata da suore benedettine genovesi.
Se sei da quelle parti, non puoi perdere il Sentiero delle Batterie di Camogli, uno dei più belli d’Italia.
Il Santuario di Nostra Signora di Caravaggio
A circa 30 minuti a piedi dal monastero — salendo verso l’entroterra — si trova il Santuario di Nostra Signora di Caravaggio, immerso nel verde dell’entroterra rapallese.
È raggiungibile anche in auto dalla strada che sale verso Ruta, ma il percorso a piedi — sentiero segnato dall’entroterra di Rapallo — offre viste sul Golfo del Tigullio che giustificano la fatica.
Per abbreviare il percorso, è possibile partire da Ruta di Camogli, un crocevia di sentieri che conducono al Parco di Portofino — con la possibilità di combinare la visita al monastero con un’escursione verso il promontorio di Portofino.
La rete sentieristica dell’entroterra ligure tra Rapallo, Camogli e Santa Margherita è fitta e ben segnata — e permette di costruire itinerari di mezza giornata o di giornata intera, con il monastero come punto finale o come tappa intermedia.
Come arrivare
In auto: uscire dall’autostrada A12 a Rapallo e, alla rotonda, prendere la strada che sale a destra fino all’indicazione per Valle Christi. Una strada stretta senza sbocco porta al Monastero che appare all’improvviso sulla sinistra.
A piedi da Rapallo: circa 4 km dal centro, su strade secondarie dell’entroterra — circa un’ora di cammino.
Con i mezzi pubblici: la corriera linea 775 da Rapallo per Ruta di Camogli — dal capolinea di Ruta si cammina verso il monastero seguendo i sentieri segnati.
In treno: la stazione ferroviaria di Rapallo è sulla linea Genova-La Spezia — ben collegata con Genova (circa 40 minuti) e con le Cinque Terre.
Info pratiche
Dove: Monastero di Santa Maria in Valle Christi, frazione San Massimo, Rapallo (GE), Liguria
Ingresso: gratuito, libero — ingresso indipendente rispetto al campo da golf
Sentiero Traversata del Cielo: Ruta di Camogli — Santuario Caravaggio — Valle Christi — Rapallo. Circa 8,3 km, 4 ore, difficoltà E. Traccia su Wikiloc
Santuario di Caravaggio: raggiungibile a piedi dal monastero, circa 30 minuti
Cenobio di San Tommaso (Santa Maria del Campo): lungo il percorso di discesa verso Rapallo
Periodo: tutto l’anno — primavera per la vegetazione; autunno per i colori; inverno per il silenzio totale
Foto https://hellorapallo.it/, Di Parma1983 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=130987082, Di Davide Papalini – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5685192
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